una visione molto più ampia
e, soprattutto, più “olistica”.
A essere all’avanguardia
nella Business Continuity
intesa come leva strategica
sono, manco a dirlo, i
Paesi anglosassoni, dove
la tradizione organizzativa
aziendale è più radicata.
Nasce nel Regno
Unito, e da lì si diffonde
poi nel mondo, la più
autorevole organizzazione
internazionale che si occupa
di continuità operativa, il
Business Continuity Insititute
(www.thebci.org). Fondato
nel 1994, il BCI conta oggi
più di 5.000 membri in 90
Paesi. Missione dell’istituto
è promuovere il Business
Continuity Management,
quindi la gestione strutturata
della continuità operativa,
sia presso i singoli
professionisti sia presso le
aziende. Per queste ultime
è previsto un programma
di partnership, mentre per i
professionisti (sia consulenti,
sia manager aziendali con
responsabilità di Business
Continuity) esiste un
programma di certificazioni
che possono essere
ottenute dopo un accurato
training e un severo esame.
In particolare, il BCI negli
ultimi anni ha realizzato
un complesso lavoro
di sistematizzazione di
legislazioni, regolamenti,
standard e linee guida di
riferimento per la continuità
operativa. Il risultato è
un documento di oltre 50
pagine che lista, Paese per
Paese, le norme applicabili.
Alcuni riferimenti, infatti,
sono comuni a livello
internazionale, primo fra
tutti lo standard BS 25999
realizzato dal British
Standard Institute, mentre le
legislazioni sono ovviamente
nazionali.
La situazione italiana
E se, sempre nel Regno
Unito, esiste una legge che
obbliga tutti gli enti pubblici
e le principali aziende a
predisporre un piano di
continuità operativa, la
pagina dedicata all’Italia nel
documento del BCI appare
desolatamente vuota, a
parte un riferimento per il
sistema bancario. E questo
nonostante il nostro sia
un paese notoriamente
esposto a diversi rischi, per
esempio quello sismico.
“La particolare lentezza e
difficoltà a riprendere le
attività produttive dopo il
terremoto dell’anno scorso
in Abruzzo – commenta
Luigi Corsaro, Presidente
della sezione italiana del
BCI – dimostra come nel
nostro Paese manchi
ancora un corretto approccio
alle problematiche della
continuità operativa. Una
carenza che si ripercuote
in maniera devastante
sull’intera realtà socio-
economica. La continuità
operativa non è solamente
un problema di reputation,
o al limite di business: è
un problema di efficienza e
di competitività dell’intero
Sistema-Paese”.
Molti ricordano le polemiche
seguite al sisma: sebbene il
singolo evento rimanga in sé
imprevedibile, la probabilità
che si verificasse era stata
largamente pronosticata in
anticipo e alcune misure si
sarebbero potute prendere.
Un esempio che chiarisce
perfettamente il senso
del Business Continuity
Management: se da un
         
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