03/02/2021

leisure

Senior è meglio di junior? Active ageing in azienda. Trasformare i lavoratori senior da problema a opportunità

 

Per gestire al meglio la transizione e per non disperdere questo patrimonio di conoscenze occorre mettere in atto nelle imprese un grande intervento di change management

Confesso di aver letto "Active ageing in azienda. Trasformare i lavoratori senior da problema a opportunità", di Gianbattista Rosa, edito da FrancoAngeli per la collana HR Innovation, con molta attenzione ed un certo groppo in gola.
L'età, infatti, mi pone al centro della scena delle riflessioni che l'Autore svolge nel suo libro.

Senior  meglio di junior?Active ageing in azienda. Trasformare i lavoratori senior da problema a opportunit

Come si desume dal titolo, il testo tratta di un problema generazionale, sociale ed economico non da poco. Come permettere alle risorse senior presenti nel mondo del lavoro di sentirsi ancora utili in un ambito in cui le competenze mutano rapidamente e il mondo dei giovani fatica a trovare una collazione occupazionale soddisfacente.
In aggiunta, ci sarebbe il tremendo conflitto intergenerazionale per cui un senior, con la sua permanenza al lavoro, impedirebbe ad alcuni giovani (magicamente il rapporto non è una testa per una testa!) di sostituirlo ed entrare così nel mondo del lavoro.
Lo scritto, impreziosito da una puntuale premessa di Elsa Fornero - dall'eloquente titolo "Non è vero che gli anziani 'rubano' il lavoro ai giovani" -, spiega un aspetto forse fin qui trascurato (almeno nell'arena della discussione). Come gestire l'uscita e, soprattutto, non perdere le competenze che un occupato senior comunque possiede rispetto ad un junior scalpitante d'ingresso?

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Partendo dalla constatazione che il nostro Paese ha la percentuale più alta di dipendenti in età avanzata rispetto ai giovani, lo scritto dedica pagine interessanti a come le imprese dovranno confrontarsi negli anni a venire non solo con il progressivo invecchiamento della propria forza lavoro e come andrà gestito il permanere in organico di persone che progressivamente si potranno sentire inutili, non valorizzate e demotivate.
Un fenomeno che tutti, onestamente, in qualche modo hanno vissuto e avvertito. Il punto è come conciliare la presenza di giovani, inevitabilmente dotati di altre competenze e magari non provvisto di un knowhow che solo chi abbia vissuto a lungo nel mondo del lavoro possiede. Ecco dunque che occorre guardare al dipendente senior come ad un detentore di knowhow ed esperienza unici, non foss'altro per la conoscenza che ha maturato dell'impresa e del mercato in cui questa opera.

Per gestire al meglio la transizione e per non disperdere questo patrimonio di conoscenze, ecco che occorre mettere in atto un intervento di change management che consenta di attraversare questo stretto tumultuoso in modo sicuro e, possibilmente, non troppo costoso. Divengono centrali, pertanto, concetti come organizzazione e sostenibilità, scopo del proprio lavoro, motivazione, creatività e competenze, con un focus mirato sul concetto di reskilling.
Si capisce, pertanto, come questa forzosa convivenza in azienda possa essere foriera di grandi vantaggi se compresa, pianificata e implementata con trasparenza e lealtà da ambo le parti.
Molte le aziende, ricorda l'Autore che hanno capito l'importanza di questo modello e lo hanno implementato: ATM, Bmw, Unicredit, CNH_Iveco, solo per citarne alcune, di cui viene presentata in sintesi l'esperienza. Una prova lunga e complessa, sulla quale si gioca non solo il futuro dell'impresa ma anche la tenuta del nostro edificio sociale.

Titolo: Active ageing in azienda. Trasformare i lavoratori senior da problema a opportunità
Autore: Gianbattista Rosa
Editore: FrancoAngeli
Pagine: 120

 

@federicounnia - Consulente in comunicazione
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