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07/07/2021

economia

La principale preoccupazione per gli investitori in Europa è la lentezza della ripresa economica

 

Antonio Bottillo (Natixis IM): c'è un persistente desiderio di sicurezza rispetto alla performance degli investimenti e le preoccupazioni in tema di volatilità potrebbero mettere alla prova il coraggio degli investitori dinanzi a turbolenze di mercato

La pandemia ha portato a una crescente divergenza nelle aspettative di ritorno a lungo termine tra investitori e professionisti finanziari, secondo un sondaggio globale su 8.550 investitori individuali di Natixis IM.
L'indagine - condotta sugli investitori con più di 100.000 dollari di patrimonio investibile - ha rilevato che un'alta percentuale è ottimista visti i ritorni a due cifre ottenuti nel 2020 e quindi per il 2021 si aspetta di ritorni annuali del 13% al di sopra l'inflazione.
I professionisti della finanza a livello mondiale hanno però un orientamento molto più conservativo e le loro aspettative si attestano intorno al 5,3% al di sopra dell'inflazione.

La principale preoccupazione per gli investitori in Europa  la lentezza della ripresa economica

Ne consegue che il divario nelle aspettative globali si trova ora al 174%, in crescita cioè di 53 punti percentuali rispetto al 2020.

Aspettative degli investitori non collegate a timori finanziari

Con l'obiettivo di ottenere ritorni più elevati, oltre la metà degli investitori europei (53%) suggerisce di essere disposta ad assumersi dei rischi.
In Italia questa percentuale è leggermente superiore e pari al 57,3%.
Quasi sette italiani su dieci (66%) classificano come evento normale una fluttuazione di mercato del 10% al rialzo o al ribasso, mentre il 55,5% crede che la volatilità crei opportunità di crescita della propria ricchezza.
Tuttavia, tre quarti (76%) degli investitori in Europa antepongono la sicurezza rispetto alla performance degli investimenti.
In Italia la percentuale supera l'81%, con meno della metà (48,8%) che crede che la volatilità comprometta i propri obiettivi di risparmio e investimento.

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Questo può spiegare perché, nonostante le potenziali opportunità, la volatilità sia una delle principali preoccupazioni quando si parla di rischi (39%), insieme alla lentezza della ripresa economica (44,5%) e a disfunzioni politiche (32%).
Secondo Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l'Italia di Natixis Investment Managers, "l'attuale sentiment di mercato indica come gli investitori guardino alla ripresa economica per rendere la nuova normalità un contrappeso commisurato alle sfide dell'anno scorso.

Mentre gli investitori hanno grandi aspettative per il panorama di investimenti nello scenario post-pandemico, la nostra indagine mostra un persistente desiderio di sicurezza rispetto alla performance degli investimenti e le preoccupazioni fondamentali in tema di volatilità potrebbero mettere alla prova il coraggio degli investitori dinanzi a turbolenze di mercato".

Europa: gli investitori definiscono l'esperienza media di Covid

Gli investitori individuali europei hanno saputo gestire meglio la situazione durante la pandemia rispetto a quelli di altre aree geografiche, con sei interpellati su dieci che dichiarano di non aver avuto alcun impatto dal COVID-19.
Le prospettive finanziarie sono state anche sostenute da ritorni medi degli investimenti dell'11,2% al di sopra dell'inflazione (11,6% per l'Italia).
Di conseguenza, solo l'11% degli europei ritiene di aver subito un significativo peggioramento della propria sicurezza finanziaria durante la pandemia, il numero più basso di tutte le altre aree geografiche.

Il sentiment in Europa è più positivo rispetto all'Asia e all'America Latina.
Sei investitori su dieci dicono di sentirsi sicuri delle proprie finanze, piuttosto che sotto stress e, in generale, due terzi dicono di essere fiduciosi sulla propria sicurezza finanziaria, soprattutto in Germania (74%), Olanda (78%), Svizzera (70%) e Regno Unito (71%).
In Italia, tuttavia, gli investitori si sono sentiti più sotto stress e solo il 52,3% è fiducioso della propria sicurezza finanziaria.

La lezione della pandemia su investimenti e finanza personale

Oltre alle preoccupazioni sui rischi, gli investitori condividono anche un ampio spettro di timori finanziari.
Quando è stato chiesto di selezionare le loro più grandi paure, gli intervistati in Europa hanno evidenziato in cima alla lista le spese ingenti non preventivate (30%).

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Questo tipo di imprevisto era ciò che preoccupava di più gli investitori già nel 2019, ma il contesto attuale ha ingigantito le insicurezze finanziarie di molti di loro.
In Italia le spese ingenti non preventivate sono al secondo posto nella lista dei timori degli investitori, dietro alle preoccupazioni legate agli aspetti fiscali (37,5%) e davanti alla sicurezza del posto di lavoro (27,3%).
Se il sondaggio ha rivelato le varie paure finanziarie degli investitori europei, la pandemia globale li ha aiutati a riconoscere una linea d'azione più adatta per essere meglio preparati alla prossima crisi.
Quando è stato chiesto loro cosa avessero imparato dalla pandemia, la maggior parte ha risposto come affrontare questioni chiave di finanza personale.
Quasi due quinti (39%) dicono di aver imparato l'importanza di tenere sotto controllo le proprie spese, mentre il 23% dice di aver imparato l'importanza di evitare decisioni di investimento emotive e di avere un conto di risparmio di emergenza (20%).

Sulla stessa lunghezza d'onda gli investitori italiani che hanno fatto propria innanzitutto la lezione di tenere sotto controllo le proprie spese (45,5%) e hanno compreso l'importanza di non farsi guidare dall'emotività nelle scelte di investimento (35,3%).

Un riflettore sulle abitudini di investimento globali attraverso le generazioni

Dati gli alti livelli di ritorno ottenuti dagli investitori nel 2020, il 50% degli intervistati non ha apportato modifiche ai propri investimenti a seguito del COVID-19.
I millennial sono stati la categoria più propensa ad adeguarsi, con il 74% degli intervistati che ha apportato alcune modifiche ai propri investimenti.
Questo gruppo demografico è stato più propenso ad aumentare i propri investimenti a causa della pandemia (23% contro il 19% in generale), a intensificare le attività di trading online (32% contro il 23% in generale) e ad aumentare le attività di trading attraverso il proprio consulente (24% contro il 18% in generale.

Bottillo ha aggiunto: "la pandemia è stata uno stress test tanto sulle finanze personali quanto sull'economia globale.
Gli investitori hanno apprezzato le preziose lezioni della pandemia del COVID-19 e, uscendo dalla pandemia e entrando nella fase di ripresa, vedono grandi opportunità per far crescere il proprio patrimonio.
Tuttavia, andando avanti, gli investitori devono considerare attentamente i risultati che possono realisticamente sperare di ottenere e razionalizzare queste aspettative con una genuina tolleranza al rischio, superando le proprie paure e, infine, facendo in modo che le lezioni critiche che hanno imparato rimangano impresse
".



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