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03/11/2021

idee

L'Italia può davvero essere protagonista del mondo a emissioni zero

Verso una net zero society è una ricerca che mostra come il Paese possa sfruttare la leva tecnologica per i cambiamenti climatici

In un contesto prestigioso come quello del Museo della Scienza e della Tecnoca è stata presentata una ricerca dal titolo "Verso la net zero society", realizzata da Atos in collaborazione con The European House - Ambrosetti.
Se il cambiamento climatico è al centro dell'attenzione e nell'agenda di governi e privati, era giusto provare ad interrogarsi sull'impatto della digitalizzazione all'interno di questo processo.
Per fare questo, è evidente che serve un cambiamento culturale e di approccio alle infrastrutture, non solo un rinnovamento delle stesse.

L'Italia pu davvero essere protagonista del mondo a emissioni zero

L'impatto della digitalizzazione, per esempio sui sistemi energetici è evidente, portando efficienza e potenza, ma è chiaro a tutti che una server farm del cloud è un'elemento estremamente energivoro, sia perl l'elaborazione sia per il raffreddamento.
Considerando che il mondo non può più fare a meno della digitalizzazione, è corretto interrogarsi su come indirizzare questa digitalizzazione al fine di poter centrare gli obiettivi di Cop 21 e prepararsi a COP26.
La ricerca ha l'obiettivo di quantificare l'impatto delle presenti e future tecnologie e dei sistemi digitali per una società decarbonizzata, con un'attenzione verso il nostro Paese e lo fa con consulenze scientifiche di primo livello.
"La ricerca mostra che si possono individuare processi che permettano una migliore visione della sfida ambientale che stiamo affrontando", ha dichiarato Giuseppe Di Franco, Presidente e Amministratore Delegato di Atos Italia e Vicepresidente di Atos Group.

L'Italia pu davvero essere protagonista del mondo a emissioni zero

"Stiamo preparandoci per una società diversa, con un'economia che si svilupperà in modo diverso e con una trasformazione che è sì digitale, ma sempre più ecologica di qualsiasi ecosistema si parli.
Abbiamo l'urgenza di comprendere come la digitalizzazione possa inserirsi negli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Italia, esserne leva strategica e accelerarne concretamente il percorso
".
Una ricerca corposa che offre diversi spunti di discussione, ma con riflessi estremamente concreti.

"L'Italia è già leader nella transizione ecologica - ha affermato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti - attraverso molte sue aziende che sono riconosciute in tutto il mondo.
Questa è un'occasione straordinaria per il Paese, non solo per cambiare ma per essere davvero leader.
Un mondo più sostenibile è anche un mondo resiliente e prospero, più forte di fronte alle crisi e innovativo nel modo di fare business.
In questo contesto, l'innovazione digitale, in costante accelerazione, fornisce oggi un contributo essenziale alla costruzione di un futuro sostenibile.
La decarbonizzazione e la digitalizzazione non solo si complementano all'interno di una visione di sviluppo largamente condivisa, ma si rafforzano vicendevolmente in un rapporto sinergico
".

E' iniziata la Race to Zero

Alcuni Paesi, aziende, enti locali e associazioni vogliono essere all'avanguardia nella transizione climatica raggiungendo la neutralità entro il 2050.

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Per questo è nata la Race to Zero, una coalizione lanciata dall'UNFCCC (United Nations Framework Conference on Climate Change) che raggruppa 740 città, 31 regioni, oltre 3000 aziende e 173 grandi investitori, nonché 622 università.
"La transizione verde e quella digitale devono andare di pari passo - ha commentato Di Franco - perché rappresentano due volani incredibili per la crescita industriale ed economica del Paese, un'occasione che non ci si può permettere di lasciarsi scappare, soprattutto alla luce degli investimenti del PNRR.
L'Italia ha un potenziale di crescita molto grande, perché in alcuni segmenti il Paese è arretrato e quindi può esprimere moltissimo.
La pandemia ha agito come un potente shock per l'economia e oggi bisogna raccogliere i frutti perché colmare il ritardo si traduce in recupero in termini di produttività.

C'è un fondato ottimismo sulla crescita digitale, che sappiamo essere un driver per sfruttare al meglio le risorse ambientali e quindi agevolare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
I data center oggi sono costruiti, per fare un esempio, con grande attenzione verso l'ambiente e questo permette di spostare nel cloud processi che hanno un impatto negativo sulla CO2 e con potenze di calcolo superiori.
E' solo un piccolo esempio, ma è un passaggio in avanti concreto.
Piccoli passi che possono portare a grandi cambiamenti
".

I rischi e i costi della corsa al cambiamento climatico

"Il rapporto dell'Intergovernamental Panel on Climate Change contiene indicazioni importanti sui rischi e i costi dei cambiamenti climatici già avvenuti e attesi nei prossimi decenni", ha dichiarato Carlo Carraro, Rettore emerito dell'Università Ca' Foscari di Venezia e Vicepresidente dell'International Panel on Climate Change delle Nazioni Unite.

"Le sue conclusioni costituiscono un ultimo avvertimento a governi, istituzioni, imprese e cittadini che negli ultimi trent'anni, nonostante i numerosi impegni sottoscritti, non sono riusciti a mettere in atto misure concrete ed efficaci per ridurre le emissioni di gas climalteranti.
Per attenuare questi impatti servono riduzioni immediate, rapide e su larga scala, non solo in Europa, delle emissioni di gas serra, altrimenti limitare il riscaldamento a 1,5°-2°C sarà impossibile.
E' il digitale il fattore abilitante e accelerante di gran parte delle tecnologie che ci servono per migliorare l'efficienza energetica, procedere verso un'economia circolare, decarbonizzare il sistema elettrico e la mobilita?, aumentare la capacità di conservazione dell'energia
".

Il digitale abilitatore del cambiamento climatico positivo

Il mondo a emissioni di carbonio zero è possibile.

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Servono tecnologie e strategie digitali, che possono contribuire a oltre il 50% del percorso di decarbonizzazione e neutralità climatica italiana da oggi al 2050.
La ricerca evidenzia 20 leve digitali strategiche che sono sia acceleranti sia abilitanti, che passano dall'intelligenza artificiale e l'automazione, L'Internet of Things e gli High Performance Computer, dalla costruzione di Digital Twin alla costruzione di piattaforme digitali, andando a colpire e cambiare i processi di interi settori come i trasporti, quello elettrico, il manifatturiero, i servizi, i rifiuti, le famiglie e i consumi domestici e l'agricoltura.



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