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08/12/2021

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Formazione: più investimenti da parte delle aziende, che puntano allo sviluppo del personale

Alessandro Verrini (CoachHub): le HR dovranno aiutare concretamente i team nell'aumentare la produttività e questo sarà possibile solo se si riuscirà fare emergere il pieno potenziale dei singoli talenti

Maggiore investimento in formazione e sviluppo personale e professionale dei dipendenti, strategie per evitare il burnout del personale e più attenzione al loro benessere.
Su questi punti dovranno puntare le aziende nel 2022 secondo la ricerca internazionale Global HR che CoachHub, piattaforma leader mondiale per il coaching digitale, ha condotto su 21 Paesi compresa l'Italia.
In generale, per tutti i Paesi coinvolti nella ricerca si prevede che il 2022 sarà un anno volto alla crescita aziendale (88%) ed è sempre parere comune che aumenteranno i budget dedicati alla formazione e allo sviluppo del personale (92%).

Modelli di formazione tradizionali e nuove esigenze emergenti

Venendo all'Italia, quasi la maggioranza (94%) ha intenzione di investire in formazione e sviluppo dei talenti, anche se la metà degli intervistati prevede un aumento moderato (52%).

Formazione: pi investimenti da parte delle aziende, che puntano allo sviluppo del personale

Tutti concordano sull'importanza di adattare un programma su quegli elementi che rappresentano la nuova normalità aziendale ovvero lavoro da remoto, maggiore flessibilità, iniziative di wellbeing, supporto al dipendente per evitare il rischio di stress da lavoro.
Siamo però ancora concentrati su modelli di formazione e sviluppo più tradizionali e standardizzati a tutti i dipendenti: solo il 24% dichiara che in azienda vengono sviluppati percorsi individuali di coaching.
La percezione è che non si discute abbastanza di formazione e sviluppo della forza lavoro e questo vale anche per Paesi quali la Gran Bretagna e il Giappone.
Nel nostro Paese, per esempio, 3 intervistati su 4 rivelano che i propri dipendenti lamentano o di non aver fatto abbastanza percorsi di formazione e sviluppo all'interno dell'azienda o di farne ma solo a volte.

Nel 2022 sarà dunque prioritario per le Risorse Umane sviluppare strategie di formazione efficaci in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze emergenti dei dipendenti e avere un impatto positivo non sull'individuo, ma anche sui team e l'organizzazione in generale.

Puntare sulle soft skill per affrontare le problematiche

I responsabili delle Risorse Umane e, in generale, i responsabili aziendali oggi più che mai sono chiamati a comprendere come sviluppare il potenziale delle loro risorse interne, come aumentarne la produttività evitando al contempo rischi di burnout o fuga dei talenti.

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Quanto dunque incidono le soft skill per gli intervistati? Per oltre la metà degli intervistati, la crescita professionale passa da queste competenze, talvolta accompagnandosi a quelle professionali e talvolta da sole.
Resta un'altra metà di intervistati ancora convinta che sia prioritario investire solo sulle 'technicalities'.
Eppure, negli ultimi 18 mesi, gli intervistati hanno dichiarato che alcuni dei loro problemi principali erano legati a una crescente domanda di flessibilità di lavoro e di nuovi percorsi professionali (rispettivamente 48% e 22%) e a un aumento di burnout dei dipendenti (17%) o di richieste di programmi di wellbeing in azienda (22%).

Puntare su programmi di coaching individuale

Rispondere in modo puntuale alle singole esigenze dei dipendenti è la chiave per aiutare le persone ad aderire alle strategie aziendali e ad avere un approccio inclusivo sul posto di lavoro.

Tutto ciò si traduce in maggiore produttività e capacità di collaborazione.
La metà delle aziende intervistate ha già intrapreso programmi di coaching individuale per lo sviluppo del proprio personale, mentre l'altra metà non lo esclude a priori anche se sta ancora valutando.
Miglioramento delle competenze attuali, aiuto con il lavoro a distanza e acquisizione di nuove skill lavorative sono stati il focus per oltre la metà delle aziende intervistate, mentre una piccola parte ha riservato dei percorsi specificatamente dedicati alla diversità e inclusione e al wellbeing in azienda (rispettivamente il 24% e il 25%).
"Dalla ricerca in generale emerge una forte attenzione a investire sulle risorse interne attraverso programmi mirati all'acquisizione di nuovi approcci e competenze tecniche", ha commentato Alessandro Verrini, VP of Sales S.
EMEA, LATAM, MEA di CoachHub.
"La sfida per il 2022 per i responsabili delle Risorse Umane sarà quella di aiutare concretamente i team nell'aumentare la produttività aziendale e questo sarà possibile solo se si riuscirà fare emergere il pieno potenziale dei singoli talenti, in un quadro in cui competenze comportamentali e nuovi approcci al lavoro possono garantire un ritorno dell'investimento aziendale".

