Perché salgono gli interessi
su prestiti e mutui
E’ consigliabile, per chi ha già un mutuo o pensa di richie-
derne uno, fare un po’ di conti per non trovarsi impreparati
L’allarme sul possibile
ritorno dell’inflazione ha
portato la Banca Centrale
Europea all’annuncio di un
possibile aumento del tasso
d’interesse della BCE nei
prossimi mesi. Tale tasso
d’interesse è fermo all’1%,
il suo minimo storico,
ormai da quasi due anni,
e l’intervento al rialzo lo
porterebbe prevedibilmente
all’1,25%. E’ probabile
che, perdurando l’attuale
situazione, nel corso
del 2011 la BCE possa
intervenire ulteriormente
sui tassi, per un aumento
complessivo nell’anno tra
lo 0,50% e lo 0,75%. In
tutti i casi, pare di poter
dire che ci si dirige verso
il definitivo abbandono
della stagione dei tassi ai
minimi storici, per entrare
in un periodo di graduale
e lenta risalita dei tassi
stessi. In Italia, nei giorni
successivi, si è aggiunto
a tale scenario anche
il dato di Banca d’Italia
sui tassi medi applicati a
gennaio sui mutui e sul
credito al consumo, in
aumento rispetto al mese
precedente: per il credito
al consumo si è passati
dall’8,33% all’8,78%, e per i
mutui dal 3,18% al 3,36%.
Sembrerebbe un’ulteriore
conferma delle tendenza
in atto sui tassi. In realtà,
considerando che si tratta
di tassi medi, vi sono anche
molti altri elementi che
concorrono a determinare
tali movimenti. Nel caso
dei prestiti alle famiglie,
infatti, i tassi d’interesse
variano molto a seconda
della finalità per la quale
si richiede il prestito:
sul sito PrestitiOnline.it,
per esempio, le migliori
offerte di finanziamento
per acquisto auto o
ristrutturazione casa (due
delle finalità più richieste)
partono da Taeg intorno al
6% - 6,5%, mentre finalità
più “rischiose” come la
liquidità o il consolidamento
debiti partono da Taeg
superiori al 10%. Il mercato
offre quindi ancora buone
prospettive di finanziamenti
a costi contenuti, a
patto di confrontare le
offerte e scegliere quelle
effettivamente migliori.
Stesso discorso per i
mutui: in parte l’aumento è
influenzato dall’andamento
dell’euribor, che in
gennaio è aumentato
di circa 0,10% rispetto
a dicembre. Ma anche
qui il tasso medio finale
dipende soprattutto dalla
composizione dell’erogato
tra tassi variabili e fissi.
Poiché questi ultimi sono
mediamente più elevati
di oltre il 2% rispetto ai
variabili, basta un leggero
aumento della quota di tassi
fissi nell’erogato mutui per
portare a un incremento
dei tassi medi molto
contenuto come quello di
+0,18% misurato a gennaio.
E proprio in gennaio
MutuiOnline.it ha registrato
una crescita dell’erogato
sui tassi fissi. Tuttavia,
sebbene lo stesso Trichet
abbia specificato che non
è prevista una serie di rialzi
ed i tassi siano ancora vicini
         
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