dal gradimento del
giocatore. Prendiamo
in esame unicamente
l’aspetto economico, e
non quello tecnico. È
noto che il giocatore deve
porre la sua firma sul
contratto per acconsentire
al trasferimento a un’altra
società. A parità di
emolumenti, il calciatore
sceglie la società e la sua
organizzazione. Oltre a
questo vi sono naturalmente
il progetto, la solidità dal
punto di vista sportivo della
società e il suo brand. I
giocatori, potendo scegliere,
vanno dove hanno maggior
probabilità di vincere e
più visibilità. Real Madrid,
Milan o Manchester United,
per fare qualche esempio:
sono squadre alle quali
loro per primi vogliono
andare. È completamente
diverso l’approccio: se
sono nel Milan, non vado
al Manchester City. E’ vero
il contrario. Le distorsioni
si hanno quando certi
campioni pensano di essere
loro stessi la società. A quel
punto qualcosa si rompe,
poiché esiste una società,
con un imprenditore serio
alle spalle, che vanno
rispettati. È la società che
ti mette in condizione di
essere un campione. È la
società che ti consente di
fare il gol. O, comunque, ti
consente di fare un gol che
vedono in tutto il mondo,
che alimenta anche la tua
notorietà. È altrettanto vero
che la notorietà della società
e il suo brand, girano per il
mondo perchè il giocatore fa
il gol.
Si legge frequentemente
sui giornali di squadre
di calcio in forte deficit,
concetto estendibile a tutto il
movimento italiano. Perchè
è così difficile contenere le
perdite?
Stiamo andando incontro
al fair play finanziario.
Purtroppo, in Italia abbiamo
delle leggi che vanno nella
direzione diametralmente
opposta. Siamo andati verso
la negoziazione collettiva dei
diritti televisivi, a differenza
della Spagna, che è il nostro
principale competitor. Anzi,
di fatto, solo Barcellona e
Real Madrid, poiché il resto
delle squadre sono in crisi
profonda. Real Madrid e
Barcellona hanno anche
una diversa modalità di
vendita di abbonamenti,
in abbinata con quote
sociali, con un azionariato
diffuso. Quindi, quando si
vende un abbonamento,
il suo prezzo è più alto in
quanto l’abbonato diventa
anche socio. Ed è già
come se preventivamente
contribuisse a ripianare
le perdite. Una voce
importante del fatturato.
Il secondo fattore di
differenza tra noi italiani
e le squadre spagnole è
che loro vendono i diritti
         
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