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22/12/2021

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Grandi incentivi per le imprese italiane che aprono un polo produttivo negli USA

Alessandro Colnago (ExportUSA): crisi della supply chain e Buy American stanno determinando nuove esigenze. Per esempio, gli appaltatori di commesse pubbliche devono avvalersi di fornitori che producono direttamente in America


Per alcune imprese italiane aprire uno stabilimento produttivo negli States è imprescindibile per due ragioni: la crisi della supply chain e il retaggio dell'era Trump legato al Buy American.
"Questi sono due elementi - spiega Alessandro Colnago, Vicepresidente di ExportUSA, società di consulenza che aiuta le imprese italiane ed europee ad entrare, con successo, nel mercato americano - che determinano l'esigenza, per gli appaltatori di commesse pubbliche, di rivolgersi a quei fornitori che abbiano avviato la produzione nel suolo americano.

Grandi incentivi per le imprese italiane che aprono un polo produttivo negli USA

Si tratta di un vincolo formalizzato all'interno delle stesse gare".
Non si parla più di una presenza meramente distributiva, quindi, ma di veri e propri poli produttivi.
Il paradigma dell'export verso gli Stati Uniti sta evolvendo e c'è bisogno di reperire beni industriali e strumentali in maniera più immediata e sicura.
A testimonianza di ciò, nel 2020 il saldo storico di Foreign Direct Investments di aziende estere negli Stati Uniti è salito a 4.600 miliardi di dollari che includono investimenti in impianti distributivi e produttivi, così come la realizzazione di infrastrutture e assunzioni locali.
Inoltre, aprire uno stabilimento produttivo in America non è solo utile, è anche vantaggioso: basti pensare agli incentivi fiscali che vengono garantiti in base al valore dell'investimento e all'impiego del personale locale.
Sgravi di centinaia di migliaia di dollari garantiti dalle varie contee dove le imprese decidono di installare la produzione.

Seguici: 

Attualmente vi è una competizione tra tutti e 50 gli Stati americani che vogliono attrarre investimenti di aziende straniere per implementare progetti di riqualifica del territorio, rinnovo delle infrastrutture e rilancio dell'economia creando occupazione.
Un esempio concreto è quello di PA Spa, un'azienda italiana che sta avendo grande successo, grazie alla fabbricazione in suolo americano di componenti per il lavaggio ad alta pressione per i settori automotive, alimentare e farmaceutico.

Aprire negli USA in tre mosse

Sono tre gli ingredienti per espandersi oltre oceano in maniera stabile e competitiva:

1 - pianificare l'investimento e costruire un business plan da presentare ai diversi interlocutori pubblici (statali e locali);
2 - studiare i programmi delle varie agenzie di sviluppo economico identificando il più vantaggioso in termini di sostegno finanziario;
3 - avvalersi dell'esperienza di strutture che possano mediare tra l'investitore e gli Stati,
che conoscano il linguaggio tecnico per negoziare e realizzare, con successo, l'apertura di un impianto produttivo.
"Le aziende straniere - conclude Colnago - hanno il coltello dalla parte del manico e piena facoltà di scegliere dove investire.
Il mercato americano ha bisogno di attrarre know-how e innovazione italiana.
L'obiettivo è produrre internamente per non dipendere da una supply chain ormai troppo distante
".


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