di ciò che chiedono le
organizzazioni (complesse
e non) al nuovo manager
si vede anche nel
cambiamento delle politiche
retributive. Si sta, cioè,
progressivamente passando
da un modello basato su
una meritocrazia orientata
all’individuo a una logica
d’impresa, che coniuga
dunque la meritocrazia
individuale con i più generali
obiettivi dell’azienda,
secondo principi di
sostenibilità ed eticità.
“Parlando ora delle
qualità, laddove prima si è
parlato di attitudini, che il
manager del cambiamento
deve necessariamente
possedere,
non importa per
quale tipo di
posizione
o in quale
settore, sono
senz’altro
cardinali
l’ottimo
background culturale e
professionale, arricchito da
una consolidata esperienza
all’estero, nonché la
determinazione e coerenza
con le scelte fatte” continua
Fontana.
Il manager di oggi deve
vantare insomma un
percorso ben strutturato
e consolidato. Le aziende
in questo momento di
attenzione massima ai costi
e agli investimenti mirati,
sono interessate a risorse di
assoluto spessore. In altre
parole, quando si investe
su risorse esterne la ricerca
si focalizza inevitabilmente
sul talento. Su quelle
figure, cioè, che devono
necessariamente possedere
skills “cucite su misura”
per quella determinata
azienda. Non basta
oggi essere dei
semplici talenti, ma
bisogna esserlo
per una specifica
cultura.
“Vorrei però
concludere con
un consiglio di
atteggiamento
rivolto a
qualsiasi
aspirante
manager,
non importa
in quale settore – afferma
Fontana -. Siamo una
nazione conservatrice e,
in periodi come questo,
i manager preferiscono
naturalmente non rischiare.
Un atteggiamento, questo,
senz’altro prudente, ma che
oggi non si addice a profili
professionali vincenti. È
questo infatti il momento
per essere proattivi,
soprattutto se l’obiettivo
è il rilancio della propria
carriera. Specie alla luce del
fatto che molte aziende si
stanno riorganizzando per
affrontare al meglio questo
cambiamento, intervenendo,
dove necessario, anche
a livello di corporate
governance. Il che significa
da una parte puntare sulle
risorse migliori e, dall’altra,
eliminare posizioni che
non fanno più parte del
core business. Si creano
dunque opportunità diverse,
perché mai come in questo
momento le imprese sono
pronte ad accogliere profili
che meglio corrispondono ai
loro nuovi obiettivi di breve
e medio termine, importanti
per costruire strategie
vincenti”.
Patrizia Fontana, partner di
Carter & Benson
         
Questo numero ti è offerto da
BusinessCommunity.it - Magazine - marzo 2011 | | | SOMMARIO| | | NOMI | | | ENGLISH