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14/07/2021

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Distretti industriali: l'export traina la ripresa

 

I buoni risultati conseguiti nei primi tre mesi del 2021 hanno consentito ai distretti di avvicinare i livelli di export pre-pandemici: 77 distretti sono già in territorio positivo

La pandemia ha colpito duro la nostra economia.
Tornare ai livelli pre-covid non è facile, visto che la pandemia ha complito in tutto il mondo.
Ma la capacità di stare sui mercati del Made in Italy consente una resilienza e una flessibilità che porta ad elevate prospettive di ripresa.
E i dati sull'export lo dimostrano.
E' quanto emerge dal Rapporto Distretti industriali del primo trimestre 2021, a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Distretti industriali: l'export traina la ripresa

Vediamo i principali risultati.
Nel primo trimestre del 2021 l'export dei distretti industriali è tornato a crescere, mostrando un progresso del +6% a prezzi correnti rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno.
Trainanti gli Elettrodomestici (+29,8%), la Metallurgia (+23,9%, dove ha inciso anche la ripresa dei prezzi alla produzione) e i Mobili (+15,1%), tutti in crescita a doppia cifra.
Seguono i distretti della Meccanica (+7%) e i Prodotti in metallo (+6,9%).
Hanno chiuso in lieve aumento le esportazioni di Prodotti e materiali da costruzione (+2,3%), Alimentari e bevande (+1,9%) e Altri intermedi (+1,8%).
Nel Sistema moda ai pesanti cali dei flussi di export di beni intermedi (Concia e Tessile; -25,2%) si sono contrapposti gli importanti segnali di recupero dei distretti specializzati in beni di consumo (Abbigliamento, Pelletteria, Calzature e Oreficeria; +5,2%).

Distretti industriali: l'export traina la ripresa

A livello regionale spicca la Toscana (+13,6%) dove si sono messi in evidenza la Pelletteria e le calzature di Firenze, l'Oreficeria di Arezzo, l'Abbigliamento di Empoli.
In recupero anche i distretti del Nord Est (+6%) e del Nord Ovest (+5,1%).
Sono ripartiti alcuni rilevanti motori della crescita distrettuale: la Francia (dove l'export è salito del +11,8%), la Germania (+6,8%), la Svizzera (+8,8%) e soprattutto la Cina (+51,1%), cui si è aggiunta la Repubblica di Corea (+36,5%).

Seguici: 

I buoni risultati conseguiti nei primi tre mesi del 2021 hanno consentito ai distretti di avvicinare i livelli di export pre-pandemici: il ritardo rispetto allo stesso trimestre del 2019 è pari al -2,8%, ma 77 distretti hanno già interamente recuperato quanto perso nel 2020, grazie al traino del Nord Est e di alcune filiere settoriali.
Tra queste il Sistema casa insieme all'Agro-alimentare (+9,5%).
Più attardato il Sistema moda.
Nei prossimi mesi l'export distrettuale è atteso proseguire il suo percorso di ripresa e molto verosimilmente diversi distretti già al termine del 2021 potranno completare il recupero di quanto perso sui mercati esteri durante la crisi pandemica.
Le imprese distrettuali potranno cogliere le opportunità di crescita presenti sui mercati internazionali, dove gli scambi sono in forte accelerazione.
Sono ben posizionati i distretti della filiera Metalmeccanica e del Sistema casa, oltreché la filiera Agro-alimentare. L'unica importante eccezione sarà il Sistema moda, penalizzato da una prima parte d'anno ancora condizionata dalla pandemia e una propensione al consumo di beni voluttuari che avrà bisogno di tempo per tornare sui livelli pre-covid.

Ma entriamo più in profondità nel Rapporto.

Come è andato il primo trimestre del 2021

Nel primo trimestre del 2021 l'export dei distretti italiani è tornato in territorio positivo, mostrando un aumento tendenziale del +6% a prezzi correnti.
Il numero dei distretti in crescita, dopo aver toccato un minimo di 23 nei mesi primaverili dello scorso anno, è passato a 62 su 158 nei mesi estivi e a 69 in quelli autunnali, per poi risalire rapidamente a quota 98 nei primi tre mesi del 2021.
Siamo dunque in presenza di una ripresa a V, diversamente da quanto osservato nella crisi del 2009 quando per cinque trimestri consecutivi i distretti in crescita non superarono la soglia dei cinquanta.

Analisi per settore

Tra i settori più dinamici spiccano gli Elettrodomestici che nel primo trimestre hanno messo a segno una crescita tendenziale delle esportazioni pari al 29,8%.

