01/07/2020

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Minotti (PayPal): il QR code per agevolare i pagamenti contactless

Stiamo davvero vedendo l'esplosione dell'omnicanalità, bisogna aiutare le PMI nei pagamenti elettronici

I pagamenti innovativi continuano a crescere in Italia a ritmi sostenuti. Il report dell'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano evidenzia come siano arrivati a rappresentare un terzo del totale dei pagamenti digitali. A fare da traino sono le transazioni di prossimità con carta contactless o mobile payment. Particolarmente interessante l'analisi di quest'ultimo settore: nel 2019 il numero degli utenti è triplicato rispetto al 2018, sfiorando 1,83 miliardi di euro. Abbiamo fatto il punto della situazione con Maria Teresa Minotti, Country Leader di PayPal, per capire cosa sta succedendo in questo momento sulla piattaforma e sui pagamenti digitali in generale.
Lei ha appena assunto il ruolo guida per l'Italia: che sfida sta affrontando?
Sono molto orgogliosa di aver assunto questo incarico e sono conscia del fatto che arriva in un momento molto delicato e importante per il nostro business. Il mondo si sta evolvendo molto rapidamente, come dimostrano i cambiamenti dei comportamenti di acquisto dei consumatori: noi in PayPal lavoriamo da sempre per rendere più semplice la vita delle persone sotto tutti i punti di vista.

Minotti (PayPal): il QR code per agevolare i pagamenti contactless

Una piattaforma in crescita.
Abbiamo raggiunto i 7 milioni e 300 mila account attivi e questo è stato possibile grazie alla fiducia che i consumatori italiani ci hanno dimostrato, un segnale che evidenzia come il processo di semplificazione digitale di cui ormai si sente sempre di più l'esigenza sia veramente possibile. Un percorso certamente lungo e complesso, che però offre numerose opportunità per migliorare la qualità della vita di ognuno di noi. Questa è la sfida.
Cosa è accaduto durante il periodo di lockdown e in quello immediatamente successivo?
Devo dire che questi ultimi mesi sono stati complicati da tutti i punti di vista, ma sono state messe in atto una serie di iniziative per supportare sia il business ma anche la comunità in generale. Non ultimo, credo che sia importante sottolineare anche che tutti i dipendenti dell'azienda sono stati posti in condizioni di lavorare in sicurezza. Abbiamo pensato di aiutare a far fronte in maniera positiva ad una situazione complessa come quella che abbiamo vissuto e che si è dipanata in mille modi perché non c'è stata una soluzione e quindi sono stati coperti diversi aspetti.

L'esplosione dell'eCommerce e dei pagamenti elettronici è stata evidente.
Certo, ma molto era da riorganizzare e da risistemare perché molti si sono avvicinati all'eCommerce e c'era la necessità di agevolare questo ingresso. La nostra piattaforma si è trovata di fronte a una rivoluzione digitale e le cose sono cambiate in in poche settimane, le abitudini di acquisto e le necessità di chi doveva fare la spesa, piuttosto che comprare qualsiasi cosa e non poteva accedere alla rete fisica dei negozi hanno introdotto nuove variabili. L'online è diventata la soluzione e quindi abbiamo osservato questo fenomeno che è stato veramente importante. Uno per tutti possiamo citare il grocery e attraverso PayPal abbiamo sicuramente facilitato, sotto molti punti di vista, l'accesso a quello che era l'ultimo miglio del processo di acquisto, il pagamento, attraverso strumenti semplici e sicuri.

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Una grande richiesta, ma le imprese italiane erano davvero pronte?
Sappiamo che uno degli scogli al pagamento elettronico è sempre stato culturale per il nostro Paese, ma anche la difficoltà a condividere dati finanziari o comunque cedere una parte del controllo di quanto si spende, ma attraverso PayPal e grazie alla sicurezza della nostra piattaforma tutto questo è stato sicuramente semplificato e ha aiutato le imprese a vincere queste paure.
Che lezione avete tratto?
Se ci dobbiamo voler portarci a casa qualcosa di positivo da questa situazione che abbiamo vissuto è l'accelerazione nell'uso del digitale, ma anche una maggiore sensibilità sullo stesso. I pagamenti digitali sono uno degli aspetti positivi che speriamo, ma io sono su questo sono molto ottimista, non si esaurirà adesso che l'onda del lockdown è finita. Credo che vedremo alternanza tra acquisti ed esperienze online e off-line, abbiamo parlato tanto in questi anni di omnichannel e questa pandemia lo farà mettere in pratica. Abbiamo fatto un balzo di tanti anni in avanti verso l'adozione delle tecnologie digitali a trecentosessanta gradi.

Voi parlate di "nuovo essenziale", di che cosa si tratta?
E' uno slogan che racconta come siano nuove le esigenze della vita quotidiana, per quanto ci riguarda, nei pagamenti abbiamo visto un "nuovo essenziale" per fare la spesa, o pagare le bollette, o pagare anche la pubblica amministrazione e si può fare ovunque, anche sul divano di casa da casa. Questa è sicuramente un'esperienza nuova per molti, non per tutti, ma soprattutto per le generazioni non più giovanissime è un cambiamento.
Qual è il focus?
Riuscire a rendere più semplici e meno sofisticate quelle che sono le azioni quotidiane, quelle di tutti i giorni in relazione a quello che è l'aspetto dell'acquisto e riuscire a fornire a tutti un'accessibilità nuova a queste esperienze. La nostra piattaforma è rimasta sempre la stessa, ma la barriera culturale che menzionavo prima si sta pian piano sgretolando e si aprono prospettive interessanti per modalità di acquisto e di esperienza che sono diverse rispetto a prima.

E per le PMI e i punti vendita? Cosa sta accadendo?
Abbiamo lanciato una nuova soluzione, pensata per i consumatori che devono pagare, ma anche per i piccoli business che devono ricevere i pagamenti. Attraverso la generazione di un QR Code che deve essere inquadrato da parte di chi deve pagare consente effettuare l'operazione in maniera molto semplice, veloce e sicura. E' una proposta nata proprio per tornare a alla normalità in maniera sicura, evitando non solo l'uso dei contanti, ma anche il contatto con il POS. Una soluzione adatta ai commercianti, anche per le consegne a domicilio, ma anche per i liberi professionisti che effettuano, per esempio, un servizio di riparazione, e così per molti altri casi d'uso. E' un'opportunità in più rispetto a quelle già esistenti sul mercato, pensata proprio per facilitare questo momento di ripartenza.

Quali sono i settori che in prospettiva potrebbero migliorare molto utilizzando questa piattaforma?
Lo small business certamente, quindi tutte le PMI, ma anche gli studi professionali, come tutti coloro che hanno portato online una parte del loro business e che possono sfruttare la facilità della nostra proposta. L'avventura del COVID-19 è stata una piccola rivoluzione che ha fatto capire come la resilienza di alcuni territori e quindi di alcuni settori sia stata efficace. Il grocery e l'enogastronomico sono due settori che fanno parte del nuovo essenziale, soprattutto perché le nostre abitudini sono cambiate e l'accesso ai canali è diverso.



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