Un volano tra le aziende
e i centri di ricerca
Il ruolo di Cestec nel processo di innovazione e trasferimento
tecnologico può portare a benefici per l’intero sistema
“Per un’impresa che voglia
rimanere sul mercato, oggi
è fondamentale centrare
il concetto di innovazione.
Con questa, non si intende
necessariamente qualcosa
di distruttivo, stravolgente,
radicale. L’innovazione
è il cambiamento di uno
status quo. Può e deve
essere anche un processo
incrementale che nasca
da una lettura intelligente
della realtà, quindi da quello
che la realtà domanda,
chiede. Deve nascere
come risposta a un bisogno
espresso di miglioramento”.
È ciò che afferma Paolo
Lamperti, Responsabile
Business Development di
Cestec Spa.
Gli ambiti di applicazione
di tale concetto nel
mondo delle imprese
sono molteplici, e
Cestec ne è la prova:
“occorre staccarsi dalla
logica “naif” per la quale
l’innovazione è campo
solo della tecnologia.
L’innovazione riguarda
piuttosto il know-how, le
idee, l’organizzazione,
i servizi, i processi, la
gestione della conoscenza.
Ma non sempre le aziende
hanno la possibilità di avere
all’interno un reparto di
ricerca e sviluppo in grado
di mettere a punto queste
soluzioni o maturare le
competenze necessarie”,
spiega Lamperti. E quindi
una scelta di outsourcing
consente loro di “guardare
oltre il perimetro della
casa” e vedere se esistono
soluzioni che possono fare
al caso loro. Soluzioni che
frequentemente vengono
studiate e sviluppate,
per esempio, dal mondo
accademico.
“E qui si pone un problema
diverso e complementare
- continua Lamperti -. Se
è vero che innovazione è
rispondere a un bisogno
che emerge, è vero anche
che spesso il rischio è
quello di voler “rispondere
a una domanda che non
si pone” e ciò provoca un
grosso dispendio di risorse
ed energie della collettività.
Quindi, innovazione fine
a se stessa, se non trova
riscontri nel mercato”.