raggiungere gli obiettivi di
questo anno e mettere il
cuore al di là delle barriere
che possono ancora
esistere. Questo perché non
possiamo più aspettare: i
nostri competitori sparsi nel
mondo e particolarmente
in certe aree, per
esempio Germania, Cina,
Brasile, pare abbiano già
individuato e imboccato
la strada della ripresa. Se
non ci muoviamo presto,
rischiamo di esserne tagliati
fuori. Quindi, coraggio:
cominciamo a vedere
bene cosa ci ha detto il
2010 nella nostra ottica
aziendale e prepariamo
due ipotesi di lavoro. Una
che preveda un 2011 con
un incremento del 5% dei
ricavi, e una seconda ipotesi
con un incremento dal 10
al 20%. Per sintesi, occorre
essere necessariamente
generici, perché queste
variabili devono essere
poi personalizzate sul
settore merceologico di
appartenenza dell’azienda.
Ovviamente, per stilare il
budget dei ricavi bisogna
avere prima ben chiaro
quale sia il portafoglio della
nostra offerta di prodotti
e servizi. Ecco quindi
un secondo esercizio
accessorio.
Rivediamo attentamente
i nostri prodotti e servizi
e la loro accettabilità del
mercato, cerchiamo di
studiare (anche via internet)
la rete dei nostri concorrenti,
ricordiamoci che il prezzo
non è la sola variante utile
alla valutazione. Qualità e
sostenibilità sono due fattori
differenzianti per migliorare
l’immagine dei nostri prodotti
e servizi. Sembrerà banale,
ma fare queste previsioni
con lo spirito di voler
incrementare le vendite,
essere consapevolmente
ottimisti e ritenere che una
buona parte di questi risultati
dipenda proprio da noi, può
fare di questa operazione
un momento importante
della nostra vita aziendale.
L’altro aspetto fondamentale
è che nel fare il budget
frequentemente si resta
legati a fattori collaterali
che si ritengono stabili, ma
tali possono non essere.
Parliamo di condizioni
ambientali lavorative,
dinamiche economiche,
rapporti interpersonali o
di collaborazione, attese
di sviluppo. Questo può
fuorviare e indurre in errore,
dando per scontato ciò che
scontato non è quasi mai.
Vediamo, per esempio,
l’innovazione tecnologica:
nel 2010 ci sono stati tanti
annunci di prodotti, servizi
nel settore dell’informatica,
nei settori dei processi,
nella logistica, per non
considerare anche tante
innovazioni o modifiche
legislative, oppure mutate
condizioni economico-
finanziario-politiche, senza
contare nuove alleanze
o M&A. Occorre quindi
interrogarsi anche su quante
di queste novità impattano
il nostro business: come
tenerne conto facendo
il nuovo budget? Anche
questo può essere un fattore
da valutare e da tenere in
considerazione, e da non
rinviare perché pensiamo
di non poter fare sostanziali
modifiche alla struttura
aziendale. Valutare queste
ipotesi però è importante
nell’ottica del fondamentale
piano triennale. Così come
la motivazione delle nostre
risorse umane: perché non
fare un budget allocando
risorse alla formazione, allo
sviluppo delle competenze
interne e alle iniziative
nell’ambiente di lavoro, per
incrementare la coesione
interna? Sono fattori che
hanno un ritorno in termini
di rapporto costi/benefici
che frequentemente va al
di là del semplice conto
economico, e che impatta
in misura significativa
sulle performance

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