In Italia, la ricerca Global HR di CoachHub ha coinvolto aziende con un minimo di 1.000 dipendenti fino a un massimo di 100.000 dipendenti distribuite su tutto il territorio.
Sono stati intervistati i responsabili dei dipartimenti HR e gestione del personale e in generale tutte quelle figure all'interno di un'azienda coinvolte nelle policy legate alla formazione e sviluppo del personale.

Principali evidenze italiane della ricerca

Il 73% delle aziende prevede una crescita entro la fine di quest'anno, mentre l'88% prevede di crescere l'anno prossimo.
Il 16% si aspetta un risultato stabile quest'anno, mentre il 10% si aspetta un risultato stabile l'anno prossimo.
Il 61% delle aziende ha dichiarato di voler promuovere l'upskilling del proprio personale con nuovi processi e nuove tecnologie l'anno prossimo, il 60% di voler riqualificare il personale, il 44% di voler assumere nuovo personale, il 36% di voler aumentare il recruiting interno, mentre l'11% sta pensando di effettuare licenziamenti l'anno prossimo.

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La maggioranza assoluta (94%) si aspetta che il budget destinato alla formazione e allo sviluppo crescerà il prossimo anno.
In dettaglio, un 42% si aspetta un grande aumento e un 52% un aumento moderato.
Il 99% concorda sull'importanza di adattare il programma di formazione e sviluppo dei dipendenti all'attuale clima aziendale.
Il 72% pensa che la propria azienda parli abbastanza di formazione e sviluppo con il personale, l'11% pensa che non sia così.
Detto questo, il 30% degli intervistati ha dichiarato di avere personale che afferma regolarmente di non aver ricevuto abbastanza formazione e sviluppo, con un ulteriore 35% che afferma che questo accade a volte.
Il 23% delle aziende parla della propria strategia di formazione e sviluppo una volta ogni tre mesi, il 29% una volta al mese e l'11% una volta all'anno durante le revisioni.

Il 92% concorda sul fatto che le risorse umane e la direzione discutono della strategia di sviluppo dell'azienda in maniera adeguata.
Il 34% ha dichiarato che i piani di sviluppo si basano sia sulle competenze tecniche sia su quelle comportamentali attinenti a un determinato ruolo, il 44% ha affermato che il proprio sviluppo si basa sulle capacità tecniche, mentre il 22% che lo sviluppo si basa sulle competenze comportamentali.
Nella maggior parte delle aziende (65%) il programma di formazione e sviluppo è adattato in base al team, il 33% ha dichiarato che è lo stesso per tutti e il 24% ha affermato che è adattato in base alle singole persone.
Guardando agli ultimi 18 mesi, i dipendenti hanno ricevuto formazione aggiuntiva focalizzata sul miglioramento delle loro competenze attuali (57%), aiuto con il lavoro a distanza (65%), acquisizione di nuove skill lavorative (54%), diversità e inclusione (24%) e benessere (25%).

L'e-learning (67%), il coaching (51%) e l'apprendimento sul posto (43%) rimangono le 3 tecniche più usate per la formazione e lo sviluppo.
Gli intervistati hanno dichiarato che negli ultimi 18 mesi alcuni dei loro problemi principali erano legati alla crescente domanda di flessibilità (non voler lavorare a tempo pieno ecc., 48%), ai dipendenti che vogliono cambiare carriera o sono in cerca di nuove opportunità (22%), a un numero maggiore di dipendenti che lottano con il burnout (17%) o il benessere (23%) e a difficoltà nell'assunzione/mancanza di candidati adatti (23%).
Il 66% ha dichiarato che i propri dipendenti ora chiedono di tornare all'apprendimento e alla formazione in presenza dopo il passaggio al digitale durante la pandemia.
L'84% sta monitorando e analizzando le prestazioni dei propri dipendenti in base al livello di formazione e sviluppo che hanno ricevuto.

La maggior parte delle aziende preferisce formare le proprie risorse internamente quando ha bisogno di un nuovo dipendente (78%) e solo il 22% ha dichiarato una preferenza per l'assunzione di una nuova persona.
Il 78% è d'accordo sul fatto che c'è più bisogno di formare i dipendenti ora rispetto a prima della pandemia, con il 21% che afferma che non serve un cambiamento.
Il 96% ha adattato il proprio programma di formazione e sviluppo per adattarsi meglio alla nuova normalità, con il 38% che lo ha fatto durante la pandemia e il 32% all'inizio della pandemia.
Il 50% ha dichiarato di aver già intrapreso il coaching individuale per lo sviluppo del proprio personale, mentre il 48% ci sta pensando.



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