a dura prova la capacità dei
gestori della rete chiamati a
farvi fronte.
La crescita del settore
è poi ostacolata da
un quadro normativo
sull’autorizzazione di nuovi
impianti che è ancora molto
frammentario ed eterogeneo
a livello locale (regionale,
comunale e provinciale).
Le difficoltà imposte dal
quadro normativo sono
state inasprite dai numerosi
recenti interventi della Corte
Costituzionale che, chiamata
a definire i confini della
competenza concorrente di
Stato e Regioni in materia
di installazione di nuovi
impianti da fonti rinnovabili,
è intervenuta censurando
talune norme regionali in
base alle quali erano stati
autorizzati numerosissimi
interventi. Ci si attende ora
una semplificazione con
l’adozione della normativa
regionale di recepimento
di linee guida omogenee
per l’autorizzazione degli
impianti pubblicate a
settembre di quest’anno,
ovvero dalla loro
applicazione diretta a
partire da gennaio dell’anno
prossimo.
Assistiamo poi a un
sempre maggiore rigore
nella concessione delle
autorizzazioni di nuovi
impianti e dei relativi
diritti di connessione, per
contrastare il fenomeno
dei progetti che rimangono
“sulla carta” e sono oggetto
di continue cessioni a fini
speculativi, senza che
intervengano soggetti che
hanno realmente le capacità
finanziarie per realizzarli.
Con riferimento alle fonti
rinnovabili diverse dal
fotovoltaico, attualmente
incentivate con il
sistema dei certificati
verdi, c’è grande
dibattito intorno al
decreto legislativo - il cui
testo è in discussione
da parte del Consiglio
dei Ministri – che
verosimilmente recepirà
la Direttiva EU 2009/28
riformando radicalmente
l’attuale sistema
tramite il phasing out
dei certificati verdi e la
loro sostituzione con
un sistema di tariffe
incentivanti.
Nel più lungo
periodo, la crescita
del settore
dipenderà da
come saranno
affrontati
e risolti
alcuni nodi
fondamentali
di politica
energetica
e alcuni vincoli tecnici e
infrastrutturali. Ci si chiede,
per esempio, se e fino
a che punto le esigenze
di supportare la crescita
delle fonti rinnovabili, con il
conseguente impatto sulla
bolletta (già oggi tra le più
care d’Europa), dovranno
cedere il passo all’esigenza
di sostenere il sistema
industriale in un periodo di
crisi. Altro tema di fondo è la
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