decadimento (default), che
misurano le nuove posizioni
in sofferenza, si sono invece
stabilizzati durante l’arco
del 2010, con un lieve
miglioramento alla fine del
III trimestre, attestandosi a
settembre 2010 intorno al
4% per quelli a 180 giorni,
e al 4,83% per quelli a 90
giorni. Quest’ultimo dato
potrebbe essere il preludio
a un’inversione di tendenza
nell’andamento degli indici
di rischio di credito delle
microimprese.
“L’analisi monografica
dell’Osservatorio è stata
focalizzata sulle misure
anticrisi a sostegno delle
imprese, quali i fondi
regionali per le garanzie e
la moratoria del debito per
le PMI - ha commentato
Davide Capuzzo, Analytics
Director di CRIF Decision
Solutions -. L’analisi non ha
evidenziato una relazione
forte tra lo sforzo compiuto
dalle singole regioni con
i fondi regionali per le
garanzie e le ricadute
sul territorio. Tale analisi
è risultata anche molto
complessa in quanto in
molte regioni del Centro e
del Mezzogiorno i Confidi
extra regionali rivestono un
ruolo non trascurabile. Dallo
studio sono emersi come
elementi certi il ruolo e la
crescita a livello nazionale
degli affidamenti garantiti da
Confidi, maggiore rispetto
a quelli privi di garanzia
(+2,1% contro -1,9% nel
2009), e il fatto che i piani
regionali prevedono nuovi
e crescenti stanziamenti
a favore del sistema delle
garanzie. Altre evidenze di
interesse confermano che le
pratiche garantite dai Confidi
presentano una maggiore
rischiosità rispetto a quelle
non garantite e una notevole
variabilità di performance
e qualità dei finanziamenti
tra un Confidi e l’altro.
Tale fenomeno rafforza
la necessità di valutare in
maniera robusta e puntuale
la solidità dei singoli Confidi,
in particolare andando a
rapportare il loro patrimonio
con il portafoglio garanzie
in essere (volumi, tipologia
garanzie, rischiosità del
portafoglio). Per quanto
riguarda invece le operazioni
coperte da moratoria -
intervento di sostegno
che è stato recentemente
prorogato - sono state
elaborate analisi sulla
base dei dati di EURISC,
il Sistema di Informazioni
Creditizie di CRIF, su un
campione rappresentativo
di imprese. In particolare,
ha fruito di tali agevolazioni
il 10,4% delle imprese con
finanziamenti attivi, di cui
il 4,7% solo su parte degli
affidamenti presenti nei loro
portafogli. Lo strumento è
maggiormente concentrato
tra le Società di Capitali e le
imprese con un portafoglio
di affidamenti parzialmente
coperto da moratoria
presentano un profilo di
rischio più elevato”.
L’analisi territoriale
A livello territoriale,
emerge come il lieve
miglioramento del clima
congiunturale sia stato
avvertito prevalentemente
dalle microimprese del Nord
Est e del Centro, mentre
nelle altre aree geografiche
del Paese è continuata la
flessione della propensione
a investire, risultata
particolarmente marcata nel
2010 per le microimprese
che operano nel Sud
Italia. Complessivamente,
nel 2010 sono stati i POE
del Nord Est e del Nord
Ovest a investire in misura
maggiore (circa il 27%
delle microimprese totali),
sebbene, in termini dinamici,
le imprese localizzate
nell’area nordoccidentale
del Paese, insieme a quelle
del Sud, abbiano rallentato
in maniera più marcata la
propensione a investire
rispetto all’anno precedente.
Per i POE del Nord Ovest

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