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08/09/2021

economia

La variante Delta frena la ripresa globale

 

Gilles Moëc (Axa IM): banche centrali prudenti e ritiro degli stimoli posticipato. Quando accadrà trovare il giusto equilibrio nella politica fiscale potrebbe essere un esercizio più complesso


La diffusione della variante Delta sta rallentando la ripresa, anche se gli effetti di ogni nuova ondata del virus sull'attività economica sembrano minori rispetto alla precedente.
Il successo della fase di riapertura su scala globale è sempre stato condizionato dalla rapidità delle campagne di vaccinazione e dalle nuove varianti contagiose del virus.
Persino nei Paesi dove le vaccinazioni sono state rapide, a inizio estate l'immunità di gregge non era stata ancora raggiunta.
Le pressioni per eliminare le restrizioni sono comprensibilmente forti, mentre la decisione frettolosa di tornare alla normalità hanno fatto riaccelerare la pandemia in alcuni Paesi, in particolare nel Regno Unito che ancora una volta sembra una sorta di "laboratorio sperimentale" per altri Paesi avanzati.

La variante Delta frena la ripresa globale

Nonostante oltre il 50% della popolazione abbia completato il ciclo di vaccinazione, e le prove che il vaccino protegge in modo efficace dalle forme più gravi della malattia, le pressioni sul sistema sanitario aumentano.
Negli Stati Uniti, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie sconsigliava di recarsi nel Regno Unito intorno al 19 luglio, il "giorno della libertà" in cui è stata ritirata la maggior parte delle restrizioni.
Più in generale la stagione turistica, che è vitale per i Paesi del Sud Europa, è certamente a rischio.
Il mercato azionario ha reagito e gli investitori stanno rivedendo le previsioni per un ritorno alla normalità durante il secondo semestre del 2021.
Ma non ci sono solo nuvole nere all'orizzonte.
Nella maggior parte delle economie avanzate, ogni nuova ondata ha avuto un impatto più attenuato sull'attività economica rispetto alla precedente.

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Ci sono dunque diverse buone ragioni per credere che continueremo su questa strada.
Un'evoluzione importante nella gestione della pandemia è che si inizia ad adattare le restrizioni in base a chi è vaccinato o meno.
Ciò ha alimentato spinose problematiche legali e politiche; dando maggiore libertà di contatto a chi ha completato il ciclo di vaccinazione si potrebbero però ritirare numerosi divieti nei settori dei servizi che sono stati colpiti duramente dalla pandemia.
Francia e Italia hanno intrapreso questo percorso.

Un effetto positivo di tale approccio è che molte persone che finora esitavano a vaccinarsi ora sono incentivate a farlo, e questo potrebbe accelerare il raggiungimento dell'immunità collettiva.
Sarà comunque impossibile evitare tutti gli effetti negativi sulla traiettoria di crescita.
Al di là delle decisioni del governo, l'impatto di una nuova ondata sull'attività dipenderà dal comportamento della popolazione.
Molte persone, comprese quelle già vaccinate, cercheranno comunque di evitare alcune attività sociali per precauzione.
Sul fronte dell'offerta continueranno probabilmente a verificarsi problemi e interruzioni, se i sistemi di tracciamento costringeranno molti lavoratori a isolarsi (le ripercussioni sono già evidenti in alcuni settori chiave nel Regno Unito, tra cui negozi e trasporti).
A prescindere dalle industrie locali, le rinnovate preoccupazioni per il Covid ad Occidente dovrebbero ricordarci che in molti Paesi il ritmo delle vaccinazioni è ancora troppo lento per poter impedire nuove ondate.

Questo vale per esempio in molti Paesi in via di sviluppo, ma anche alcuni Paesi avanzati, come Giappone e Australia, si trovano in una situazione analoga.
Ciò ostacolerà il ritorno alla normalità per l'economia mondiale e gli scambi commerciali.

Banche Centrali: ritiro degli stimoli posticipato a causa della variante Delta

La diffusione della variante Delta del virus spiega la prudenza delle banche centrali.
I segnali accomodanti della Federal Reserve, sempre più sotto pressione per l'eccezionale rialzo dell'inflazione negli ultimi mesi, sono indubbiamente giustificati.
Le problematiche sul fronte dell'offerta potrebbero continuare a far salire i prezzi in alcuni settori, ma il mercato sembra aver assorbito la natura idiosincratica di questi shock.
Sembra ormai ampiamente condivisa l'idea che l'inflazione, nel corso del 2021/2022, salirà per poi ridiscendere ancora.

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La Banca centrale europea passerà probabilmente da un approccio basato sulle variazioni delle stime e delle previsioni a un approccio basato sui risultati, con l'osservazione dell'effettiva e persistente accelerazione dell'inflazione core prima di prendere qualsiasi decisione di normalizzazione della politica monetaria.
Anche se potremo ancora contare sul sostegno monetario, quando si procederà col ritiro degli stimoli (posticipato a causa della variante Delta), trovare il giusto equilibrio nella politica fiscale potrebbe essere un esercizio più complesso.
Con la riapertura dell'economia a partire dalla primavera, i governi erano pronti a ritirare alcuni dei piani di emergenza che avevano integrato il reddito delle famiglie e le finanze delle imprese nei settori più colpiti.
In un contesto in cui alcune restrizioni restano in vigore, ma senza il lockdown totale, i governi potrebbero esitare a mantenere ancora a lungo i piani di aiuto.

Anche da questo punto di vista, aspettiamo i risultati dell'esperimento nel Regno Unito (in questo momento è infatti previsto il graduale ritiro delle forme di cassa integrazione introdotte durante la pandemia, simili ai sussidi in Francia e Germania).
Gilles Moëc, Head of Research di Axa IM



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