30/12/2019

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I dipendenti dovranno diventare dei veri e propri esperti di tecnologia entro il 2030

 

Ligresti (Dell): il 53% dei business leader italiani chiede alle strutture governative nuove policy in tema di lavoro e una regolamentazione sull'utilizzo dell'IA

La trasformazione digitale sta cambiando radicalmente il business, compresi gli stessi ambienti di lavoro. Le aziende del futuro saranno sempre più digitali e faranno dei dati la pietra miliare del proprio business, implementando tecnologie come Intelligenza Artificiale e XR.
In questo scenario, il 71% degli imprenditori e dei manager italiani ritengono che i dipendenti siano obbligati a diventare dei veri e propri esperti di tecnologia entro il 2030. Un numero che riflette l'accresciuta consapevolezza da parte della classe dirigente italiana sulla centralità della tecnologia in azienda, corroborata anche da un dato globale che si ferma al 60%.

I dipendenti dovranno diventare dei veri e propri esperti di tecnologia entro il 2030

Questo quanto emerge dallo studio finalizzato da Dell Technologies e da IFTF (Institute for the Future) - "Future of Work: Forecasting Emerging Technologies' Impact on Work in the Next Era of Human-Machine Partnerships" - che ha analizzato le risposte provenienti da oltre 4.600 business leader in 42 Paesi.
Ben oltre l'82% dei business leader italiani (54% il dato globale) è sicuro che la prossima generazione di lavoratori avrà un impatto dirompente sulla propria forza lavoro, grazie a competenze digitali profonde e a una mentalità radicalmente diversa.
Un fattore che spinge il 50% degli imprenditori e manager interpellati ad attrezzarsi in-house, attraverso lo sviluppo interno delle competenze digitali, come per esempio l'insegnamento del coding ai propri dipendenti.
Inoltre, secondo il 53% del panel in questione, per proteggere i diritti dei dipendenti, le strutture governative devono implementare nuove policy in tema di lavoro - che si adattino al mutamento dello scenario - e una regolamentazione più chiara circa l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale.

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"Nello studio è chiara la richiesta degli imprenditori e dei manager rivolta alle strutture governative circa l'implementazione di nuove regole che possano normare uno scenario di business - e un luogo di lavoro - che sta cambiando alla velocità della luce", ha dichiarato Filippo Ligresti, VP & GM Commercial Sales di Dell Technologies Italia. "Le aziende del futuro saranno digitali. Si posizioneranno come luoghi in cui tecnologie come big data, analytics, Intelligenza Artificiale o Internet delle Cose (IoT), saranno familiari come lo sono le scrivanie, i laptop o le stampanti. I dipendenti collaboreranno in un modo totalmente differente e immersivo, attraverso l'uso di XR, e l'Intelligenza Artificiale farà da complemento alle capacità umane, piuttosto che rimpiazzarle, aiutando i dipendenti a gestire i flussi di lavoro, a portare a termine i propri compiti e a ricavare informazioni utili al business dall'immensa mole di dati a disposizione".

"Siamo ormai nel vivo della quarta rivoluzione industriale. I modelli di business si stanno trasformando in tutti i settori industriali, trainati dalla digitalizzazione che anche in Italia sembra aver avviato un percorso credibile. Questo processo va sostenuto perché è fondamentale per incrementare la competitività delle nostre aziende, in uno scenario globale che presenta incertezze sia a livello economico che geopolitico", ha dichiarato Federico Suria, Country Manager Enterprise Sales di Dell Technologies Italia. "A dimostrazione della validità di questa tesi - come peraltro riporta la ricerca realizzata con IFTF - oltre il 70% dei leader di business in Italia sono convinti che la partnership persona-macchina aiuterà a superare i limiti umani sul posto di lavoro. Tuttavia, per far sì che questa trasformazione sia sostenibile, i temi della formazione della forza lavoro e della regolamentazione diventano fondamentali. Servono investimenti per creare competenze digitali, sia sulle nuove generazioni di lavoratori che su quelle esistenti per renderle in grado di essere pronte a seguire la trasformazione richiesta dal mercato. Allo stesso tempo, è importante che - a livello governativo - i temi dell'interazione persona-macchina vengano indirizzati in maniera preventiva e regolati, al fine di armonizzare i potenziali impatti di un'implementazione non regolata delle nuove tecnologie".



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