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   numero di Dicembre_2013
Idee e opinioni

Advertising e internet: qualche cambiamento
IabForum 2013 ha offerto diverse opportunità di riflessione

All'ultimo IAb Forum 2013 sono stati presentati i dati riguardanti gli investimenti in online advertising: crescono del 7,7% nel 2013 per un valore totale pari a 1.526.485.000 euro.

A guidare la crescita del comparto è ancora la Display Advertising, su cui si concentra il 47% degli investimenti in pubblicità online, trainati dal Video Advertising che registra +38,7% e dal Mobile Advertising che segna +34,1%.

Un andamento che rispecchia peraltro l'evoluzione dell'audience e i nuovi modelli di consumo degli italiani: oggi il 41% della popolazione attiva su internet, accede non solo da PC ma anche da device diversi: smartphone, tablet, console. Un dato significativo se paragonato alla media europea, che è del 37%. Questi i principali dati emersi dalla presentazione di Simona Zanette, che ha sottolineato che Video e Mobile saranno i principali driver di crescita anche nel 2014 che, secondo le stime di IAB Italia dovrebbe vedere gli investimenti in crescita dell'8.5%.

Ad influire sull'andamento positivo del prossimo anno, inoltre, l'ingresso da protagonista del segmento del Programmatic Buying, evoluzione della tradizionale pubblicità display partita dagli USA e già diffusasi in Europa, basata sulla possibilità di pianificare su specifiche e definite tipologie di target, che sta cominciando ad affermarsi anche nel nostro Paese.

"I dati confermano un trend positivo ed un crescente interesse da parte delle aziende italiane ad investire nell'online advertising, ma evidenziano al contempo che il nostro Paese non è ancora allineato al resto d'Europa nel cogliere l'opportunità del digitale" - ha commentato Simona Zanette, Presidente di IAB Italia, a margine della sua presentazione - "Se è vero infatti che Video e Mobile sono i driver che guidano, e guideranno anche nel 2014 la crescita in termini di investimenti pubblicitari su internet, è vero anche che l'Italia non ha ancora le infrastrutture utili a supportarne ulteriormente lo sviluppo. L'Italia è infatti ancora fanalino di coda per penetrazione della banda larga e velocità della connessione, fattore che comporta che il digitale continui a crescere ma con ritmi più lenti rispetto alla media europea. Confidiamo quindi che il Governo prosegua nella direzione intrapresa per accelerare il processo di recupero del gap."



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