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30/06/2021

idee

Inclusione sociale: dobbiamo abbattere il digital divide. E non solo sul lavoro

Raffaele Gigantino (VMware Italia): è sempre più forte la necessità di aggiornare le proprie competenze digitali per evitare di trovarsi ai margini di una società che si sposta sempre più online


Nel 2020 Internet e i dispositivi digitali hanno giocato un ruolo essenziale nel permettere alle persone di adattarsi a un mondo condizionato dal COVID-19.
Dagli appuntamenti medici virtuali alla spesa online, alla Didattica a Distanza (DAD) su Zoom o su altre piattaforme, la delivery digitale dei servizi è diventata la norma per ampie fasce della società.
Ma non per tutti.
Le persone meno esperte di tecnologia, spesso più anziane o provenienti da comunità sottorappresentate, non sono riuscite a stare al passo con il ritmo rapido del cambiamento.

Inclusione sociale: dobbiamo abbattere il digital divide. E non solo sul lavoro

Questo significa che possono avere difficoltà ad accedere all'assistenza sanitaria, ai sostegni statali, alle opportunità di lavoro e altro, dato che tutte queste attività richiedono sempre più l'accesso online, piuttosto che di persona o per telefono.
Questo passaggio ai servizi digitali è stato accelerato dalla pandemia e non torneremo indietro, quindi dobbiamo affrontare un crescente divario digitale: il divario tra le persone che hanno le competenze e i mezzi per accedere ai servizi digitali e quelli che non le hanno.
Come nota positiva, secondo una recente ricerca VMware, la maggior parte delle persone crede di essere responsabile del proprio know-how digitale e di come migliorarlo, ma ha bisogno di supporto per agire su questo.
Ecco perché è necessaria la collaborazione tra governi, università e industria.
Insieme possiamo aiutare a dotare le persone della fiducia e delle competenze necessarie per accedere ai servizi digitali di cui hanno bisogno, colmando il divario e permettendo loro di partecipare pienamente alla società di oggi e di domani.

Un aumento dell'utilizzo di servizi digitali

Nel 2020, in EMEA il 43% degli adulti ha abbracciato nuovi servizi digitali e ne ha apprezzato l'esperienza

Il 60% degli intervistati si identifica come "digitalmente curioso" o "esploratore digitale", dato che nel nostro Paese raggiunge ben l'83%.

Chi è digitalmente in ritardo rischia di rimanere indietro

In EMEA, il 34% degli over 55 si descrive come "non digitalmente attivo" o "digitalmente ingenuo", ma in Italia solo il 28% si definisce tale.
Il 64% (il 73% in Italia) teme che i propri parenti più anziani non riescano a stare al passo con il mondo digitale.

Seguici: 

Più di uno su tre (37% in EMEA, 31% in Italia) ha la sensazione di perdere il controllo man mano che la tecnologia pervade sempre di più la sua vita quotidiana

Responsabilità di formare le competenze digitali

Il 59% degli intervistati (62% in Italia) ritiene di essere responsabile della crescita delle proprie competenze digitali.
Per il 29% degli intervistati nel nostro Paese a essere responsabile è la scuola o l'Università, per il 16% lo Stato e per l'11% la responsabilità deriva da una collaborazione fra Pubblico e Privato.
Se si sposta l'attenzione sul soggetto di cui più ci si fida per l'aumento delle proprie competenze digitali, il 60% dichiara sé stesso, il 28% degli intervistati nel nostro Paese ha fiducia nella scuola o l'Università, il 16% nello Stato e il 13% in una collaborazione fra Pubblico e Privato.
Proprio in questo ambito, VMware è impegnata da anni per sostenere e sviluppare le competenze digitali in tutto il mondo attraverso la VMware IT Academy.

Collaborando con enti di formazione, scuole e Università insieme a Istituti pubblici, aziende partner e organizzazioni, la VMware IT Academy aiuta gli studenti di tutte le età a sviluppare le proprie competenze in modo che possano partecipare attivamente all'economia digitale.
In Italia, VMware ha recentemente dato vita al programma Orizzonte Digitale, in collaborazione con la CRUI e alcune Università Italiane, per la realizzazione di incontri formativi, seminari e lezioni didattiche presso gli Atenei che hanno aderito al programma, mettendo a sistema il know-how consolidato di VMware nelle tecnologie digitali in ambiti come il Cloud, il Networking e la Sicurezza e il Digital Workspace.
VMware è convinta che la collaborazione fra le aziende e il mondo universitario sia indispensabile per fornire ai giovani le competenze richieste oggi da un mondo del lavoro che si sta profondamente trasformando.

Una sinergia fondamentale per sostenere lo sviluppo socio-economico che, ora più che mai, ha bisogno di una forte trasformazione digitale per essere competitivo sul mercato globale.
Raffaele Gigantino, Country Manager, VMware Italia


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