22/06/2016

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I quattro principi del controllo unificato nel mondo digitale

 

Katanasho (Dynatrace): lo spostamento degli obiettivi e dei criteri nel monitoraggio delle prestazioni rende questo tema uno dei più complessi per le aziende. Si tratta però di un compito urgente, perché è fondamentale per il successo delle iniziative di trasformazione digitale

Le organizzazioni aziendali cercano sempre più di focalizzarsi sul cliente ed essere più agili, scalabili e reattive, mentre gli ambienti IT, che affrontano il cambiamento digitale, si trasformano rapidamente e diventano ogni giorno più complessi. Questi sono i motivi principali per cui oggi le prestazioni digitali sono una priorità e lo spazio dedicato al monitoraggio delle prestazioni è diventato affollato e multiforme.

I quattro principi del controllo unificato nel mondo digitale

Gli approcci più comuni al monitoraggio unificato
Dal oltre vent'anni, il mio lavoro mi mette quotidianamente in contatto con i fornitori dei servizi cloud e dei servizi gestiti, con gli enti governativi e le organizzazioni aziendali, realtà diverse che hanno intrapreso percorsi di innovazione differenti ma che hanno in comune la necessità di affrontare il monitoraggio unificato delle prestazioni. Ecco i tre approcci principali che fino a oggi molti di essi hanno adottato:
1) Unificare attraverso le acquisizioni
I principali vendor IT di operation management come IBM, CA, BMC e HP (che un tempo erano definiti i Big 4 del settore), hanno affrontato diverse acquisizioni e investimenti consistenti nel tentativo di fornire alle aziende un pannello di controllo unico dal quale guardare alle prestazioni. Se analizziamo le soluzioni andando oltre la superficie scopriremo però che siamo di fronte a numerosi strumenti collegati tra loro con configurazioni diverse e archivi di dati differenti. Tutti sono integrati in modo incerto e ognuno si scontra con gli altri nel tentativo di raggiungere un monitoraggio unificato.

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2) Adottare una piattaforma unificata sostenuta da strumenti differenti
Nel secondo caso si tratta di avere implementato degli strumenti di monitoraggio a partire da un caso specifico (ad esempio, il monitoraggio in ambiente java/NET, Ruby o della rete) e aver poi esteso la soluzione per colmare qualche lacuna attraverso ulteriori acquisizioni o tramite lo sviluppo interno.
Si tratta di un approccio simile al primo, a parte il fatto di avere una piattaforma comune che unifica i diversi dati e la reportistica. In questo caso, il problema è che il controllo unificato arriva a posteriori e, quindi, ogni volta che si estende l'offerta dell'azienda, la soluzione richiede una riprogettazione o una nuova architettura. Quest'approccio disorganico dovrà sempre lottare per poter monitorare ambienti complessi in modo olistico.
3) Promuovere le analitiche pure e gli algoritmi

Il terzo approccio è comunemente noto come IT Operations Analytics (ITOA) e si basa sulle fonti di dati di terze parti e la loro integrazione, con algoritmi ad hoc e personale qualificato che sa esattamente come collegare tutto insieme. Qui la criticità è che l'ambiente IT cambia e diviene più complesso con una rapidità tale da non poter fare più affidamento sui processi manuali. Per non parlare del fatto che le risorse IT sono sempre più limitate! Inoltre, il successo del monitoraggio dipende in buna parte dalla ricchezza delle fonti di dati che definiscono il contesto; dopo tutto, non importa quanto gli algoritmi siano validi, dati in entrata palesemente insensati producono, a loro volta, un risultato insensato.
I segreti del monitoraggio unificato nell'era digitale
Abbiamo visto che tutti questi approcci presentano dei difetti evidenti; come dovrebbe essere, quindi, il monitoraggio unificato nel mondo digitale? Se vogliamo veramente unificare il monitoraggio, abbiamo bisogno di dati completi sul contesto che siano collegati tra loro in modo immediato, risultato che può essere raggiunto solo tenendo ben presente quattro aspetti fondamentali:

1) La soluzione deve essere integrata "by design", ovvero il monitoraggio unificato oggi deve essere costruito dalla base. Introdurre un livello di controllo dall'alto o alcune componenti a posteriori non consentirà mai di affrontare adeguatamente le lacune nel monitoraggio.
2) Tutti gli elementi del monitoraggio devono cooperare in modo unificato, come se fossero uno solo.
Una soluzione di monitoraggio unificato comprende l'analisi in tempo reale e il modelling, la misurazione e il monitoraggio, le analitiche e la visualizzazione. Ognuno di questi elementi ha bisogno degli altri, altrimenti la funzione generale di controllo non avrà successo.
3) Dimenticate la correlazione, sfruttare l'analisi del nesso di causalità è l'unica strada perseguibile.
Se si considera la complessità, la modularità, la fluidità e la scalabilità delle architetture digitali, con milioni di dipendenze e un numero anche maggiore di metriche, la correlazione da sola semplicemente non basta. Nella migliore delle ipotesi permetterà di limitare il campo di riferimento, ma, nel peggiore dei casi, poterà a conclusioni errate.

Un modello causale, basato sull'intelligenza artificiale, riduce la necessità di dipendere dall'analisi manuale di una quantità di dati insormontabili. L'analisi della causa e dell'impatto, però, è possibile solo quando tutti gli elementi fondamentali del monitoraggio sono legati insieme in un unico sistema coerente.
4) Risposte chiare in un contesto ricco, perché le organizzazioni oggi hanno bisogno di una visualizzazione intuitiva e di una contestualizzazione semplice.
I dipartimenti IT sono sempre più occupati, con l'aumento dei carichi di lavoro e delle informazioni da interpretare e analizzare. Ogni richiesta di un grafico aggiuntivo o un alert senza analisi del contesto e delle possibili ripercussioni comporta per l'IT uno spreco di tempo e fatica, e ogni ulteriore click per correlare eventi diversi a una probabile causa-radice comune aggiunge una tensione maggiore.

In sintesi, lo spostamento degli obiettivi e dei criteri nel monitoraggio delle prestazioni rende questo tema uno dei più complessi che le organizzazioni aziendali devono oggi affrontare, si tratta però di un compito identificato come urgente, perché è fondamentale per il successo delle iniziative di trasformazione digitale.
Rafi Katanasho, APAC Chief Technical Officer and VP of Solution Sales di Dynatrace



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