Arrivano i nuovi incentivi per tutelare brevetti, marchi e disegni industriali
La maggior parte delle invenzioni italiane in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Tecnologie industriali prime tra i brevetti, pubblicità e moda tra i marchi, abbigliamento e arredamento tra i disegni industriali
Nel 2018 la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Veneto guidano la classifica nazionale per numero di "invenzioni" tutelate a livello europeo e comunitario: da queste regioni proviene il 60% dei brevetti europei e dei disegni e modelli comunitari; esse spiegano anche il 55% dei marchi dell'Unione europea.
Lo dicono i dati Unioncamere-Dintec sui nuovi brevetti pubblicati dall'EPO e sui disegni e i marchi depositati presso l'EUIPO.
Se le tecnologie industriali e dei trasporti sono le più brevettate dagli italiani in Europa, lo stile delle imprese italiane - nella moda, nella pubblicità, nell'agroalimentare e nell'arredamento - si traduce nella crescita dei disegni e dei marchi, come titoli privilegiati per la tutela della loro proprietà industriale.

I dati sono stati elaborati in occasione del workshop organizzato presso la Fiera di Padova dalla Camera di commercio, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere.
L'incontro è servito ad illustrare le misure e gli incentivi che il Ministero ha messo a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI), delle startup innovative, dei Centri di ricerca e della Università, per estendere e per valorizzare i loro titoli di proprietà industriale.
Sono misure sulle quali Unioncamere è impegnata dal 2009, in collaborazione con Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale-UIBM.
"L'innovazione e la tutela della proprietà intellettuale sono fondamentali per consentire al nostro sistema produttivo di essere competitivo sui mercati esteri", ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli (nella foto).
"E il loro effetto sulle economie territoriali è significativo.
In Italia un posto di lavoro su 3, cioè quasi 7 milioni di occupati, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti.
Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil.
Gli investimenti nello sviluppo dei prodotti dell'attività intellettuale rappresentano ormai il 16,3% degli investimenti complessivi delle imprese".
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