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23/02/2022

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Gas: perchè l'Europa è entrata in crisi

Robert Minter (abrdn): la UE continua a puntare sulla produzione di energie rinnovabili, ma questo non è sufficiente senza un'adeguata pianificazione in termini di capacità di energia di riserva. Non è il futuro green che stiamo cercando


Se la vostra bolletta del gas dovesse riflettere accuratamente i prezzi attuali del gas, sarebbe non solo il 30% più alta, ma 10 volte di più di quanto avete pagato l'anno scorso.
L'attuale crisi con le truppe russe al confine dell'Ucraina è un'ulteriore cattiva notizia per il prezzo del gas naturale in Europa a causa della forte dipendenza dal gas russo.
Attualmente stiamo assistendo allo scenario peggiore in termini di scorte di gas naturale in Europa degli ultimi cinque anni.

Gas: perch l'Europa  entrata in crisi

Al momento, il Regno Unito e l'Europa importano il 40% del loro gas dalla Russia, il 16% dalla Norvegia, e le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) arrivano da Algeria, Qatar e Stati Uniti.
Ci sono due terminali di GNL in costruzione in Europa, ma ne servirebbero molti altri per riuscire a compensare il volume del gas importato dalla Russia.
Il desiderio dei governi di adottare le politiche "verdi" richieste dagli elettori, come finanziare le energie rinnovabili e abbandonare i combustibili fossili e il nucleare, ha portato a ridurre l'uso dei combustibili fossili più velocemente rispetto all'introduzione delle energie rinnovabili, causando infine l'attuale deficit energetico.
L'Europa ha ridotto la quantità di contratti di gas naturale a lungo termine in favore dell'acquisto sul mercato libero a prezzi spot anni fa.
L'intento era quello di evitare che i contratti finanziassero l'industria dei combustibili fossili, rendendo tuttavia l'Europa la destinazione di ultima scelta per l'approvvigionamento globale di gas.

Seguici: 

La Germania, che ha chiuso tre centrali nucleari lo scorso anno e chiuderà le tre rimanenti quest'anno, è particolarmente dipendente dalle importazioni russe.
Questa decisione è stata presa nel 2011 dopo l'incidente nucleare verificatosi in Giappone in seguito all'onda anomala causata dal forte terremoto.
Le opzioni tedesche di approvvigionamento energetico si stanno riducendo e sembra inevitabile che il gasdotto Nordstream 2 sia certificato e diventi operativo a breve.

Le regole tedesche che richiedono un operatore indipendente sembrano vicine ad essere rispettate.
Un punto di ingresso per il gas russo è Mallnow in Germania, dove il flusso è sceso a zero a metà dicembre, diventando a volte negativo.
Sembra infatti che la Russia stia occasionalmente sottraendo il gas dallo stoccaggio in Europa riportandolo in Russia attraverso il gasdotto.
Gazprom ha annunciato che non ci sono piani per inviare gas a Mallnow nel mese di febbraio, anche se le aste giornaliere potrebbero modificare la situazione.
La fornitura di gas liquefatto all'Europa dagli Stati Uniti potrebbe diventare significativa.
Il mese scorso gli Stati Uniti hanno esportato 7,15 milioni di tonnellate di GNL su 106 navi e la metà di queste sono arrivate in Europa.
Tuttavia sono necessari più impianti per importare un volume maggiore di GNL.

Il gas deve essere liquefatto per il trasporto, poi il processo deve essere invertito una volta arrivato a destinazione.
Gli Stati Uniti hanno fatto appello all'Europa perché costruisca più impianti di rigassificazione.
Tuttavia, le importazioni dagli Stati Uniti potrebbero sostituire solo circa un terzo - 60 miliardi di metri cubi - dei 180 bcm annuali che Gazprom invia in Europa.
E gli impianti di GNL verrebbero potenziati solo se venissero messi in atto contratti a lungo termine.
Certamente, c'è la speranza che l'offerta di energie rinnovabili in Europa migliori.
Scotwind ha recentemente completato la maggiore asta per l'affitto dei fondali marini per le turbine eoliche offshore.
Ma il sole tramonta, il vento cala e non vediamo un'adeguata pianificazione in termini di capacità di energia di riserva.
La recente flessione del prezzo del gas in Europa infine deriva da una circostanza negativa.

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La Cina ha da poco aumentato la produzione di carbone termico per due milioni di tonnellate al giorno, di conseguenza le importazioni di gas naturale programmate dalla Cina sono state ridistribuite sui mercati globali.
Questo non è il futuro green che stiamo cercando.
Robert Minter, Director of ETF Investment Strategy di abrdn



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