In particolare, si sono messi in evidenza gli Elettrodomestici dell'Inox Valley, in progresso del 31% rispetto ai primi tre mesi sia del 2020 sia del 2019. Sono stati trainanti i mercati europei (Germania, Francia, Spagna e Belgio su tutti), cui si è aggiunto il contributo di Stati Uniti e Cina. Dopo anni di difficoltà, sono tornate a crescere a ritmi sostenuti le Cappe aspiranti e gli elettrodomestici di Fabriano (+29,5% e +9,5% rispettivamente nel confronto con il primo trimestre del 2020 e del 2019).
Nel periodo gennaio-marzo hanno registrato un balzo anche le esportazioni di Metallurgia (+23,9% a prezzi correnti), in parte influenzate dall'aumento dei prezzi alla produzione.
Si sono messi in evidenza soprattutto i Metalli di Brescia (+20,6%), spinti in modo particolare dal mercato europeo guidato da Germania, Francia e Spagna.
Sono poi cresciuti in doppia cifra i distretti specializzati in Mobili (+15,1%), che hanno superato di slancio anche i livelli acquisiti nei primi mesi del 2019 (+3,4%).

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In evidenza soprattutto il Legno-arredo di Pordenone, il Legno-arredo di Treviso e l'Imbottito di Forlì, tutti su livelli di massimo storico, grazie ai brillanti risultati ottenuti in Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina.
Importanti segnali di recupero sono emersi anche per il Legno-arredo della Brianza che ha mostrato un aumento quasi generalizzato dei valori esportati, avvicinando (ma non superando a differenza dei distretti sopra menzionati) i livelli toccati a inizio 2019.
Hanno poi mostrato una buona dinamicità i distretti specializzati nella Metalmeccanica che hanno messo a segno un progresso pari a circa il 7%.
Si sono messe in evidenza, riportando risultati migliori rispetto anche al corrispondente periodo del 2019, la Termomeccanica di Padova, la Meccatronica dell'Alto Adige, la Metalmeccanica del basso mantovano, le Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena e la Meccanica strumentale di Bergamo.

Hanno chiuso il primo trimestre in forte crescita anche i distretti specializzati in Mezzi di trasporto, dove spiccano la Camperistica della Val d'Elsa (+60,5%), la Nautica di Viareggio (173,9%), i Ciclomotori di Bologna (+18,4%) e le Biciclette di Padova e Vicenza (+34,1%), tutti abbondantemente sopra i livelli toccati nei primi tre mesi del 2019, grazie al traino del mercato europeo.
Hanno poi continuato a crescere i distretti Agro-alimentari che nei primi tre mesi del 2021 hanno registrato un progresso tendenziale delle esportazioni dell'1,9%, un andamento di poco migliore rispetto alle aree non distrettuali e in parte frenato dai distretti del vino che hanno mostrato un rallentamento dopo il balzo registrato a inizio 2020.
Per performance di crescita si sono invece messi in evidenza il Florovivaistico di Pistoia (+39,2%) e l'Ortofrutta romagnola (+23,4%).

La situazione è alquanto eterogenea tra i distretti del Sistema moda: le produzioni più a monte (gli Intermedi) non hanno evidenziato segnali di inversione di tendenza, riportando un calo delle esportazioni significativo anche nel periodo gennaio-marzo 2021 (-25,2% la variazione tendenziale) penalizzate dalle difficoltà incontrate da alcuni importanti distretti del settore come la Concia di Arzignano (-13,1%, in parte frenato dal lieve calo dei prezzi alla produzione), il Tessile di Biella (-19,2%) e il Serico di Como (-23,6%).
Sono invece tornate a crescere le esportazioni di beni di Consumo del Sistema moda (+5,2% la variazione percentuale a prezzi correnti), guidate sui mercati esteri dal rimbalzo della Pelletteria e calzature di Firenze (+27,4%), dell'Oreficeria di Arezzo (+27,3%) e di Vicenza (+29,1%) (che hanno beneficiato in parte anche del rialzo dei prezzi), dell'Abbigliamento di Empoli (+19,3%), dell'Occhialeria di Belluno (+7,6%) e della Calzatura veronese (+25,9%).

Per diversi di questi distretti sono state trainanti la Svizzera, la Cina, la Francia, gli Stati Uniti e, nel caso dei poli orafi, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti e Sudafrica.

Analisi per mercato

Francia e Cina sono i mercati in cui le esportazioni dei distretti sono cresciute di più in valore (rispettivamente +376 milioni di euro e +353 milioni).
In entrambi i Paesi si sono messe in evidenza le filiere dei beni di consumo del Sistema moda e della Meccanica.
In Cina, che è il paese in cui la variazione percentuale dei flussi esportati è stata maggiore (+51,1%), si è registrato un progresso importante anche dei distretti Agro-alimentari e del Mobile.
Spicca poi il balzo delle esportazioni nella Repubblica di Corea (+36,5%), dove si sono messi in evidenza i distretti del Sistema moda, seguiti da Meccanica, Agro-alimentare e Mobili.
E' poi ripartito il mercato tedesco (il primo per rilevanza), dove l'export distrettuale con un progresso del 6,8% ha registrato un aumento dei valori esportati pari a 278 milioni di euro, grazie al traino delle filiere metalmeccaniche.

