esportazioni di merci e
servizi e il 58,1% della
spesa in ricerca e sviluppo.
Segue il Nord-America,
con il 9,8% delle affiliate
italiane all’estero, l’11,4%
degli addetti e il 9,7% del
fatturato. Significativa è
anche la presenza negli Altri
Paesi europei (11,6% degli
addetti), in Asia (10,9%) e
in Centro e Sud America
(10,4%). Si segnala,
inoltre, la presenza di una
quota elevata di fatturato
al netto degli acquisti di
beni e servizi in Africa e
Oceania (14,5%), dovuta
alla rilevanza dell’estrazione
di minerali energetici e non
energetici, e una quota
rilevante di spesa in ricerca
e sviluppo nel Centro e sud
America (16,7%) e nel Nord
America (15,7%).
Settori e aree geografiche
Nel 2008 si rileva una
concentrazione significativa
delle imprese a controllo
nazionale nei Paesi Ue27
per le industrie conciarie
e della fabbricazione dei
prodotti in cuoio (88% del
totale addetti del settore),
per l’industria del legno,
carta, stampa e editoria
(77,9%), per l’informatica
e le attività connesse
(76,9%) e per la produzione
e distribuzione di energia
elettrica gas ed acqua
(71,7%). La presenza
delle affiliate italiane nel
Nord America è rilevante
nel settore immobiliare
(62,5% degli addetti del
settore), negli alberghi e
ristoranti (50,8%) e nel
commercio (27,9%). In
Centro e Sud America
le imprese a controllo
nazionale si concentrano
nella fabbricazione dei
mezzi di trasporto (40,5%),
nella fabbricazione di
articoli in gomma e materie
plastiche (29,6%) e nei
trasporti, magazzinaggio
e comunicazioni (25,2%).
Le multinazionali italiane
presenti in Asia si
concentrano soprattutto
nella fabbricazione di coke
e raffinerie di petrolio (35%
degli addetti del settore
all’estero), nella ricerca e
sviluppo (32,1%) e nella
fabbricazione di macchine
elettriche e apparecchiature
elettriche e ottiche (28,8%).
Si segnala, per l’Africa e
l’Oceania, una rilevante
presenza di controllate
italiane nei settori delle
costruzioni (26,9%) e
dell’estrazione di minerali
energetici e non energetici
(21,6%).
Esportazioni e costo del
lavoro
Le multinazionali italiane
impiegano le affiliate non
solo per vendere beni e
servizi nel Paese estero
di residenza, ma anche
come base per esportare
in altri Paesi, tra cui l’Italia.
Nel 2008, la quota di
esportazioni sul fatturato
complessivo delle affiliate
estere che realizzano attività
industriali è particolarmente
elevata nelle industrie
conciarie, fabbricazione
di prodotti in cuoio,
pelle e similari (82,4%),
nelle industrie tessili e
dell’abbigliamento (71,8%)
e nelle industrie del legno,
della carta, stampa ed
editoria (59,5%). Molto più
contenuta è la propensione
all’export delle affiliate
italiane all’estero attive nei
servizi. Le quote più ampie
di esportazioni sul fatturato
si rilevano per la ricerca e
sviluppo (35%), il noleggio
di macchinari e attrezzature
(28,6%) ed il commercio
(25,2%). Il costo del lavoro
pro capite delle affiliate
italiane risulta elevato
nei Paesi europei come il
Belgio (58,3 mila euro), la
Germania (50,1 mila euro)
e la Francia (50 mila euro),
mentre è particolarmente
contenuto in Cina (2,7 mila
euro), in India (3,6 mila
euro), in Romania (5,2 mila
euro) e nella Federazione
Russa (5,5 mila euro).
         
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