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31/03/2021

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Industria 4.0: digitalizzazione e sostenibilità per le fabbriche del futuro

Secondo l'Osservatorio MECSPE, migliora la fiducia degli imprenditori italiani sull'andamento della propria azienda. Necessaria una programmazione politica su misure di sostegno e d'incentivazione del sistema imprenditoriale


Si parla sempre più frequentemente di Industria 4.0 e transizione verde.
Ma quanto la cultura green oggi sta modificando l'approccio in azienda? Qual è l'attenzione verso questi temi e su quali tecnologie innovative si sta investendo maggiormente? Qual è il ruolo della formazione e come lo sviluppo di competenze adeguate in questa fase può accelerare la crescita? Questi i temi al centro del nuovo Osservatorio MECSPE di Senaf (BolognaFiere, 10-12 giugno) sul I trimestre 2021, presentato in occasione della #MilanoDigitalWeek, durante il virtual talk " La Fabbrica senza limiti, digitale e sostenibile: il ruolo delle imprese nella trasformazione delle città, all'insegna della transizione 'verde' 4.0".

Industria 4.0: digitalizzazione e sostenibilit per le fabbriche del futuro

Un confronto con consulenti, mondo universitario e storie imprenditoriali di eccellenza per indagare come la trasformazione digitale e un'industria sempre più green e sostenibile ricoprano in questa fase un ruolo di primo piano nello sviluppo del sistema economico nazionale.

Migliora l'indice di fiducia degli imprenditori

L'analisi dell'Osservatorio MECSPE sul I trimestre 2021 mostra segnali di miglioramento rispetto alla precedente indagine di luglio 2020.
Gli imprenditori italiani continuano a credere in sé stessi, con un indice di fiducia generale che posiziona il loro stato d'animo, in una scala da 1 a 9, su un livello "medio" rispetto allo scenario attuale.
La situazione personale, infatti, è giudicata sufficiente, con più della metà del campione che si mostra soddisfatto dell'andamento della propria azienda (54%, rispetto al 35% di luglio 2020), mentre più di 6 imprenditori su 10 ritengono che l'attuale portafoglio ordini sia adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria della propria azienda.

Seguici: 

Una percentuale totalmente ribaltata rispetto al sentiment registrato lo scorso anno, quando il 62% aveva risposto negativamente alla stessa domanda.
Se si guarda ai fattori esterni all'azienda, invece, l'indice diminuisce gradualmente: da un livello 6 di fiducia per l'andamento del proprio settore e per lo scenario economico internazionale (entrambi al livello 5 a luglio 2020), la fiducia passa al livello 5 per lo scenario economico del nostro Paese e a livelli ancor più bassi in riferimento alla situazione occupazionale e allo scenario politico italiano (entrambi al livello 4, e rispettivamente ai livelli 4 e 3 nella precedente rilevazione di 8 mesi fa).

Nella programmazione politica relativa a misure di sostegno e d'incentivazione del sistema imprenditoriale, tra gli assi di sviluppo su cui sarebbe più opportuno puntare, le imprese del manifatturiero italiano hanno pochi dubbi: il 36% sceglie la detrazione per l'acquisto di macchinari e beni strumentali; il 22% indica in generale l'Industry 4.0, il 15% la formazione del personale, l'11% l'internazionalizzazione.

Il futuro della fabbrica: digitale, ma anche sostenibile

Il processo di trasformazione industriale oggi si muove nella direzione della sostenibilità.
Nonostante le difficoltà del periodo, negli ultimi mesi il 31% delle aziende intervistate dichiara che la sensibilità al tema è aumentata e di avere implementato processi volti alla sostenibilità nella propria azienda.
Tra gli aspetti su cui le imprese stanno puntando maggiormente, al primo posto c'è la riduzione dei consumi (42%), ma anche l'attenzione all'inquinamento e all'impatto ambientale (36%), insieme ad un orientamento crescente verso l'eco-sostenibilità dei prodotti (17%).

Ricerca e innovazione: nel 2021 aumentano gli investimenti

Nel piano per il 2021, le aziende dichiarano che investiranno in ricerca e innovazione, ambito che si conferma ancora una volta fondamentale per reagire alla crisi.

Un quadro che coinvolge per il 52% i rispondenti intenzionati a destinare entro l'anno una quota fino al 10% del proprio fatturato (era il 46% a luglio 2020), mentre il 19% si spingerà oltre, tra l'11% e il 20%.
Analizzando nel dettaglio le tecnologie su cui ci si orienta maggiormente, in testa ritroviamo il ruolo primario della sicurezza informatica (22%), seguita dalla robotica collaborativa (19%), produzione additiva (17%) Internet of Things - IoT (16%), cloud computing (13%), simulazione e intelligenza artificiale (10%), Big data al 9% e realtà aumentata/virtuale e materiali intelligenti all'8%.
In coda le nanotecnologie, introdotte entro l'anno solo dal 4% delle imprese campione.

Formazione specializzata e giovani: le skill più richieste

Gli investimenti in formazione rappresentano per gli imprenditori la migliore strategia per valorizzare il capitale umano in azienda (45%), ma secondo il 38% è altrettanto utile favorire la motivazione e la soddisfazione dei dipendenti con servizi dedicati.

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I giovani restano un asset molto importante su cui puntare. Malgrado, infatti, le perplessità e la scarsa fiducia mostrate a livello generale sullo scenario occupazionale, il 56% dei rispondenti all'indagine ha confermato di avere assunto nell'ultimo anno giovani under 35, giudicati i più indicati a rispondere in questo momento alla rapida corsa dei processi digitali della fabbrica: il 27% sta valutando di introdurre giovani specializzati nel campo delle tecnologie 4.0 provenienti da ITS o Università, ma con già un minimo di esperienza lavorativa.
Il 16%, inoltre, sta valutando di assumere giovani anche senza una precedente formazione scolastica o lavorativa, predisponendo però percorsi formativi specifici interni, mentre il 13% sta predisponendo percorsi formativi interni ai giovani già dipendenti dell'azienda.
Le competenze oggi più ricercate in fase di assunzione riguardano in primis la capacità di lavorare in gruppo (28%), insieme alle skill sviluppate sul fronte vendita e post-vendita e nell'utilizzo e programmazione di macchine CNC (entrambe indicate dal 25% delle aziende).

Servono capacità anche nell'assistenza tecnica e manutenzione (21%) e nel marketing digitale (17%).
L'8% guarda anche a figure con expertise rivolte alla sostenibilità ambientale/economia circolare e il 7% alla prototipazione rapida.



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