Da sovrappesare le azioni
e le obbligazioni aziendali
Secondo Swisscanto, sul fronte obbligazionario
i bond aziendali restano favoriti rispetto ai titoli di Stato
Stiamo assistendo a una
lotta epica che ambisce
sostanzialmente a stabilire
chi debba sostenere
l’onere principale delle
conseguenze della
crisi finanziaria: gli
obbligazionisti con tagli al
valore nominale del capitale
(haircut), i contribuenti dei
Paesi dell’Europa core e
del Nord Europa (ancora)
solvibili con un incremento
di tasse e imposte, o
i consumatori con un
massiccio aumento dei tassi
d’inflazione. L’adozione
di una o più di queste
strategie di soluzione è
imprescindibile, se si vuole
tenere sotto controllo la
crisi del debito sovrano
ed evitare di scivolare
completamente nel
baratro. Swisscanto crede
che le istanze politiche
in Europa punteranno
principalmente sul “rimedio”
dei trasferimenti, e che
non saranno comunque
riluttanti a inflazionare il
debito, ma che, con un
occhio al gradimento degli
elettori, seguiteranno anche
a percorrere la strada degli
haircut, i tagli forzati al
valore nominale del debito.
È importante comprendere
che, con tutta probabilità, le
sorti di questa battaglia per
la ripartizione degli oneri
non saranno decise in via
definitiva per molto tempo
ancora. Anche nel caso in
cui gli aiuti UE dovessero
essere incrementati in
maniera massiccia e i credit
spread dei Paesi periferici
in difficoltà si riducessero
di conseguenza in modo
significativo rispetto
alle nazioni stabili, la
questione della solvibilità
continuerebbe comunque
a creare scompiglio per
l’equilibrio dei mercati.
Se si affacciasse un
nuovo rallentamento della
crescita potrebbe essere
messo in dubbio perfino
il merito di credito di quei
Paesi centrali dell’Unione
europea su cui già grava il
fardello dei trasferimenti. È
impensabile che il problema
dell’accumulo e della
distribuzione dell’eccessiva
mole di debiti prodottisi nel
corso degli ultimi quindici

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