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23/06/2021

economia

Quale futuro per le criptovalute?

 

Roman Matkovskyy (Rennes School of Business): tutti gli attori coinvolti dovranno concentrarsi su strategie sostenibili a lungo termine prima che le criptovalute possano maturare e superare la prova del tempo

Bitcoin, l'originale fra le criptovalute, è stata enormemente mediatizzata fin dal suo lancio nel 2009.
Oggi, ci sono oltre cinquemila diverse criptovalute per un valore di mercato consolidato di circa 1,6 trilioni di dollari.
Il consumo di energia e l'impronta carbonio (carbon footprint) delle criptovalute sono stati una preoccupazione per molto tempo, ma con la loro crescita esponenziale insieme ai loro derivati e token basati sul protocollo Proof-of-Work (PoW): ad esempio, Bitcoin, Ethereum, Litecoin ecc., le criptovalute sono considerate anti-ecologiche.

Quale futuro per le criptovalute?

Tanto che il 12 maggio 2021 il Bitcoin è crollato del 12% dopo un tweet di Elon Musk che annunciava che Tesla non avrebbe più accettato pagamenti in Bitcoin per l'acquisto di auto a causa dell'impatto ambientale della criptovaluta.
Una settimana dopo, la Cina ha a sua volta annunciato un giro di vite sull'uso delle criptovalute e sul mining, e la settimana successiva, il mercato delle criptovalute è crollato di circa il 50% rispetto al record annuale di quasi 65.000 dollari che aveva stabilito il 14 aprile 2021: appena cinque settimane dopo, il valore del Bitcoin era sceso a circa 37.000 dollari.
Il mercato delle criptovalute è altamente suscettibile.
Ha reagito positivamente ai recenti annunci istituzionali, tra cui la decisione di creare un Bitcoin Mining Council all'incontro MicroStrategy di Elon Musk con i principali miners nordamericani, al fine di standardizzare il mining delle criptovalute, promuovere la trasparenza relativa ai consumi energetici per tendere a una maggiore sostenibilità ambientale.

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Altri segnali positivi sono arrivati dal miliardario degli hedge fund Ray Dalio che ha investito in Bitcoin, e da Mark Cuban che ha aggiunto la piattaforma Polygon, supportata da Ethereum, al suo portafoglio di investimenti.

Un futuro incerto

Nonostante tutti i potenziali cambiamenti che le criptovalute possono portare ai sistemi monetari e finanziari esistenti, il loro futuro come investimento significativo nella loro forma attuale rimane incerto.

Ma, di sicuro, gli asset digitali basati sulla blockchain sono qui per restare.
Gli asset digitali sono un'evoluzione dei sistemi finanziari e di pagamento.
Possono avere un effetto positivo sul PIL dei paesi e ridurre alcuni difetti associati ai sistemi finanziari tradizionali.
Le criptovalute come asset class hanno subito una crescita senza precedenti in un periodo di tempo molto breve.
Questa tipologia di investimento finanziario non solo ha superato le altre in termini di rendimento, ma è stata anche acclamata per le sue caratteristiche di diversificazione e copertura (hedging), persino contro le incertezze a livello macro come l'inflazione.
Una volta considerata una potenziale minaccia alla stabilità finanziaria dai regolatori finanziari, ci sono ora modi per proteggere gli investitori e gli utenti di criptovalute contro frodi, eccesso di rischio e crollo del mercato.

Una discussione stimolante e ben informata sulle questioni attuali può contribuire a una migliore comprensione delle criptovalute come alternative alle tradizionali monete fiat e alle attività finanziarie, e ancora di più, alla luce della pandemia da COVID-19, che ha ulteriormente accelerato il ritmo globale del cambiamento digitale.
Questo è particolarmente rilevante alla luce degli annunci di diverse banche centrali della loro intenzione di lanciare la propria valuta digitale della banca centrale (Central Bank Digital Currency, CBDC).

Concentrazione su strategie sostenibili

Secondo un recente sondaggio della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), l'86% delle banche centrali sta attualmente esplorando la praticabilità dell'utilizzo delle CBDC.
Alcune banche centrali come la Norges Bank (la banca centrale della Norvegia) e la Banque de France hanno già sperimentato con successo una valuta digitale di questo tipo.

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Diverse banche centrali extra-europee hanno anch'esse annunciato i loro piani riguardanti le CBDC.
La Bank of China, la Bank of Canada e la Bank of Thailand hanno lanciato un programma pilota CBDC già nel giugno del 2020, e la Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti e il Digital Currency Institute della Banca popolare cinese si sono alleate per creare un prototipo di CBDC utilizzando la tecnologia distributed ledger (blockchain).
La Reserve Bank of Australia intende lanciare una CBDC in collaborazione con la Commonwealth Bank, la National Australia Bank, Perpetual e ConsenSys.
La Banca centrale dei Caraibi orientali ha creato la propria forma di valuta digitale (DCash), che è la prima valuta basata sulla blockchain introdotta da una delle unioni monetarie del mondo.
Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Germania stanno già discutendo sulla fattibilità di creare le proprie valute digitali.

La BRI ha delineato i piani per intraprendere una serie di prove di CBDC in tutto il mondo già da quest'anno.
La Commissione Europea e la Banca Centrale Europea (BCE) stanno cooperando su un euro digitale, mentre la BCE sta considerando se lanciare un progetto di euro digitale.
Il suo recente rapporto affronta i pro e i contro dell'euro digitale. Frank Elderson, membro del comitato esecutivo della BCE, ritiene che un euro digitale offrirebbe agli Europei lo stesso livello di affidabilità del contante.
Alla fine, tutti gli attori coinvolti nelle criptovalute dovranno concentrarsi su strategie sostenibili a lungo termine prima che le criptovalute possano maturare e superare la prova del tempo.
Professor Roman Matkovskyy, Rennes School of Business



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