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   numero di Giugno2013
Finanza e investimenti

Bassa inflazione: l’allentamento monetario sostiene il rialzo delle azioni
Hechler-Fayd'herbe (Credit Suisse): Azioni, titoli di credito, hedge fund e settore immobiliare in gran parte degli USA e in parti dell’Europa e dell’Asia saranno quelli più avvantaggiati

A cinque mesi dall’inizio dell’anno, si evince che l’allentamento quantitativo sta mostrando da ultimo risultati concreti. Ciò si manifesta quando le relazioni convenzionali tra tassi d’interesse e valutazioni obbligazionarie e azionarie tornano al centro dell’attenzione nella meccanica dei mercati finanziari e nelle menti degli investitori. Due elementi sono decisivi nel determinare il grado e la minaccia dei rischi correlati ai tassi d’interesse per i prezzi degli asset. Uno è se il miglioramento dei dati economici coincide con il rialzo delle previsioni sull’inflazione, sfociando pertanto in previsioni sui tassi d’interesse in rapida ascesa. La cosa importante è che questo non è il caso dei Paesi più sviluppati. Negli USA, l’inflazione poco elevata consentirà all’uscita della Fed di essere lenta, e i tassi a livello globale resteranno bassi per un periodo di tempo prolungato. Il secondo è lo spazio di manovra ancora presente per le valutazioni degli asset per quanto riguarda i sostegni fondamentali. Le valutazioni economiche consentiranno di assorbire meglio le fluttuazioni dei tassi d’interesse anche a fronte di un miglioramento delle prospettive economiche e degli utili. Riteniamo che le valutazioni delle azioni rimangano più interessanti di quelle delle obbligazioni. Manteniamo pertanto il nostro focus strategico sulle azioni, e tenderemmo a fare un ingresso più consistente sui mercati con una valutazione attraente in fasi di temporanee battute d’arresto.

Reddito fisso: i titoli di credito continuano a godere di un sostegno, duration poco attraente
Negli ultimi mesi i tre mercati dei titoli di stato che si sono costantemente distinti con rendimenti ben lontani dai (al di sotto dei) rispettivi valori equi stimati sono stati i titoli di stato giapponesi (JGB), i bund tedeschi e i titoli della Confederazione. Di conseguenza, evidenziano la vulnerabilità maggiore in assoluto per una correzione. Il rialzo dei rendimenti dei JGB ne è una controprova, sebbene non riteniamo che siano ancora probabili grandi correzioni da questo livello nei prossimi 6–12 mesi. I bund, pur avendo una valutazione elevata, continuano a trarre vantaggio dalla possibilità che la BCE possa diminuire ulteriormente i tassi. I rendimenti dei titoli della Confederazione, di contro, potrebbero essere i prossimi a evidenziare una correzione al rialzo per avvicinarsi al valore equo. A fronte di un ridimensionamento dei rischi sistemici, l’attrattiva degli asset svizzeri non remunerativi è diminuita e si possono prevedere dei deflussi in alternative con migliori rendimenti. I titoli di credito restano favoriti nell’ambito della classe del reddito fisso. Raccomandiamo per lo più una selezione di obbligazioni bancarie, corporate e dei mercati emergenti con scadenze brevi-medie.

Azioni: quadro favorevole; titoli ciclici con un potenziale di recupero
Nell’ambito delle azioni, ribadiamo le nostre attuali posizioni sovrappesate negli USA e in Giappone. Ulteriori marcati rialzi dei rendimenti obbligazionari in Giappone dai livelli attuali sembrano improbabili e pertanto appare contenuta la minaccia per i titoli giapponesi. Le valutazioni sono interessanti e le prospettive sugli utili hanno evidenziato un deciso miglioramento per le società giapponesi per via dell’indebolimento del JPY. Negli USA, le valutazioni sono più elevate, ma la politica monetaria e i flussi degli investitori dovrebbero continuare a fornire un grande sostegno. In Svizzera, il rialzo dei rendimenti obbligazionari potrebbe essere dannoso, ma se dovesse coincidere con un CHF leggermente più debole, il ribasso potrebbe essere piuttosto limitato. Anche così, il mercato svizzero piuttosto difensivo potrebbe cominciare a evidenziare un’underperformance dopo i primi cinque mesi solidi. Di fatto, da un punto di vista settoriale, i titoli ciclici hanno cominciato a evidenziare una performance migliore dei difensivi nel mese scorso. Ma, a nostro giudizio, l’underperformance dei titoli ciclici da inizio anno lascia spazio per un ulteriore recupero. L’investimento in dividendi resta un modo valido per gli investitori in proxy obbligazionari più avversi al rischio per acquisire un’esposizione verso i mercati azionari.

Investimenti alternativi: prospettive neutrali per le commodity; favoriti hedge fund e settore immobiliare
Abbiamo rivisto le nostre prospettive strategiche per le commodity nel complesso, passando a neutrali. La domanda per le materie prime sta crescendo moderatamente, ma alcuni settori hanno evidenziato ulteriori forniture. È emersa una capacità di produzione di riserva, il che suggerisce che la pressione al rialzo per i prezzi di questa classe d’investimento dovrebbe restare limitata. Per quanto riguarda l’oro, riteniamo che stiano venendo meno importanti driver per la performance, come la ricerca di protezione da una generale catastrofe finanziaria, mentre le previsioni di un’inflazione in rialzo non si materializzano poiché i rendimenti reali non calano ulteriormente. Ma non prevediamo che a ciò faccia verosimilmente seguito un vero e proprio mercato ribassista fintantoché i rendimenti reali non registreranno chiaramente un rialzo. Hedge fund e settore immobiliare offrono opportunità migliori, a nostro giudizio, e rimangono i nostri investimenti alternativi favoriti.


Valute: GBP e AUD a rischio di un ulteriore indebolimento
Con ogni probabilità il cambio EUR/USD resterà nel suo ampio range di negoziazione fintantoché i differenziali tra gli interessi non passeranno chiaramente a favore dell’USD. Per il cambio EUR/CHF, 1.20 resta un livello minimo credibile con una propensione verso un indebolimento del CHF. Per il cambio USD/JPY, non ci appaiono improbabili nemmeno negoziazioni più laterali da questo livello. A nostro giudizio, le due valute più a rischio di deprezzamento sono GBP e AUD. Intravediamo del potenziale di apprezzamento nel MXN e in una selezione di valute asiatiche, tra cui il CNY, che è in lento apprezzamento

Nannette Hechler-Fayd'herbe, Head of Global Financial Markets Research di Credit Suisse



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