Il nuovo manager all’alba
del cambiamento
Figura sempre più strategica e meno tecnica, l’HR manager
deve saper gestire un team vincente
La recente e profonda
crisi recessiva che ha
colpito a livello globale le
economie ha comportato,
e sta comportando,
cambiamenti strutturali
all’interno delle imprese
stesse, che si trovano di
fronte alla necessità di
gestire il cambiamento. Ma
se questa necessità appare
inevitabile e necessaria,
è altrettanto vero che,
a oggi, solo una quota
minoritaria di organizzazioni
ha avviato il cambiamento.
Quello che però appare
chiaro fin da subito è che,
per gestire e supportare
questo processo, l’HR
Manager sta diventando
una figura sempre più
strategica. Dunque, una
figura di supporto al top
management nel processo
decisionale ed evolutivo
dell’impresa e dei manager,
con un’attenzione specifica
e rilevante ai temi del
change management e
delle risorse. Una figura
manageriale, infine, sempre
meno tecnica, che si pone e
deve porsi prospetticamente
come un allenatore che
gestisce il team, lo forma,
ne decide i ruoli e lo
motiva. Ma con quale
nuovo modello si deve oggi
confrontare il Responsabile
Risorse Umane? O meglio,
qual è il Profilo (l’uso della
maiuscola è voluto) meglio
in grado di traghettare
l’azienda nel mare (si
potrebbe, però, dire
oceano) del cambiamento?
“Un manager preparato,
coerente con la cultura
aziendale di appartenenza
e determinato nel
raggiungere gli obbiettivi
comuni – afferma Patrizia
Fontana, partner di
Carter & Benson, società
specializzata nell’executive
search - perché oggi la
coerenza è sempre di più
un fattore vincente nel
nuovo modello di impresa
che coinvolge le emozioni
ma anche la concretezza di
obiettivi e azioni.
Poi, visto che l’attuale crisi
economica obbliga un po’
tutti a una navigazione a
vista, è oggi richiesto un
manager con la capacità di
fronteggiare il cambiamento
con azioni significative che
tengano in considerazione
la vision sia di breve sia di
lungo termine”.
Un manager, inoltre, che
abbia nuove caratteristiche
quali variabile differenziante
come, per esempio, l’eticità.
“Altra caratteristica
importante è lo stile di
leadership – sostiene
Fontana -. Quello
carismatico, in questo
momento storico, cede il
posto a quello partecipativo.
Un leader partecipativo
è un manager che
riesce a trasmettere con
autorevolezza, senza
autorità, il proprio impulso
al raggiungimento di un
certo obbiettivo, costruendo
le basi affinché il gruppo di
lavoro possa conseguire
determinati risultati
sentendosi responsabile in
prima persona”.
E un riflesso molto
importante e significativo
         
Questo numero ti è offerto da
BusinessCommunity.it - Magazine - marzo 2011 | | | SOMMARIO| | | NOMI | | | ENGLISH