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07/07/2021

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Perchè investire nel capitale umano - Le tendenze per plasmare il futuro

 

Aymeric Gastaldi (E. de Rothschild AM): tra invecchiamento della popolazione e accelerazione della diffusione dei progressi tecnologici, fornisce una risposta economica e sociale alle grandi sfide degli anni futuri


In quanto investitori di lungo periodo, ci interessa molto identificare le grandi tendenze destinate a plasmare il mondo di domani.
Una serie di dinamiche strutturali, tra cui l'invecchiamento della popolazione e la diffusione accelerata del progresso tecnologico, rende cruciale l'investimento nel capitale umano, conferendogli così lo status di megatrend.
Dal punto di vista sociale, esso permette di rispondere alle grandi sfide con cui le nostre società si trovano a fare i conti: lotta alle disuguaglianze, gestione della frontiera tecnologica e adattamento del mondo del lavoro.

Perch investire nel capitale umano - Le tendenze per plasmare il futuro

Queste sfide a lungo termine potranno essere affrontate grazie alla valorizzazione e alla protezione del capitale umano nel tempo.

L'istruzione, dove tutto ha inizio

Nell'affrontare i temi del capitale umano e della crescita sostenibile, l'istruzione rappresenta un aspetto nevralgico.
Come diceva giustamente Socrate a Adimanto: "L'educazione determina anche il seguito della vita", illustrandone appieno il suo ruolo strategico sin dall'antichità!
L'istruzione è una potente leva macro e microeconomica.
I paesi emergenti la considerano una priorità assoluta, capace di consentire loro di raggiungere il livello di vita dei paesi sviluppati.
Per questi ultimi, invece, l'istruzione è diventata un fattore essenziale nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze.
Come osservato dall'OCSE, la qualità della didattica può essere "una variabile predittiva altamente indicativa della prosperità economica delle Nazioni".

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Proprio per questo, a parità di numero di studenti, la spesa per l'istruzione aumenta del 4% all'anno e in maniera stabile.
Nel mondo dell'istruzione, alcune nicchie avanzano ancora più rapidamente.
Si pensi in particolare alla cosiddetta "EdTech" (le nuove tecnologie che agevolano la didattica), per la quale si attende una crescita di oltre il 12% all'anno negli anni a venire.
In questo settore assistiamo all'emergere di imprese innovative, che offrono nuovi strumenti a insegnanti e studenti, contribuendo al miglioramento della qualità e della diffusione di contenuti didattici.

È il caso per esempio di società come TAL Education, Chegg o ancora Sanoma.
Una serie di studi realizzati dall'OCSE permette di comprendere il valore creato dall'istruzione.
per esempio, in media un diploma del terziario ha un costo di 53.000 dollari e genera un ritorno netto di 320.000 dollari, pari a un tasso interno di rendimento (TIR) del 14%.
Secondo un altro calcolo, un diploma del terziario avrebbe un valore attuale netto per lo Stato di 135.000 dollari1.
Si tratta di cifre notevoli, in quanto illustrano la logica economica dell'investimento nell'istruzione a livello macroeconomico.
Sul fronte microeconomico, dimostrano la pertinenza delle offerte di formazione e mettono in luce la solidità del business model delle imprese del settore nonché il loro pricing power, ovvero la capacità di un'azienda di imporre i suoi prezzi al consumatore.

La natura dei posti di lavoro evolve

La trasmissione del sapere è ovviamente inscindibile dai concetti di istruzione e formazione.

Questo approccio costituisce però a tutti gli effetti una nuova tendenza.
Come illustra la nostra capo-economista, Mathilde Lemoine, due forze strutturali intervengono in concertazione: invecchiamento della popolazione e accelerazione della diffusione dei progressi tecnologici.
Queste due tendenze di fondo accelerano l'obsolescenza del capitale umano.
Investire nell'istruzione e nella formazione continua è la risposta a questa sfida.
Proprio in quest'ottica, di recente il governo cinese ha indicato che occorrerà ri-formare ("reskill") il 30% della forza lavoro del Paese entro il 2030 per poter tradurre in realtà gli obiettivi di crescita macroeconomici di Pechino.
Secondo un ragionamento simile, uno studio di Dell Technologies e dell'Institute for The Future ha stabilito che l'85% dei posti di lavoro che avremo nel 2030 oggi non esistono ancora.

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Il dato può essere opinabile, ma traduce un'implacabile verità: alla luce delle trasformazioni tecnologiche attuali, la natura dei posti di lavoro evolve e genera una domanda crescente di formazione e servizi didattici.

La protezione dei dipendenti al servizio della produttività

La protezione dei dipendenti e del loro benessere passa anche attraverso un'idea di crescita a lungo termine.
Si tratta di salvaguardare il capitale umano.
È un discorso di importanza tanto morale quanto finanziaria.
Sul fronte morale, la presa di coscienza è recente, ma è destinata ad amplificarsi, specialmente nelle regioni emergenti.
Si potrebbe tuttavia pensare che questo risveglio sia stato verosimilmente innescato da considerazioni di ordine economico.
Due ricercatori dell'Università della California hanno stimato che il costo degli incidenti sul lavoro si aggiri intorno a 200 miliardi di dollari all'anno? solo per gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l'Europa, questa cifra supererebbe 400 miliardi di euro, stando all'OSHA (l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro).
Secondo i calcoli dell'agenzia, ciascun euro investito in misure di protezione del dipendente frutterebbe 2,2 euro.
Investendo nella protezione e nel benessere dei lavoratori, l'azienda segue quindi una logica finanziaria pertinente e ben collaudata, senza contare la generazione di esternalità positive molto importanti.
Tra queste, la prima è la fidelizzazione dei collaboratori, che si traduce in maggiore produttività e in una rotazione del personale più bassa.
Questi motivi spiegano le conclusioni di KBV Research, che ipotizza una crescita dei budget destinati alla protezione dei dipendenti di oltre il 10% all'anno negli anni a venire.
Si tratta di un ritmo tre volte più elevato rispetto a quello della crescita macroeconomica attesa.

Molte società quotate, come Rentokil, Epiroc o Ecolab, si distinguono in modo particolare su questo fronte.
L'investimento nel capitale umano fornisce quindi una risposta economica e sociale alle grandi sfide degli anni futuri.
Le esigenze di istruzione, formazione e protezione si iscrivono in una serie di tendenze di lungo periodo, alimentate da forze strutturali.
Per le imprese, come anche per gli Stati, la valorizzazione del capitale umano segue una logica tanto morale quanto economica.
Aymeric Gastaldi, Gestore delle azioni internazionali di Edmond de Rothschild Asset Management



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