Real Estate: segnali positivi per
il 2011, ma occorre cautela
Per REAG, probabilmente una vera ripresa a volumi e valori
ci sarà nel secondo semestre ma sarà lenta e discontinua
Le prospettive per il
settore immobiliare sono
indissolubilmente legate
all’evoluzione del quadro
macroeconomico: nel
corso degli ultimi 2 anni
questo legame è stato
più che mai messo in
luce e gli andamenti
dell’economia mondiale si
sono riflessi sul trend del
mercato immobiliare nella
maggior parte dei Paesi.
“Da ottobre 2009 fino
all’estate 2010 - afferma
Leo Civelli, Amministratore
Delegato di REAG - si sono
registrati numerosi segnali
positivi, ma l’eccessivo
debito pubblico di molti
Paesi e l’incertezza dei
corsi azionari che ne è
conseguita hanno allungato
i tempi di uscita dalla
crisi economica. Una
possibile fine della crisi
del settore immobiliare si
avrà solamente quando
si avvertirà una decisa
ripresa dell’economia.
Fino a quando gli
indicatori economici non si
stabilizzeranno sul segno
positivo almeno per 2
semestri consecutivi, non
si potrà dire che la crisi
sia finita. Probabilmente
una vera ripresa ci sarà
nel secondo semestre del
prossimo anno mentre
per ritornare ai livelli del
2007 in termini di volumi di
scambi e di prezzi si dovrà
aspettare il 2015. La ripresa
ci sarà ma sarà lenta e
discontinua”.
Secondo
i dati
dell’Ufficio
Studi di
REAG, in
Italia la
contrazione
dei prezzi
degli immobili
è stata meno
marcata
rispetto
a quanto
avvenuto
nel resto
d’Europa
o negli
Stati Uniti,
grazie alle
famiglie che
continuano a essere poco
indebitate, in grado di
aumentare la propensione
al risparmio anche se a
discapito dei consumi e
a ritenere solido e sicuro
l’investimento immobiliare,
specialmente ma non
solo in abitazioni. Il livello
di indebitamento delle
famiglie italiane (61% del
reddito disponibile lordo)
         
BusinessCommunity.it - Magazine - Dicembre 2010 | | | SOMMARIO | | | ENGLISH