I segnali di ripresa emersi per i beni di consumo del Sistema moda sono poi confermati dal rimbalzo dei flussi diretti verso la Svizzera, sede di importanti hub logistici di diversi gruppi della moda attivi nei distretti italiani.
Sono, invece, rimaste sostanzialmente stabili le esportazioni dirette negli Stati Uniti, frenate dal rallentamento del settore Agro-alimentare e della Meccanica che hanno compensato i buoni risultati ottenuti dai beni di consumo del Sistema moda e, soprattutto, dai distretti del Mobile.
Il bilancio del primo trimestre è invece fortemente negativo per le esportazioni dirette verso il Regno Unito (-16,1%) che sconta soprattutto il calo delle vendite Agro-alimentari, ma in particolare dei beni di consumo del Sistema moda.
Più fattori possono aver pesato su questo risultato: le misure per combattere il virus, l'incertezza della Brexit che aveva portato a un accumulo di scorte in vista della fine del periodo di transizione e nel timore del "no-deal", le barriere non tariffarie (come ad esempio la documentazione aggiuntiva richiesta per scambi non all'interno dell'Unione).

Analisi per regione

A livello regionale spicca la Toscana (+13,6% la variazione percentuale a prezzi correnti delle esportazioni nel primo trimestre) dove si sono messi in evidenza la Pelletteria e le calzature di Firenze, l'Oreficeria di Arezzo, l'Abbigliamento di Empoli.

In recupero anche i distretti del Nord Est (+6%) e del Nord Ovest (+5,1%), con il rimbalzo di Friuli-Venezia Giulia (+16%) e Trentino-Alto Adige (+9,4%) e la ripartenza di alcune importanti regioni ad alta intensità distrettuale come l'Emilia Romagna (+6,4%), il Veneto (+4,3%) e la Lombardia (+6,1%).
Dopo la buona tenuta evidenziata nel corso del 2020, non ha mostrato significativi spunti di ripresa il Mezzogiorno, che ha mostrato un lieve calo (-3%), penalizzato dalle performance negative di Abruzzo, Campania e Puglia.

Il confronto con il primo trimestre del 2019

I buoni risultati conseguiti nei primi tre mesi del 2021 hanno consentito ai distretti di avvicinare i livelli di export pre-pandemici: il ritardo rispetto allo stesso trimestre del 2019 è pari al -2,8%, ma 77 distretti sono già in territorio positivo, grazie al traino del Nord Est (+0,7% grazie a Emilia Romagna +2,2%, Trentino-Alto Adige +4,7% e Friuli-Venezia Giulia +8,8%) e di alcune filiere.

Tra queste il Sistema casa (dove spiccano gli Elettrodomestici in progresso del +26,7%; bene anche il Mobile in aumento del +3,4% e i Prodotti e materiali da costruzione con un +0,9%), insieme all'Agro-alimentare (+9,5%).
Più attardato il Sistema moda, soprattutto nei distretti specializzati in beni intermedi (-34,9%), con un ritardo comunque accentuato anche tra i beni di consumo (-11%).
Tra i distretti già oltre i livelli di inizio 2019 sono presenti un'ampia varietà di specializzazioni produttive: i primi dieci per crescita in valore delle esportazioni sono nell'ordine gli Elettrodomestici dell'Inox valley e l'Abbigliamento di Empoli (entrambi con un progresso interno ai +110 milioni di euro), seguiti dall'Alimentare di Parma (+87 milioni), il Legno-arredo di Pordenone (+58 milioni), i Metalli di Brescia (+56 milioni), la Camperistica della Val d'Elsa (+47 milioni), la Nautica di Viareggio (+45 milioni), la Meccatronica dell'Alto Adige (+42 milioni), il Caffè, le confetterie e il cioccolato torinese (+39 milioni) e il Mobile imbottito di Forlì (+38 milioni).

A livello di mercato di sbocco spicca la Cina, dove l'export rispetto al primo trimetre del 2019 ha registrato un aumento di 224 milioni di euro (+27,3%), con un contributo importante di diversi distretti della Moda (su tutti Abbigliamento di Empoli, Pelletteria e calzature di Arezzo e di Firenze) e della Meccanica (in primis Macchine per l'industria cartaria di Lucca, Meccanica strumentale di Bergamo, Meccanica strumentale di Varese, Meccatronica di Reggio Emilia, Metalmeccanica di Lecco), insieme ai Mobili imbottiti di Forlì e alle Carni e salumi di Cremona e Mantova.

Le prospettive

Nei prossimi mesi l'export distrettuale è atteso proseguire il suo percorso di ripresa e molto verosimilmente diversi distretti già al termine del 2021 potranno completare il recupero di quanto perso sui mercati esteri durante la crisi pandemica.

Le imprese distrettuali potranno infatti cogliere le opportunità di crescita presenti sui mercati internazionali, dove gli scambi sono in forte accelerazione.
L'unica importante eccezione sarà il Sistema moda, penalizzato da una prima parte d'anno ancora condizionata dalla pandemia e una propensione al consumo di beni voluttuari che avrà bisogno di tempo per tornare sui livelli pre-covid.



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