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25/11/2020

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Coaching e cultura aziendale per gestire l'incertezza di questa fase economica

 

Michaela M. Carboni (MiCa Consulting): un meccanismo efficace per consentire a un'organizzazione di far fronte alle pressioni del mercato, gestire transizioni interne e stabilire un piano per raggiungere i propri obiettivi di crescita


Si parla tanto di gestione d'impresa, di come muoversi all'interno di un periodo economico particolare come quello che stiamo vivendo.
Ma cosa può fare un imprenditore, una PMI, in momenti di incertezza? L'abbiamo chiesto a Michaela M.
Carboni, Coach PPC di ICF, fondatrice di MiCa Consulting & Coaching e partner e co-founder di Points of You Italy.

Coaching e cultura aziendale per gestire l'incertezza di questa fase economica

Da dove partire?
Partirei citando lo psicologo - psicanalista Erich Fromm che ci dice: "L'incertezza è la condizione perfetta per incitare l'uomo a scoprire le proprie possibilità". In questo periodo, mai come prima, da Coach PCC di ICF (International Coach Federation, la più grande associazione di coach professionisti al mondo con oltre 31.000 membri in più di 141 nazioni), mi sono trovata a confrontarmi spesso con il concetto di "incertezza" e su come un mio cliente tipo, un professionista o un imprenditore, ma anche un manager d'azienda, possa accogliere l'incertezza e trasformarla a beneficio della propria attività professionale. Insomma come divenire resiliente o, ancor meglio, antifragile.
Ma che cosa è l'incertezza?
In generale, se ribaltassi a chiunque di voi lettori la domanda, tutti sareste propensi a considerare la condizione di incertezza come qualcosa di negativo poiché la leghereste alla paura dell'ignoto.

Seguici: 

In realtà, da Coach, sono convinta che l'incertezza possa rivelarsi positiva, perché quando parliamo di incertezza entriamo nel campo delle probabilità e, quindi, in quel campo in cui abbiamo la stessa probabilità di vincere al Superenalotto o di perdere le chiavi di casa (e lo sa bene un mio amico, incontrato proprio ieri!).
L'incertezza, la discontinuità è una condizione normale della vita degli esseri umani. Ogni volta che ci troviamo a prendere una decisione possiamo ridurre il rischio attraverso l'informazione o l'esperienza, ma l'incertezza è, sempre, una certezza!!!

L'incertezza ha tre componenti: il rischio, l'imprevisto e il cambiamento. Tutti elementi di stress per l'essere umano e più un evento è stressante, più facciamo ricorso ai vecchi schemi mentali che ci danno sicurezza e questo inibisce la nostra propensione al cambiamento.
Rimaniamo bloccati nella zona di conforto, la Comfort Zone.
Di fronte al nuovo, le emozioni possono andare dalla paura dell'ignoto al disorientamento di fronte alla richiesta di fare scelte nuove su basi diverse e con strumenti più o meno sconosciuti, come avviene tipicamente in momenti di crisi come quello attuale.
È una situazione in cui l'esperienza del "ho sempre fatto così e ha sempre funzionato" non può venirci in soccorso e quindi ci paralizziamo.
E il Coaching come si inserisce?
Il Coaching, secondo ICF, si definisce come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale e, pertanto, di fronte all'incertezza come, per esempio.

un periodo come quello che stiamo vivendo, può essere di grande supporto, sia all'imprenditore sia al manager, nella gestione di tutte le problematiche derivanti, appunto, dall'incertezza sociale, lavorativa, economica.
Cambiando il nostro punto di vista, l'incertezza diviene possibilità di esplorazione, con curiosità e spirito d'avventura. Attraverso una conversazione di Coaching, e quindi in un ambiente protetto, diveniamo consapevoli delle nostre risorse interiori, delle nostre capacità e, quindi, qualcosa inizia a cambiare.
L'incertezza non è mutata in certezza, ma accogliendo l'incertezza, sviluppiamo un nuovo stato mentale, una nuova consapevolezza, un approccio diverso alla condizione di instabilità.
Rinnoviamo motivazione ed energia per trovare la soluzione migliore per raggiungere l'obiettivo.
In che situazioni si applica il Coaching?

