tenuti da APCO o da altri
Enti qualificati;
• competenza specifica
in almeno una delle
Aree Professionali della
Consulenza di Direzione;
• competenze di
Management (pianificazione,
organizzazione,
implementazione,
coordinamento e controllo),
in una visione generalista e
sistemica del funzionamento
dell’azienda;
• conoscenza di lavoro
della lingua inglese;
• conoscenza e
applicazione della norma
UNI 10771 e UNI 11067;
• produzione di almeno
quattro evidenze oggettive
di interventi professionali
effettuati su almeno tre
clienti negli ultimi 24 mesi,
di cui almeno due negli
ultimi 12 mesi. Per evidenze
oggettive si intendono
dichiarazioni di clienti
che testimoniano il valore
percepito dell’intervento
consulenziale.
Come si vede, si tratta di
un processo articolato ed
esigente, che consente di
discriminare tra consulenti
realmente preparati, in
grado di dare valore al
cliente, e coloro che invece
si dichiarano consulenti
senza però un’adeguata
professionalità. La
dimensione individuale,
intesa come contributo
della singola persona,
sta assumendo un peso
crescente nel mercato
consulenziale: non è
antagonista di società o
marchi forti, ma li integra e,
se mai, li rafforza. Forme di
certificazione delle capacità
professionali, quali la CMC,
aprono anche il mercato a
nuovi player che sviluppano
idee o modelli innovativi di
relazione, in ultima analisi
facilitano ai clienti la scelta
del giusto consulente.
Voglio essere chiaro: la
certificazione CMC non
garantisce che il consulente
sia in assoluto la migliore
offerta del mercato o il
consulente più adatto
per quel cliente in quel
momento, ma
costituisce
un livello
minimo, una
garanzia che
il cliente sta
avendo a che
fare con un
consulente
comunque
preparato,
che
esercita la
consulenza
con un buon
grado di
qualificazione, e con la
giusta motivazione. La
certificazione diventa
quindi uno strumento di
identificazione di consulenti
qualificati, facilitando il
network fra colleghi e
diventando strumento di
marketing verso il mercato.
Crediamo quindi che la
certificazione CMC possa
essere un concreto aiuto,
per PMI e settore pubblico,
a relazionarsi con più
facilità con il mercato della
consulenza.
Marco Beltrami
Presidente APCO
(Associazione Professionale
Consulenti di Management)
e Associate Partner di IBM
Global Business Services