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10/11/2021

economia

La Cina sta finalmente uscendo dall'ombra degli USA

Pascal Blanqué (Amundi): ci sono ragioni fondamentali affinchè gli investitori adottino un approccio graduale e indipendente per quanto riguarda le attività cinesi

Oggi, con i titoli azionari dei mercati sviluppati altamente correlati e i rendimenti obbligazionari che rimangono contenuti, gli investitori sono alla ricerca di altre fonti di rendimento.
Gli asset cinesi potrebbero rivelarsi un utile strumento di diversificazione per i portafogli globali, in quanto potrebbero diventare sempre più indipendenti da quelli statunitensi.
Ciò vale anche a un livello economico più ampio.
Crediamo che sia giunto il momento per la Cina di uscire dall'ombra degli Stati Uniti, nello scontro tra le due potenze per la supremazia economica e finanziaria globale.

La Cina sta finalmente uscendo dall'ombra degli USA

All'indomani della crisi del COVID-19, la Cina si è affermata con successo come superpotenza economica, mentre gli Stati Uniti hanno perso terreno, intrappolati nella guerra commerciale.
Il tapering all'orizzonte della Federal Reserve americana potrebbe favorire ancora di più la Cina in questa disputa, con conseguenze sul fronte economico e degli investimenti.
Nel percorso verso il disallineamento Cina-USA sono in gioco due forze principali:
- L'internazionalizzazione del renminbi come valuta chiave per il commercio, i capitali, le riserve e i risparmi.
- Il riequilibrio della crescita verso motori di domanda endogeni.
Ciò potrebbe aumentare l'indipendenza del ciclo economico cinese e il suo isolamento dai venti contrari globali e dalla forza statunitense.
Le politiche conservatrici e la forza della valuta sono state la chiave per raggiungere questi obiettivi.

La Cina sta finalmente uscendo dall'ombra degli USA

La Cina ha realizzato entrambe con coerenza e con disciplina:
Sul fronte politico, la Cina ha resistito alla tentazione di intraprendere esperimenti monetari e scali non ortodossi, a differenza di molte economie emergenti.
Al contrario, gli Stati Uniti sono al posto di comando per quanto riguarda la dominanza scale e la compiacenza monetaria.
Sul fronte valutario, la tentazione di svalutare la moneta cinese durante la guerra commerciale è stata una trappola tesa dall'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump per mettere a repentaglio gli sforzi legati all'internazionalizzazione del renminbi e sfidare i piani della Cina per riequilibrare il suo modello di crescita.

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La Cina non è caduta in questa trappola.

Renminbi, il nuovo marco tedesco per l'Asia

Come parte del percorso verso la supremazia globale, la Cina sta cercando di trovare un ruolo in questo legame monetario USA-mercati emergenti, perseguendo una forte politica valutaria e presentando il renminbi come un'alternativa al dollaro per le economie asiatiche, soprattutto per i paesi che partecipano all'iniziativa Belt & Road.
A questo proposito, il renminbi sta assumendo un ruolo simile a quello del marco tedesco in Europa quattro decenni fa.
In realtà, anche se non esiste un tasso fisso ufficiale, vi è un monitoraggio efficace da parte delle banche centrali sui livelli e sulla volatilità della maggior parte delle valute regionali rispetto al renminbi.
La creazione di un blocco valutario asiatico potrebbe fornire un certo isolamento dai 'venti contrari' degli Stati Uniti e dal dollaro nell'equazione commerciale.

Come è avvenuto per il lancio dell'euro, l'internazionalizzazione del ruolo del renminbi nei portafogli globali rischia di indebolirlo temporaneamente.
Questo dovrebbe essere solo un effetto di liquidità, lasciando intatte tutte le considerazioni in termini di valore.

Implicazioni per gli investimenti: gli asset cinesi non sono più periferici o emergenti

Le principali implicazioni per gli investimenti derivanti dal crescente disallineamento della Cina dagli Stati Uniti sono tre:
- In primo luogo, le attività cinesi - in particolare la liquidità e i titoli di Stato - sono probabilmente il principale rifugio per rendimenti reali positivi nel prossimo futuro in un'arena globale guidata dagli Stati Uniti e influenzata dall'iper-keynesianismo (per esempio, un forte intervento del governo).
Il prezzo da pagare per l'iper-keynesianismo si materializza attraverso l'inflazione, l'erosione del valore della valuta o premi di rischio più elevati.

