Accanto ai più severi
requisiti di capitale, vengono
infatti previsti da Basilea
3 anche nuovi vincoli
patrimoniali: Leverage ratio
(limite massimo al rapporto
tra attivo non ponderato
e patrimonio); Liquidity
Coverage Ratio (LCR), cioè
la capacità di ogni banca
di sopperire in autonomia
ad almeno 30 giorni di
liquidità e Net Stable
Funding Ratio (NSFR),
cioè l’equilibrio tra attivi
con scadenza superiore
all’anno e passività di
analoga scadenza. Tornano
cioè, in forma questa
volta indiretta, incentivi
alla specializzazione
delle banche e vincoli
regolamentari alla
trasformazione delle
scadenze. Sono tutte
risposte suggerite dalle
falle nel precedente
impianto di vigilanza che
la crisi ha brutalmente
rivelato, ma sono anche
risposte che rendono la
nuova regolamentazione
estremamente complessa e
tale da non facilitare affatto
la verifica dell’effettiva
solidità delle banche.
Sono anche misure che
imporranno vincoli stringenti
all’attività bancaria,
abbattendone drasticamente
la redditività e alimentando il
rischio di future innovazioni
elusive. Consapevoli di
questo, i regolatori hanno
diluito moltissimo i tempi
di applicazione delle
nuove normative: i nuovi
requisiti di capitale saranno
implementati gradualmente
per essere a regime solo
nel 2019; altri vincoli (LR,
LCR) verranno stabiliti solo
nel 2015, NSFR addirittura
nel 2018. Ovviamente nella
speranza che nessuna
nuova crisi intervenga
prima. Ma siamo sicuri che
non sarebbe stato meglio
ripartire dalle soluzioni degli
anni ‘30?
Mario Noera
Presidente AIAF
Associazione Italiana
Analisti Finanziari