1) Abbiamo proseguito
nella nostra direzione,
quella dell’eco-
sostenibililtà. Per
Mapei non è non
è una tematica “di
moda”. L’azienda da
sempre lavora con
molta determinazione
in questa direzione, in
anticipo sui parametri
stabiliti dal Protocollo
di Kyoto. Per noi è
sempre stata una
questione di stile.
Mapei investe due
terzi circa del budget
ricerca (circa 60 milioni di euro all’anno)
in Ricerca e Sviluppo di prodotti e sistemi
sempre più compatibili con l’uomo e con
l’ambiente. Uno degli obiettivi raggiunti è
l’azzeramento quasi completo dell’impiego
di solventi nocivi: oltre che un motivo di
orgoglio, un forte stimolo alla ricerca.
2) La sfida sarà sulla verificabilità delle
certificazioni. Restando in tema di
ambiente e sostenibilità,
noi come Gruppo siamo
a favore solo di quelle
certificazioni rilasciate da
istituti seri, riconosciuti
internazionalmente,
tramite procedure
consolidate e accettate a
livello internazionale. Sono
fermamente convinto che
gli sforzi delle aziende
nella direzione della
sostenibilità devono
essere portati avanti
con serietà e certificati
in modo trasparente. Le
parole in questo campo
non valgono nulla, tenendo conto che la
tendenza per il prossimo futuro rimane
quella di continuare ad investire nella
Ricerca e Sviluppo di prodotti che siano
sempre più eco-compatibili nel rispetto
delle più severe normative internazionali.
Giorgio Squinzi, Amministratore Unico di
Mapei
scherzava affatto, anzi!),
ha incontrato così tanto
consenso da costringerci
a dover “ricalibrare” il tutto
più volte già durante il primo
anno.
Ciò ha comportato anche
scelte tecnologiche
differenti.
L’idea originaria prevedeva
un ampio uso del web e
dell’interattività, con il fine
di creare una comunità di
manager e imprenditori
che si confrontasse. Dal
primo numero, invece, è
risultato preponderante
l’uso dei dispositivi mobili
per la consultazione dei
contenuti. Questo ha
comportato per noi una
piccola retromarcia per
ottimizzare la piattaforma,
e si è giunti, poco alla
volta, alla configurazione
attuale, fruibile facilmente
dai nuovi dispositivi tablet
come l’iPad, ma anche
da tutti gli smartphone di
ultimissima generazione. Un
lettore, scherzando, ci ha
scritto che “se la lavatrice
avesse internet, Business
Community si vedrebbe
anche dall’oblò”.
Non abbiamo creato,
per scelta filosofica,
un’applicazione per i
vari modelli di strumenti
mobile, le famigerate Apps
di cui oggi si parla tanto,
ma abbiamo preferito
         
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