06/01/2016

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Unimpresa apre ufficio in Cina per assistere le PMI italiane

 

La nuova sede a Wuhan sarà il punto di riferimento per le aziende del Belpaese che si apprestano a operare nell’inedito “centro commerciale” dedicato agli acquisti all’ingrosso dei rivenditori locali

Nuovo ponte tra l'Italia e la Cina, grazie a un ufficio stabile di Unimpresa, nella città di Wuhan (provincia di Hubei), per assistere le micro, piccole e medie imprese italiane nello sviluppo del progetto volto all'esportazione di made in Italy nella prima "commercity" cinese dedicata al commercio all'ingrosso.
Ad annunciare l'apertura della nuova sede dell'associazione è stato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardialla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle aziende locali. A coordinare l'ufficio di Wuhan sarà Elisabetta Ferraresi, che opererà nell'ambito del Dipartimento estero dell'associazione guidato dal vicepresidente di Unimpresa, Paolo Giraud.

Unimpresa apre ufficio in Cina per assistere le PMI italiane

Il nuovo ufficio a Wuhan sarà il punto di riferimento per le PMI italiane che si apprestano a operare nell'inedito "centro commerciale" dedicato agli acquisti all'ingrosso dei rivenditori locali, nel quale è prevista un'area di circa 1.000 metri quadrati destinata ai prodotti made in Italy: dall'agroalimentare alla moda e a tutto il design italiano. Unimpresa assicurerà assistenza e supporto alle PMI italiane su vari fronti, dal marketing alle tecniche di vendita, dalla logistica agli aspetti economico-fiscali e contrattuali.
Il progetto è una svolta sia per il mercato cinese sia per le opportunità che si aprono per le aziende del nostro Paese che avranno a disposizione una vetrina permanente in un'area doganale libera, con enormi vantaggi economici. La nuova piattaforma di trading è stata realizzata da Unimpresa con il gruppo Sinotrans, societa? di logistica partecipata dallo Stato cinese, grazie a un accordo tra Unimpresa e le istituzioni cinesi. La "commercity" diventa operativa l'8 febbraio. Wuhan Free trade zone è il nome dello spazio espositivo di oltre 10.000 mq della città di Wuhan. Circa 1.000 mq verranno destinati all'Italia, attraverso le PMI associate a Unimpresa, con una formula al momento inedita in Cina. L'accordo prevede anche un bollino di qualità per il made in Italy esportato in Cina. Un importante riconoscimento per i prodotti italiani. Si tratta di un certificato di origine garantito dalla Dogana cinese ed è un elemento capace di dare discontinuità al commercio illegale oltre che di bloccare la diffusione di marchi falsi.

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Le 14 free trade zone cinesi
Ci saranno grandi vantaggi economici per l'export di prodotti made in Italy. Ciò perché il funzionamento della piattaforma di trading commerciale si basa sul meccanismo delle free trade zone, aree speciali o "zone franche" all'interno delle quali esistono una serie di benefici sia per quanto riguarda i dazi doganali sia per quanto riguarda il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto (Iva), che vengono pagati solo dopo l'uscita dei prodotti e con pagamenti dilazionati. In Cina esistono 14 free trade zone. Le più operative sono a Shanghai, Wuhang Zou, Zheng Cuoue e Wuhan. Quest'ultima diventerà presto una free trade area, una zona con maggiori sovvenzioni statali e con possibilità di avere concessioni per retail e negozi fuori dall'area. In Cina oggi esiste una solo free trade area, a Shanghai.

La free trade zone - che insiste in un'area di 5,4 chilometri quadrati, garantisce tutti i servizi commerciali necessari per lo sviluppo del business commerciale, tra cui la piattaforma per le gestione dell'online, oltre che i servizi finanziari. Sono previsti investimenti in formazione e tecnologia. Sono stati investiti in quest'area dal 2011, 2 miliardi di yen, circa 300 milioni di euro. Sono registrate più di 250 società e la movimentazione economica della zona è di più di 25 miliardi di yen, circa 3,7 miliardi di euro. L'import-export è molto vivace: nell'ultimo anno sono stati sono registrati 6 miliardi di dollari, ma l'obiettivo è arrivare ad almeno 10 miliardi di dollari nel futuro.
"Rappresentiamo quasi 130.000 imprese e siamo onorati per l'ospitalità dei rappresentati delle istituzioni cinesi, per le loro parole e la forte volontà di collaborazione espressa. Vi sono enormi possibilità che oggi con questa visita percepiamo in modo evidente ancora più evidente" ha osservato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

L'entusiasmo cinese
"L'Italia per noi è il Paese dei sogni. Dal punto di vista politico abbiamo tutto l'interesse di allacciare i rapporti con la compagine italiana ed europea. Tra tutti i paesi europei la Francia ha il primato come investitore. Esiste un volo diretto tra Parigi e Wuhan, ma entro fine anno aprirà la tratta per l'Italia, a conferma di quanto crediamo nel made in Italy" ha dichiarato il direttore della free trade zone di Wuhan, Guo Quanlu. "Giudico questo incontro estremamente significativo. Questo deve essere solo il punto di partenza di una collaborazione che sono certo ci permetterà di fare business in modo molto proficuo per entrambe le parti. Voglio che l'Italia e il made in Italy vero e di qualità diventino una delle colonne portanti per l'import-export della free trade zone di Wuhan. Grazie a un interlocutore come Unimpresa questa possibilità diventerà presto realtà", ha aggiunto Quanlu.

"La piattaforma permetterà di creare una presentazione per sviluppare il business to business per tutta l'area del centro della Cina. La campagna di comunicazione è iniziata a novembre ci auspichiamo che apra al più presto la zona dedicata al made in Italy perché ci crediamo molto. Questa è la pietra miliare, solo l'inizio di una lungo processo e spero che grazie alla presenza di Unimpresa sempre più imprenditori vengano qui a Wuhan nella free trade zone", ha concluso il responsabile commerciale della free trade zone di Wuhan, Feng Chen.

 



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