1) Il 2010 è stato per Fiera
Milano un anno difficile,
in cui abbiamo dovuto
prendere decisioni importanti
per rilanciare l’azienda,
decisioni di portata senza
precedenti nella nostra
storia. L’abbiamo affrontata
con interventi severi ma
necessari di riorganizzazione
e taglio dei costi. L’attività
“organizzazione di mostre” è stata
completamente ripensata, concentrando in
un’unica società (Fiera Milano Rassegne)
quanto sviluppato in precedenza da tre
controllate. La funzione di marketing è
stata significativamente rafforzata. I servizi
agli espositori e ai visitatori sono stati
affinati. L’attività svolta all’estero è stata
estesa. Contemporaneamente abbiamo
razionalizzato e ridotto i costi operativi, a
cominciare da quello del personale che
incide in misura particolarmente rilevante
sulla nostra gestione. Ciò ha comportato
purtroppo la cassa integrazione per
80 persone. Si è trattato per me di una
delle più sofferte decisioni della mia vita
professionale. Ma sono certo che questi
sacrifici abbiano posto solide basi per il
futuro e ci consentiranno di agganciare la
ripresa – quando di concretizzerà – nelle
migliori condizioni.
2) Vedo due sfide: completare la
rivoluzione culturale dell’azienda
e accelerare i processi di
internazionalizzazione, essendo oggi
condizione imprescindibile di crescita nel
lungo termine. Il riferimento
alla “rivoluzione culturale”
deve essere spiegato. Il
comparto fieristico fino a non
molti anni fa era in Italia – e
non solo da noi – un settore
protetto, strutturato in forma
oligopolistica. Oggi questo non
è più vero e la concorrenza
anche qui detta le regole del
gioco. Inoltre, la disponibilità
di spazi espositivi ampi e qualificati non è
più un fattore competitivo determinante,
poiché il mercato soffre da tempo di un
eccesso di offerta di metri quadrati. La
combinazione di questi fattori ha spostato
l’attenzione sui servizi forniti alle aziende
dalle fiere e sull’efficacia delle azioni
del marketing, costringendo noi tutti ad
un cambiamento epocale di mentalità.
A comportarci non come enti, ma come
aziende. Si tratta di un processo evolutivo
complesso, che implica un aggiornamento
di professionalità, modalità operative e
atteggiamenti mentali: una vera e propria
rivoluzione culturale, che Fiera Milano –
ovvero l’unica società fieristica quotata
in Italia – è, se possibile, ancor più di
altri costretta ad affrontare. Lo stiamo
facendo, ma il lavoro non è finito. C’è
poi l’internazionalizzazione. Dopo aver
creato con la Fiera di Hannover due
società in Cina e in India che organizzano
mostre professionali, ci apprestiamo ora a
sbarcare in Brasile. Ma non ci fermeremo
qui.
Enrico Pazzali - AD di FieraMilano
Il successo di Business
Community è stato, per
noi che l’abbiamo vissuto,
qualcosa di incredibile. Un
progetto nato quasi per
gioco (anche se non si
         
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