24/02/2021

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Cybersecurity: imprese italiane sempre più sotto attacco

 

Nell'anno dell'emergenza sanitaria il mercato ha retto: il 40% delle grandi imprese ha aumentato il budget in cybersecurity (51% nel 2019), il 19% lo ha ridotto (2% l'anno prima)

"Il 2020 è stata una vera e propria odissea, con un aumento senza precedenti degli attacchi informatici, la necessità di riorganizzarsi per gestire l'improvviso boom dello smartworking e la razionalizzazione del budget a disposizione per affrontare le sfide di sicurezza a causa del grave impatto economico della pandemia", afferma Alessandro Piva, Direttore dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano. "Nonostante il contesto negativo, il mercato non ha smesso di crescere e la maggior parte delle imprese ha colto l'occasione per investire, rinnovarsi e aumentare la sensibilità dei dipendenti sul tema. La cybersecurity può essere la chiave per evolvere e gestire i cambiamenti in atto, ma deve essere gestita in modo più maturo e strategico".

Cybersecurity: imprese italiane sempre pi sotto attacco

Infatti, quello passato è stato un anno di emergenza, non solo in campo sanitario, ma anche sul fronte della cybersecurity. Per il 40% delle grandi imprese sono aumentati gli attacchi informatici rispetto al 2019. La diffusione improvvisa e capillare del remote working, dello smartworking e del lavoro agile, l'uso di dispositivi personali e reti domestiche e il boom delle piattaforme di collaborazione hanno infatti aumentato le opzioni di attacco a disposizione degli attaccanti.
L'impatto economico della pandemia ha costretto le imprese italiane a fronteggiare le aumentate sfide di sicurezza con budget ridotti: il 19% ha diminuito gli investimenti in cybersecurity (contro il 2% del 2019) e solo il 40% li ha aumentati (era il 51% l'anno precedente). Ma per oltre un'impresa su due (54%) l'emergenza è stata un'occasione positiva per investire in tecnologie e aumentare la sensibilità dei dipendenti riguardo alla sicurezza e alla protezione dei dati.

Cybersecurity: imprese italiane sempre pi sotto attacco

Nel complesso, la crisi legata al COVID-19 ha rallentato la crescita del mercato della cybersecurity ma non l'ha fermata. Nel 2020 la spesa in soluzioni di cybersecurity ha raggiunto un valore di 1,37 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente (nel 2019 il mercato aveva segnato un +11% rispetto al 2018), di cui il 52% è rappresentato dalle soluzioni di security e il 48% dai servizi. Gli investimenti in cybersecurity sono legati principalmente alla gestione dell'emergenza, come testimonia la crescita della spesa in Endpoint Security. Cloud, Smartworking e Big Data sono i trend del digitale che hanno maggiormente influenzato la gestione della sicurezza negli ultimi dodici mesi. Degni di nota anche Operational Technology (OT) Security, che riscontra un'accelerazione degli investimenti, e Artificial Intelligence, utilizzata in ambito cybersecurity dal 47% delle aziende.

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Nonostante un mercato in crescita e il ruolo sempre più strategico della cybersecurity, le imprese presentano ancora una scarsa maturità organizzativa. Solo nel 41% la responsabilità della sicurezza informatica è affidata a un CISO e ancora nel 38% dei casi non è prevista nessuna comunicazione al Board sull'argomento. La gestione della data protection è più evoluta, anche per effetto della spinta normativa, con il 69% delle imprese che ha inserito un Data Protection Officer (DPO) in organico e il resto che si avvale di figure esterne.
Sono i risultati della ricerca dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano.
"Anche nel 2020, nonostante l'emergenza sanitaria, sono stati fatti importanti passi avanti nell'ambito cybersecurity", afferma Gabriele Faggioli, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection (nella foto). "Il mercato italiano della cybersecurity, però, è ancora limitato in rapporto al PIL, con un'incidenza di appena lo 0,07% nel 2019, circa 4-5 volte in meno rispetto ai Paesi più avanzati. E dalla ricerca emerge anche la necessità di rafforzare il presidio delle normative, anche considerando le sanzioni comminate dalle Autorità competenti e gli importanti data breach di cui si ha avuto notizia nel corso dell'anno".



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