26/11/2014

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Amato (Consulbrokers): Come cambia l'assicurazione B2B

L’accorpamento del settore ha creato la necessità di rivolgersi a nuovi mercati anche esteri e su questo trend si innesta la figura del broker per trovare soluzioni alternative sempre più idonee ai clienti. E con la piattaforma Rehub aumenta il potere del networking

I cambiamenti di mercato, di normative e le necessità di ottimizzare l'investimento hanno portato a importanti cambiamenti nel comparto delle assicurazioni Business-to-business. Ogni settore economico ha le proprie esigenze, sempre più specializzate e verticali, e richiede ai broker risposte efficaci in termini di tutela. Ne abbiamo parlato con Alfredo Amato, Amministratore Delegato Consulbrokers
Consulbrokers opera nel comparto B2B. Come si è evoluta negli anni? Avete seguito le indicazioni del mercato o ne avete anticipato le esigenze?
Consulbrokers opera nel B2B, suddividendo i suoi clienti principalmente in Pubblici e Privati. Il comparto delle Pubbliche Amministrazioni soggiace ad obblighi di legge e quindi necessariamente segue l'obbligatorietà assicurativa. Col tempo abbiamo creato all'interno delle Amministrazioni più complesse delle Unita' di Risk Mangement, unitamente ad una formazione del personale interno, volto a ridurre i rischi oggetto delle coperture assicurative con un sostanziale beneficio per l'Amministrazione stessa in termini di costi.

Amato (Consulbrokers): Come cambia l'assicurazione B2B

Per il comparto Privato ci siamo sempre rivolti a mercati di nicchia - come quello farmaceutico (di cui siamo leader in Italia), trasporti valori, sportivo - anticipandone le esigenze derivanti dai cambiamenti del mercato, e adeguando i prodotti ai bisogni dei Clienti. Per esempio, nel farmaceutico abbiamo creato una polizza ad hoc per la copertura specifica per la tutela dei farmaci sia durante il trasporto che durante la giacenza dei farmaci.
Brokeraggio assicurativo: come è cambiato il settore negli ultimi anni? Si è evoluto il concetto di "rischio"?
Piuttosto che un cambiamento del rischio, negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento delle criticità esterne ambientali e sociali, che hanno determinato nuove e più specifiche esigenze di copertura dei rischi. Per esempio, l'‘aumento delle inondazioni in Italia negli ultimi anni oppure i disastri ambientali legati alla cattiva gestione del territorio, hanno creato l'esigenza nelle Aziende di avere nuove coperture assicurative per far fronte ai "nuovi rischi",

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Quali evoluzioni prevedete per il comparto in futuro? Quale peso e ruolo avranno la consulenza?
Prevediamo una sempre maggiore necessità da parte delle aziende di avvalersi del supporto dei broker assicurativi, anche perché l‘'accorpamento del mercato assicurativo ha creato una carenza di competitività, con la necessità di rivolgersi a nuovi mercati anche esteri e su questo trend si innesta la figura del broker per trovare soluzioni alternative sempre più idonee ai clienti,


Mediazione creditizia: overview su mercato italiano con un occhio all'export
In Italia, negli ultimi anni, la mediazione creditizia si sta diffondendo molto più del monomandatario. Negli altri Paesi europei c'è sicuramente più libertà di movimento. In Inghilterra, per esempio, la figura del monomandatario non esiste. In Italia, a differenza degli altri Paesi è sempre esistita la figura del monomandatario: la mentalità italiana la prediligeva anche perché esistevano - soprattutto nel mondo finanziario - pochi soggetti. Con il tempo, anche l'aumento dei prodotti dovuti al cambiamento del mercato hanno indotto una evoluzione del settore, prediligendo il broker al monomandatario.

Nell'export la mediazione creditizia è di fondamentale importanza, poiché l'accesso al credito ti fa avere informazioni sul cliente diverse da quelle bancarie: va al di là, infatti, dell'informativa sulla patrimonialità del cliente. Sostanzialmente, infatti, la compagnia assicura l'insolvenza del cliente, creando quindi una "tutela" per il soggetto che si rivolge al mercato creditizio.
La Divisione Cauzioni e Fidejussioni della Consulbrokers, opera nel mercato con più di 10 Compagnie di Assicurazione, e garantisce un servizio di elevato profilo improntato all'ottimizzazione dei costi e dei tempi, dall'analisi del rischio e presentazione al mercato specializzato, all'emissione e consegna del contratto al Cliente.
Come vi muovete sui mercati internazionali?
La Consulbrokers, dopo una prima fase di sviluppo prettamente nazionale, ha inteso allargare il proprio raggio di azione anche al mercato europeo ed in particolare a quello britannico, con l'apertura di una sede a Londra. L'alba del nuovo millennio ha visto Consulbrokers espandere i propri orizzonti e varcare i confini europei con progetti sempre più ambiziosi. Coordinato dalle sedi operative di Londra e Roma, il programma di espansione sta sviluppando una prima fase in Arabia Saudita, Kuwait, ed Emirati Arabi. Tuttavia, i Paesi del Golfo rappresentano per noi solo il primo passo verso un progetto di espansione più vasto, rivolto anche ad altre realtà emergenti extraeuropee.

Tale sviluppo ha il preciso obiettivo, sia di migliorare il servizio offerto alla clientela italiana, che di aprirsi al mercato assicurativo mondiale ed in particolar modo ai mercati cosiddetti "emergenti" . Nella prima fase la prevediamo la costituzione di una holding deputata a gestire il piano d'investimento a livello internazionale della Consulbrokers Spa, che prevede per i prossimi anni l'apertura di 6 uffici in Paesi: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Libano, Kuwait, Quatar e Baharain.
La Divisione Internazionale ha come obiettivi:
•- La creazione di uffici e il trasferimento del proprio know-how nelle suddette aree dove attualmente c'è scarsa presenza di operatori professionali.
•- Lo sviluppo delle attività offrendo servizi dedicati alle multinazionali che operano in queste aree .

•- L'allargamento del proprio campo di azione tradizionale al mercato ri-assicurativo, sfruttando in particolare la sede di Londra.
Cosa significa per Consulbrokers entrare in Rehub?
Siamo entrati a far parte della piattaforma Rehub, perché crediamo nel potere del networking. La rete Rehub è una rete di professionisti, che hanno una conoscenza radicata nel territorio e con i quali condividiamo valori etici e professionali. Il nostro progetto di sviluppo triennale prevede la penetrazione nel settore delle Piccole Medie Imprese, ad oggi ancora inesploso. La rete Rehub rappresenta per noi una piattaforma che ci permette di connettere i servizi di assistenza e di consulenza con le reti di mediatori e di agenti finanziari per poter meglio rispondere ai bisogni dei consumatori finali. Nell'attuale contesto socio-economico, far parte di un network di professionisti uniti dagli stessi obiettivi e criteri etici, consente di affrontare il mercato con maggiore forza.

 



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