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Il CIPD (Chartered Institute of Personnel and Development) ha identificato alcune particolari situazioni organizzative in cui il Coaching può essere appropriato come intervento di sviluppo:
a.
quando le aziende soffrono di significative mancanze in termini di competenze del proprio personale
, ovvero di soft skills;
b.
in periodi di importanti trasformazioni organizzative o strutturali
che richiedano ai dipendenti una capacità di adattamento a nuove culture e mindset; 
c.
a supporto di persone che, cambiando il proprio ruolo o la propria funzione, hanno bisogno di acquisire nuove competenze
e capacità;
d.
per trattenere in azienda alcuni dipendenti in possesso di un livello elevato di competenze
ed esperienze tecnico-specifiche nel settore;
e.
a supporto di executive o senior manager incaricati a ricoprire ruoli di leadership restii a frequentare un corso di formazione
, in quanto possono dare per scontato il fatto di essere già in possesso delle competenze necessarie;

f.
anche a supporto di founders di startup, CEO di scaleup
(evoluzione naturale di startup che crescono del 20% all'anno su un periodo di tre anni) o di imprenditori di aziende di piccole dimensioni.

Quindi, in concreto, il Coaching come aiuta un imprenditore di una PMI?
Il Coaching è ormai parte integrante di un nuovo concetto di cultura aziendale che mette al centro della propria crescita le persone. In questo contesto l'attività di Coaching è una soluzione valida che si adatta ai tempi in cui viviamo.
In tempi, diciamo normali, rappresenta un meccanismo efficace per consentire a un'organizzazione di far fronte alle pressioni del mercato, gestire transizioni interne e stabilire un piano per raggiungere i propri obiettivi di crescita, facendo accadere il cambiamento che si stava ricercando da tempo - partendo dalle persone.

L'imprenditore di una PMI, spinto da una passione o da un'opportunità di mercato o perché ha ereditato l'attività di famiglia, che sia alle prime armi o già presente sul mercato da un po', potrebbe beneficiare del business coaching per trovare soluzioni efficaci ed efficienti per affrontare cambiamenti, introdurre nuove linee di business, espandere l'attività su altri mercati, cambiare i processi, gestire le risorse o governare i passaggi generazionali.
Se pensiamo al momento attuale, il business coaching può supportare l'imprenditore a fronteggiare le enormi ripercussioni economiche e di business derivanti dalla crisi mondiale di origine sanitaria.
Il Coaching, che sia Corporate (in azienda), Executive (al top management) o Business (imprenditori e professionisti) risulta essere quindi uno strumento di sviluppo molto efficace in tutti questi contesti.

E la sua efficacia risulta nettamente maggiore quando si è identificata all'interno dell'ambiente di lavoro una specifica e reale necessità.
Come opera nella pratica il Coaching? Ci fa un esempio di interazione di Coaching?
Prima di tutto il Coach crea una relazione di fiducia con il cliente (Coachee) che porta all'attenzione una tematica di business sulla quale vuole lavorare. A quel punto il Coach, in partnership con il Coachee, inizia a supportarlo in un processo di scoperta attraverso uno scambio che poggia su ascolto attivo e domande potenti di coaching (insomma non le domande tipiche da caffè al tavolo di un bar - quando ancora era possibile?) volte a far emergere nuove consapevolezze e idee, fissare obiettivi SMART (S = Specific/Specifico, M = Measurable/Misurabile, A = Achievable/Raggiungibile, R = Realistic/Realistico, T = Time-Based/Temporizzabile), delineare un piano d'azione e raggiungere, quindi, risultati concreti con motivazione ed energia.

Nella mia esperienza a fianco di manager, imprenditori e professionisti, ho potuto registrare buoni risultati nell'attività di hiring (assunzione) di nuove figure chiave in PMI in crescita, nella fase di lancio di una nuova divisione di una PMI già esistente operante nel Retail Marketing, nel riposizionamento di un Ristorante a Milano, nel processo di preparazione alla quotazione, nel passaggio generazionale in una PMI, nella gestione di conflitti e della comunicazione in una PMI...insomma in ambiti di applicazione diversi, ma con un approccio alla conversazione di coaching fondato su competenze specifiche.
Un percorso di Business o Corporate Coaching prevede un minimo di 9/12 sessioni individuali con le figure apicali (l'imprenditore, ma non solo) per poi estendere a tutto il team in base alle esigenze specifiche.

Si possono prevedere in parallelo, e ad integrazione, sessioni di Team Coaching per allineare la squadra e sviluppare collaborazione e cooperazione.
I risultati di Coaching però dipendono dalla motivazione, dalla serietà e dall'impegno dei beneficiari del percorso.
Bisogna mettersi in gioco.



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