della forza lavoro. Per
esempio, qualche azienda
ha realizzato un asilo
aziendale, anche con
finanziamenti pubblici,
portando una ventata
di novità e di nuova
fidelizzazione delle persone
per il posto di lavoro e quindi
per il miglioramento dei
risultati aziendali.
Alla luce di questi aspetti,
ecco quindi che approntare
un budget credibile ed
efficace richiede da parte
del manager quest’anno
uno sforzo maggiore rispetto
agli anni precedenti, dove
la necessità di operare “in
trincea”, ha prevalso sulle
logiche di espansione. La
contingenza lo esigeva. Ma
oggi, occorre ragionare in
termini di espansione del
business. E qui, il processo
di razionalizzazione già
forzatamente affrontato,
deve essere ripensato
nuovamente. Infatti, in
una fase di ripresa non
consolidata, occorre
mantenere costante
lo sforzo dedicato al
mantenimento dei costi della
nostra struttura ma non
necessariamente pensare
che ogni intervento debba
significare una riduzione del
personale. Certo, bisogna
avere chiaro quali siano
le forze allocabili sui ricavi
previsti, ma per le persone
che dovessero liberarsi si
possono studiare alternative
di utilizzo all’interno per
nuove mansioni, per nuovi
sviluppi del nostro business,
per quelle “cose nuove” da
fare che possiamo ipotizzare
per i prossimi tre anni. Finita
questa parte, ogni voce di
costo va rivista in positivo,
con attenzione, per trovare
un 10% di risparmio a parità
di condizioni. Ricercare
efficienza è possibile e
bisogna farlo proprio in
questa occasione, con
determinazione, per trovare
nuove risorse da allocare
in maniera precisa per
nuovi investimenti.
Occorre quindi pensare
a tre anni, ma sulla base
di ipotesi di lavoro per
questo anno. Costruire sui
dati e le esperienze del
2010 è un modo di dare
e darci fiducia. Dobbiamo
riscoprire quella fantasia
tutta italiana che oggi
è particolarmente
necessaria non solo
per sopravvivere ma
anche per un trovare un
nuovo trend di crescita.
La fantasia, unita al
coraggio imprenditoriale
e a una rinnovata fiducia
nella capacità dei nostri
manager, deve farci
trovare quella frazione
di PIL in più che ci serve
per credere nel nostro
contributo a fare del 2011
il primo anno di un nuovo
ciclo economico, al di là
di tutte le difficoltà che
obbiettivamente ancora
esistono.
Michele Cimino
Presidente ADICO
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