Presenza all’estero e
performance economica
La raccolta di informazioni
sulle controllate estere
è avvenuta presso i
vertici residenti in Italia
di gruppi multinazionali
a controllo nazionale.
Queste unità coordinano
le attività realizzate sia
in Italia che all’estero, o
sono comunque informate
sulle scelte realizzate dal
gruppo multinazionale.
Le risposte fornite
sono state classificate
secondo il macro-settore
di attività prevalente del
gruppo multinazionale
(industria o servizi). Nel
paragrafo successivo
è inoltre impiegata una
tassonomia che tiene
conto delle caratteristiche
dimensionali e del grado
di internazionalizzazione
dei gruppi multinazionali
italiani. I gruppi
multinazionali industriali
segnalano, tra i principali
benefici connessi con la
presenza di controllate
estere, l’accesso a nuovi
mercati e la disponibilità di
servizi in loco per i clienti
(77,3%), la logistica e la
distribuzione (53,1%) ed
il costo del lavoro (42%).
L’accesso a nuovi mercati e
la disponibilità di servizi in
loco per i clienti rappresenta
il principale beneficio
derivante dalla presenza
diretta nei Paesi esteri
anche per le multinazionali
italiane attive nei servizi
(64,9%).
Le nuove controllate estere
Circa un terzo dei principali
gruppi multinazionali italiani,
attivi sia nell’industria
che nei servizi, dichiara
di aver realizzato o
progettato un nuovo
investimento di controllo
all’estero nel periodo
2009-2010. Seguono, con
quote prossime al 20%,
i gruppi multinazionali di
mediogrande dimensione.
Più contenuta, anche
se significativa, è la
propensione all’investimento
estero dei gruppi
multinazionali di piccola
dimensione, con una quota
lievemente più ampia
nell’industria
(11,7%) rispetto ai servizi
         
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