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30/09/2020

leisure

Data driven company: in Italia siamo pronti? - Punto e a capo

 

Aziende guidate dai dati e non dalle sensazioni. Ma è una realtà?


Da anni si parla di data driven company, ossia aziende che agiscono in base ai dati che raccolgono e prendono le decisioni basandosi proprio su queste.
Non è una novità.
Dagli anni '70, le vendite e il marketing si sono sempre orientati attraverso le ricerche di mercato e quindi è un'abitudine consolidata.
Ma in questi anni si è vista una raccolta delle informazioni dei clienti e dell'operatività delle imprese che è cresciuta in maniera incredibile e che quindi mette a dura prova le aziende.

Data driven company: in Italia siamo pronti? - Punto e a capo

Anzi, la pandemia ha contribuito a travolgere ulteriormente di dati tutto il comparto proprio perché l'esplosione dell'eCommerce e l'affidabilità dei dati raccolti attraverso la multicanalità ha messo a disposizione dati di altissima qualità.
Ma le aziende cosa possono farci?
Molte imprese della grande distribuzione organizzata hanno visto, per esempio, esplodere segmenti e ridursi altri, alcuni calcolabili in tempo come per le biciclette (c'è chi ne vendeva già molte e ha ottenuto un 800%) o i prodotti per l'igiene (qui il rimbalzo è stato enorme), ma altri improvvisi.
Si tratta di shock di vendita, di programmazione, di acquisto e quindi di filiera a cui nessuna intelligenza artificiale poteva far fronte perché si tratta di situazioni nuove.
Ma il vantaggio delle aziende che analizzano i dati e si muovono con il movimento di questi è stato notevole, perché hanno intercettato i trend prima, vuoi per un'analisi dei comportamenti dei cluster dei consumatori, vuoi per una maggiore attenzione sulle conversazioni sui social.

In tutto questo, qualche azienda produttiva ha reagito e l'ha fatto non solo per i temi legati all'emergenza sanitaria, ma molte altre hanno subito il colpo, incapaci di reagire.
I motivi sono facilmente individuabili, e la colpa che viene spesso additata verso i CdA di "anziani" non è corretta: scarsa flessibilità della produzione, trasformazione digitale approssimativa, legami con la supply chain molto rigidi.
Il mondo del business è cambiato, ma stava cambiando già prima della pandemia.

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Chi se n'è accorto può cogliere qualche opportunità anche in un periodo di recessione.
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