Per gli investitori, il mantenimento del potere d'acquisto per unità di rischio sarà il fattore chiave in un mondo con un'in azione più alta in cui i rendimenti reali saranno cruciali.
- In secondo luogo, una maggiore autonomia del ciclo cinese e un migliore isolamento da considerazioni economiche, finanziarie e geostrategiche globali offriranno maggiori benefici di diversificazione e opportunità legate all'esposizione in aree di crescita futura più elevata.
Il passaggio dalle attività manifatturiere a basso valore aggiunto ad un'economia basata sull'innovazione potrebbe offrire opportunità in settori strategici come i semiconduttori, l'intelligenza artificiale, l'automazione industriale e la robotica.
Per raggiungere questo obiettivo di sviluppo, la Cina ha speso moltissimo in ricerca e sviluppo (R&S).

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Dal 2000, la spesa in R&S è cresciuta di oltre il 15% all'anno, rispetto al 3% negli Stati Uniti, e ora rappresenta circa il 20% della spesa globale per R&S.
Inoltre, il governo cinese ha implementato un contesto politico di supporto, stabilendo finanziamenti su larga scala per la ricerca e incentivi per gli imprenditori del settore tecnologico e la ricerca accademica.
Questo sistema ha aiutato la Cina a raggiungere la leadership globale in alcune aree chiave, tra cui l'intelligenza artificiale.
Anche se gli Stati Uniti rimangono i leader nella progettazione di chip per i sistemi di intelligenza artificiale, la Cina è leader in termini di applicazioni, come il riconoscimento del linguaggio e dell'immagine.
Inoltre, la Cina è stata il più grande investitore globale nell'energia pulita negli ultimi dieci anni ed è ora il più grande produttore mondiale di pannelli solari, turbine eoliche e batterie per veicoli elettrici.

Detiene quasi tre quarti della capacità di produzione mondiale di batterie agli ioni di litio e controlla la catena di approvvigionamento.
La Cina è inoltre pronta a guidare l'automazione industriale - che dovrebbe registrare una forte domanda data la diminuzione della popolazione in età lavorativa - e nel campo delle comunicazioni quantistiche e dell'informatica quantistica, con più brevetti in campi quantistici rispetto agli Stati Uniti.
Attualmente, i titoli growth cinesi sono in gran parte i giganti di Internet.
Mentre i campioni locali emergono da questa spinta all'innovazione, una serie più ampia di aziende orientate alla crescita sarà disponibile per la diversificazione degli investimenti.
Potrebbero essere nuovi campioni nazionali o addirittura nuovi leader mondiali.
Nel frattempo, la Cina è in ritardo in altre aree, come la produzione avanzata di chip e semiconduttori, dove dipende ancora dalla catena di approvvigionamento globale.

- In terzo luogo, come è successo per il marco tedesco negli anni '70 e poi per l'euro, gli investitori globali potrebbero considerare il renminbi come una riserva di valore.
D'altro canto, il dollaro potrebbe vedere un'erosione del suo valore, questo potrebbe essere il prezzo da pagare per l'espansione del bilancio e delle spese di bilancio della Fed.
Queste tendenze possono solo accelerare il passaggio degli investimenti in renminbi a componente fondamentale dei portafogli globali.
Le attività cinesi e la sua valuta non saranno più né emergenti né periferiche in termini di costruzione del portafoglio.
Non abbiamo ancora visto tutte le conseguenze di questo cambiamento, ma non ci aspettiamo che siano drammatiche.
La Cina, in quanto secondo detentore di Treasury USA al mondo, ha poco interesse a innescare una crisi disordinata del dollaro.

Mentre la Cina aumenta la sua indipendenza e influenza, questo legame finanziario sarà meno necessario, ma è probabile che diventi il nuovo fronte nei negoziati della guerra commerciale.
In definitiva, ci sono ragioni fondamentali affinché gli investitori adottino un approccio graduale e indipendente per quanto riguarda le attività cinesi.
Pascal Blanqué, CIO Amundi



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