17/06/2020

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La Lega Serie A , il sorteggio e il digital divide italiano - Punto e a capo

 

Parlare di algoritmo significa non avere idea di quello che si sta dicendo

Ultimamente leggete e sentire dire la parola Intelligenza Artificiale applicata a qualsiasi cosa. Non è un male, ma non è sempre utilizzata a proposito.
Spesso si confonde l'Intelligenza Artificiale con gli algoritmi, perché in fondo l'intelligenza artificiale è un algoritmo che ha la peculiarità di adattarsi. Poco male, non è grave.
L'algoritmo, giusto per ricordarlo, è uno schema che specifica quali sono i passaggi che devono essere eseguiti per giungere ad un risultato.

La Lega Serie A , il sorteggio e il digital divide italiano - Punto e a capo

Si tratta, quindi di elaborazioni che prendono dei dati e li modificano o assemblano per produrre, dopo certi passaggi, un risultato.
La Lega Serie A ha presentato l'ultima istanza per la chiusura del campionato, nel caso in cui non si potessero concludere le giornate rimanenti della stagione e con un blocco che impedisca lo svolgimento di play-off e play-out, ossia "un algoritmo che determinerà la classifica finale".
Quindi, nella mia testa, si andavano a verificare varie opzioni differenti che poste insieme potessero portare a un output che determinava la classifica.
Immaginavo cose del tipo il numero di cartellini gialli sommati al numero di pali colpiti diviso le parate dei portieri da un lato, che si combinavano con il numero di like sulla pagina del capitano, l'incremento di fatturato netto del gennaio 2019 diviso il numero di spettatori allo stadio, nonché lo spread tra il numero di panini venduti e quello delle birre, la somma dei numeri di scarpe delle squadre diviso il numero di calci d'angolo eseguiti, aggiungendo il numero di chilometri percorsi dai giocatori in campo diviso la distanza dei passaggi medi.

Insomma, una serie di calcoli che potessero comporre un numero complessivo finale.
La Lega Serie A ha invece messo a punto una semplice formuletta matematica: la compilazione di una classifica avulsa che tiene conto dei punti negli scontri diretti, ma solo se tutte le squadre coinvolte li hanno disputati.
Una formula non particolarmente difficile e soprattutto non un algoritmo, ma una serie di operazioni che sono solo delle somme.
In caso di parità di punteggio, si passa alla valutazione della differenza tra le reti segnate e subite negli stessi incontri. Se non bastasse, altra formuletta fatta di somme e sottrazioni, la differenza fra media a partita delle reti segnate e media a partita delle reti subite nelle partite disputate fino alla sospensione definitiva.
Se ancora vi fosse la parità, si giunge al conteggio del numero di gol segnati in media a partita nei match disputati fino alla sospensione definitiva del campionato.

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Se ancora vi fossero delle parità, si andrà a vedere il minor numero di reti subite in media a partita nei confronti disputati fino alla sospensione definitiva del campionato.
In ultima istanza, ossia quando la matematica non aiuta, si userà il sorteggio.
Capite benissimo che non esiste un algoritmo che preveda il sorteggio. Pensate, dovete andare a Roma e vi trovate all'imbocco dell'autostrada, una strada va a destra e l'altra a sinistra e voi usate un bell'algoritmo per condurvi alla città eterna che sorteggia quale scegliere. Infatti, entrambe portano a Roma, lo dice anche un detto, ma una è rapida e l'altra è lentissima e inefficiente.
Il livello di informatizzazione del nostro Paese è racchiuso in quell'algoritmo, termine utilizzato a sproposito. Niente di male, una formula complessa è di fatto un algoritmo, ma se si giunge al sorteggio si parla di sorte, ossia fortuna o sfortuna, la casualità, che nulla ha a che fare con gli algoritmi che, sebbene possano essere in tanti casi fallaci, decidono in base a dei criteri.

C'è tanta strada da fare, soprattutto perché nel direttivo della Lega Serie A siedono fior di imprenditori e manager, l'eccellenza dello sport e lo specchio della cultura del Paese. Se questo è il risultato sul piano dell'informatizzazione il COVID-19 ci ha fatto compiere passi in avanti, ma abbiamo una maratona davanti.
D'altronde, ce ne eravamo accorti con la parola smartworking utilizzata al posto di home working...

@gigibeltram

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