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   numero di Giugno2013
Finanza e investimenti

Perché aumenta la volatilita’? Come comportarsi?
Koesterich (BlackRock): Più che la stretta monetaria nel breve termine della Fed, gli investitori dovranno temere maggiormente il rallentamento della crescita economica

I mercati finanziari sono stati recentemente interessati da un aumento della volatilità dato che gli investitori hanno continuato a focalizzare l'attenzione sui segnali di indebolimento della crescita statunitense e sulle prossime mosse della Federal Reserve. L'indice VIX (che misura la volatilità dei listini) è salito a fine maggio di oltre 15 punti la scorsa settimana – un valore ancora molto basso per gli standard storici, ma superiore allo scorso aprile.
Il rallentamento della crescita aumenta i timori degli investitori. I dati USA delle scorse settimane sono risultati ancora al di sotto delle attese, dato che sono aumentate più del previsto le richieste dei sussidi dei disoccupati. Inoltre, il settore manifatturiero ha mostrato un più forte indebolimento. Alcuni tra i più importanti indicatori economici chiave, infine, hanno segnato un andamento al ribasso, come ad esempio l'indice Chicago Fed National Activity (in forte calo in aprile).
Il rallentamento della crescita non riguarda tuttavia solo gli Stati Uniti. La maggior parte delle economie stanno rallentando a livello mondiale, fatta eccezione per il Giappone. L'Europa è in recessione, con un tasso di disoccupazione superiore al 12% e l'outlook della regione rimane incerto. Anche i mercati emergenti stanno mostrando i segnali di indebolimento, come evidenzia l'annuncio dell'India della scorsa settimana di un secondo trimestre consecutivo di crescita al di sotto del 5% - un calo forte contro le stime recenti di crescita intorno al 10%.
I timori degli investitori circa una possibile stretta della Fed appaiono prematuri. Questo fattore ha certamente contributo al rialzo della volatilità. Anche se è comprensibile che la Fed debba prima o poi ridurre parte delle sue politiche accomodanti, l'intervento in questo senso non sarà imminente.
Oltre al rallentamento della crescita, segnalato dalla maggior parte degli indicatori economici, anche l'inflazione sta scendendo. I dati recenti hanno mostrato che l'indice della spesa personale in consumi continua ad aggirarsi intorno all'1%, la metà rispetto al livello target della Fed del 2% per l'inflazione. Con l'inflazione bassa e i dati economici deboli, è difficile immaginare il motivo per cui la Fed dovrebbe affrettarsi ad eliminare la politica monetaria accomodante.
Secondo noi, più che la stretta monetaria nel breve termine della Fed, gli investitori dovranno temere maggiormente il rallentamento della crescita economica. Non è prevista un'ulteriore recessione degli Stati Uniti ma la crescita si deteriorerà nel secondo trimestre e probabilmente anche nel terzo trimestre. E l'indebolimento della crescita indica un aumento della volatilità del mercato.

Il fattore positivo del rallentamento della crescita, tuttavia, è che l'intervento in materia di politica monetaria sarà rimandato alla fine del 2013 o all'inizio del 2014. Dal punto di vista degli investimenti, la politica monetaria espansiva contribuirà a mitigare il ribasso dei titoli causato dal rallentamento della crescita. Nel breve termine, anche in presenza di un aumento della volatilità, continuiamo a consigliare una posizione di sovrappeso delle azioni rispetto alle obbligazioni.

Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock



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