ai minimi, è consigliabile,
per chi ha già un mutuo o
sta valutando di richiederne
uno, cominciare a fare un
po’ di conti per non trovarsi
impreparati.
Chi ha già un mutuo a
tasso fisso non deve fare
valutazioni particolari: tasso
e rata non cambieranno
fino alla fine del mutuo. Se
invece si sta rimborsando
un mutuo a tasso variabile,
non ci si deve aspettare
un’improvvisa impennata
delle rate, ma si deve
ipotizzare che entro la fine
del 2011 i tassi potrebbero
essere più alti dello
0,50%. Per un mutuo da
100.000 euro, se acceso
di recente, ciò porterebbe
ad un aumento della rata
mensile tra i 20 ed i 30
euro. Se però il mutuo ha
una durata breve o lo si sta
pagando già da molti anni,
l’incremento delle rata sarà
molto più contenuto. In tal
caso si può considerare di
mantenere il proprio mutuo
a tasso variabile senza
temere rincari eccessivi.
Se invece la vita del
mutuo è ancora lunga, è
meglio calcolare già da
adesso l’importo che la
rata potrebbe raggiungere
con i tassi più alti di 2 o
anche 3 punti percentuali.
E’ solo una valutazione di
sicurezza, ma importante
per valutare come
prepararsi a sostenere rate
più alte, o per decidere se
ricorrere a una surroga per
cambiare mutuo e passare a
un tasso fisso (almeno fino
a che restano bassi come
ora).
L’operazione di surroga è a
costo zero, e permetterebbe
di passare a un tasso
fisso sotto il 5% (un livello
storicamente molto
contenuto) oppure a un
tasso variabile con cap rate
(tasso massimo garantito)
al 5,5%. Questo cambio
porterebbe, almeno per
qualche anno, delle rate
più alte rispetto al tasso
variabile attuale, ma con la
garanzia di essere protetti
da eventuali forti incrementi
dei tassi in futuro e sarebbe
più facile definire il costo del
mutuo anche in anni lontani.
Anche per chi il mutuo
sta pensando di farlo, le
valutazioni da fare sono
molto simili: il tasso variabile
puro è da consigliare solo