Se il business deve continuare
qualunque cosa accada
La continuità operativa è un asset strategico che riguarda gli
obiettivi di business di un’azienda e la sua sopravvivenza
Business continuity. Per
la maggior parte degli
executive, è sinonimo
di disaster recovery:
ovvero, sostanzialmente,
garantire il funzionamento
senza interruzioni dei
sistemi informatici. Eppure
il termine “business”
dovrebbe mettere
sull’avviso, perché nella
continuità operativa c’è
molto di più. La definizione
accademica parla di
“capacità dell’azienda di
continuare a esercitare
le proprie attività a fronte
di eventi catastrofici che
possano colpirla” (il corsivo
è nostro). Ora, a parte
la sfumatura vagamente
iettatoria, il “catastrofico”
vorrebbe tradurre l’inglese
disaster, dando l’idea di
potenziali eventi dannosi
per l’azienda che possono
andare molto al di là della
banale caduta di un server.
Dalla calamità naturale
allo sciopero a oltranza,
passando per un’improvvisa
mancanza di energia
(ricordate il blackout
che colpì l’intera Italia
qualche anno fa?) fino,
certamente, alla caduta dei
sistemi informatici, tutto
può essere “disastro”. E
causare all’azienda danni
produttivi, finanziari, legali,
di immagine. Ecco perché
il problema della Business
Continuity dovrebbe essere
considerato in ogni azienda
come un aspetto strategico
da valutare ai più alti livelli
di management e un piano
di continuità operativa –
un Business Continuity
Plan (BCP) – dovrebbe
fare parte della strategia
aziendale complessiva di
qualsiasi impresa.
Pensare in modo strutturato
Ma in che cosa consiste
un piano di continuità
operativa? Si tratta, in
sostanza, di un processo
globale di pianificazione
che identifica i pericoli
potenziali che minacciano
l’organizzazione. Il piano
deve inoltre fornire delle
linee guida che aumentino
la capacità di risposta e
la cosiddetta “resilienza”,
intesa come la capacità
di un sistema di adattarsi
alle condizioni e resistere
in modo da garantire la
disponibilità dei servizi.
In particolare, il BCP
costituisce un piano
logistico finalizzato a
documentare il modo in
cui un’organizzazione,
dopo un disastro o un
grave danno, può far
tornare operative le sue
funzioni critiche entro un
predeterminato periodo di
tempo. Nelle organizzazioni
che gestiscono la Business
Continuity in maniera
ancora più strutturata,
il BCP si integra con il
processo organizzativo
attraverso il quale si cerca
di ridurre il rischio operativo
(risk management) e con
quello di gestione delle crisi
(crisis management). In
questo quadro il disaster
recovery in senso stretto,
riferito al ripristino delle
funzionalità dei sistemi
informatici, pur rimanendo
centrale è solo un aspetto di
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