capacità del sistema di far
fronte a una quota crescente
di produzione di energia
da fonti, come il vento e il
sole, per loro natura non
programmabili e quindi non
modulabile a seconda del
fabbisogno. Al momento
tale flessibilità è assicurata
dai produttori da fonti
tradizionali, che gestiscono
la produzione dei propri
impianti per compensare le
oscillazioni della produzione
da fonti rinnovabili
non programmabili. È
difficile immaginare che
questo meccanismo,
che comporta oneri non
trascurabili per i produttori
da fonti tradizionali, possa
continuare inalterato
a fronte della crescita
percentuale degli impianti
da fonti rinnovabili non
programmabili. Ci si chiede
infine, fino a che punto la
scelta di ritorno al nucleare
operata dal governo
nell’ambito della strategia
per centrare gli obiettivi
comunitari di contenimento
delle emissioni entro il 2020,
possa impattare nel lungo
periodo e sottrarre risorse
all’incentivazione delle
rinnovabili.
Simone Monesi
Partner dello studio legale
Latham & Watkins,
studio legale internazionale
con più di 2.000 avvocati in
30 uffici.
In Italia è presente con
gli uffici di Milano e
Roma, con 11 Partner e
29 professionisti. Tra i
principali ambiti di attività
Restructuring, Banking,
Finance, Capital Markets,
M&A, Private Equity,
Antitrust&Competition
UE, Project finance, Real
Estate, Energy e Diritto
amministrativo.
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