televisivi singolarmente,
senza retrocedere nulla
alle altre squadre. Prima,
anche noi vendevamo i diritti
in modo soggettivo, ma
retrocedevamo il 19% alla
squadra ospitata. C’è quindi
sempre stata una sorta di
mutualità. Su un contratto
da 100 milioni di euro di
diritti televisivi, la quota
era di 19 milioni: una cifra
con cui si acquista un fior
di giocatore. Un giocatore
che, per esempio, il Real
Madrid ha e che noi non
possiamo più avere. Un
terzo aspetto riguarda lo
stadio. Noi ci confrontiamo
con le principali realtà
europee, Inghilterra,
Spagna e Germania, in cui
le squadre più importanti
sono proprietarie degli
stadi. Una differenza che
sembra marginale, ma non
lo è. Basta confrontare
i bilanci di Real Madrid,
Barcellona, delle principali
squadre inglesi e tedesche,
con quelli dei maggiori club
italiani, e si può rilevare che
la differenza non è tanto
nelle sponsorizzazioni o nei
diritti TV, quanto nei ricavi
che si generano allo stadio.
Ecco perché è importante
per noi portare San Siro
a livello di eccellenza,
riuscendo a sviluppare
delle nuove aree di entrata,
dei nuovi item di entrata,
nuovi business. Museo,
merchandising e food
and beverage dovranno
incrementare le attività
svolte nello stadio. Si pensi
a ciò che San Siro potrebbe
diventare se, in occasione
di una partita, un padre
potesse venire con suo
figlio, fargli vedere il museo
prima della gara, mangiare
dentro lo stadio, o mangiare
guardando la partita seduti
al ristorante. Quest’ultima
opzione magari costerà
un po’ di più, ma una volta
tanto, può rappresentare
una bella soddisfazione.
Senza contare che il
ristorante può interagire con
gli sponsor, rappresentando
un’ulteriore possibilità. Va
ricordato che ci sono voluti
oltre 10 anni solamente per
poter avere il
gas da cucina
all’interno dello
stadio per i punti
di ristoro. Senza
contare che da
noi non si può
vendere la birra,
la bevanda
del tifoso
internazionale
per eccellenza.
Per fare un
esempio: lo
Shalke 04 ha
un introito di 10
milioni di euro l’anno solo
dalla birra. Chiaro che in
Germania il consumo pro
capite è maggiore che da
noi, ma la cifra sarebbe
importante lo stesso. Qui
da noi attualmente fare
business è difficile se
non impossibile. Il nodo
centrale è: daranno o no i
permessi? Ma il problema
locale (Regione-Provincia-
Comune) deriva da un
problema nazionale.
Ritornando al discorso
della vendita della birra,
tanto per esemplificare,
ancora oggi negli stadi che
hanno ospitato i Mondiali
del 1990, e per le partite di
Champions League, non si
può vendere, mentre negli
altri sì. Regola che però
non vale per i concerti e altri
eventi non sportivi.
BusinessCommunity.it - Magazine - Dicembre 2010 | | | SOMMARIO | | | ENGLISH