Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di Dicembre_2013
Cover story

E’ tempo per i mercati finanziari di stare di nuovo in piedi da soli

Burgess (Threadneedle): Il 2014 sarà all’insegna della selezione degli investimenti giusti e la ripresa economica globale sarà messa sotto test

Guardando al 2014, Threadneedle Investments ritiene che l'anno sarà caratterizzato dalla transizione verso mercati finanziari che torneranno a stare in piedi sulle proprie gambe, dal momento in cui il sostegno alla politica globale che ha fornito abbondante liquidità ai mercati inizierà ritirarsi. Questo segnerà un importante cambiamento nei diver di ritorni di investimento:
• Al posto della liquidità, gli utili societari si sposteranno sotto i riflettori a guidare la performance azionaria;
• Il divario delle valutazioni tra l’azionario e il reddito fisso continuerà a normalizzarsi come cresceranno i rendimenti obbligazionari;
• In un mondo bassa crescita, il credito continuerà a brillare tra le attività a reddito fisso
• I mercati emergenti sono un” jolly" e destinato a rimanere volatile.
Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle, ha commentato: ”Dopo molti anni di fornitura di liquidità da parte delle banche centrali del mondo che ha sostenuto le performance di "attività di rischio”, il 2014 sarà all’insegna della selezione degli investimenti giusti, così come la ripresa economica globale sarà messa sotto test. I mercati finanziari dovranno impegnarsi nuovamente con la realtà in un contesto di significative sfide macro e politiche, e gli investitori dovranno essere pronti per le conseguenze di questo ambiente in continua evoluzione e la volatilità relativa. Cosa succederà se il QE verrà ritirato troppo in fretta? Quali rischi ci attendono se le aziende non genereranno una crescita degli utili?”.

Mercato azionario

"Mentre rimaniamo “bullish” sulle azioni globali, la performance regionale e settoriale varierà in modo significativo. Gli investitori stanno sempre più spostando la loro attenzione dalla liquidità del mercato ai fondamentali societari, dopo l'annuncio della Fed nel mese di settembre che si sta preparando a chiudere il rubinetto del QE (tapering). Le imprese dovranno intensificare le loro strategie e gli utili dovranno salire in modo significativo se le azioni dovranno mantenersi o almeno avvicinarsi al rally che abbiamo visto nei mercati sviluppati nel corso del 2013.
"Gli utili societari degli Stati Uniti sono stati in prima linea, avendo recuperato e superato il loro picco precedente. Non pensiamo che i rendimenti di quest'anno di quasi il 30 % si ripeteranno nel 2014, ma i titoli azionari statunitensi restano interessanti. Il settore bancario è ben capitalizzato e ha iniziato ancora a concedere prestiti, fornendo una spinta per l'economia. Mentre il tetto del debito rimane un rischio, una combinazione di bassi costi per energia e lavoro dovrebbe sostenere i margini aziendali nel 2014. Pensiamo che i migliori risultati saranno nelle aziende di tecnologia e consumer.
"Al contrario, solo la metà delle aziende europee hanno battuto le aspettative di guadagni finora quest'anno. La regione rimane afflitta da dinamiche di crescita relativamente povere rispetto al resto del mondo sviluppato. La ripresa del mercato azionario europeo di quest'anno potrebbe facilmente annunciare una falsa alba. Il settore bancario ha ancora una lunga strada da percorrere per affrontare la carenza di capitale, anche se i fondamentali sono molto migliorati. Mentre per la prima volta in tre anni riteniamo che l'Europa rischi di tornare a una crescita positiva del PIL nel 2014, la crescita degli utili è probabile che sia stabile, piuttosto che importante. Gli investitori in azioni, tuttavia, potrebbero essere ricompensati se si concentrano su aziende con forti modelli di business, finanze solide, gestioni esperte e posizioni di mercato dominanti.
"Mentre l'economia britannica è ancora più piccola di quanto non fosse prima della crisi, abbiamo visto alcuni dati molto incoraggianti nel 2013, e ci potrebbe essere un piccolo aumento a sorpresa della crescita del PIL di circa il 2% nel 2014. La disoccupazione è in calo e c'è una probabilità che la soglia della BoE del 7% sarà raggiunta alla fine del 2014. Il problema è che i dati positivi non si sono finora necessariamente tradotti in profitti nazionali e le aziende termineranno l’anno “piatte”. Sul lato positivo, abbiamo visto una ripresa dell'attività IPO e ci aspettiamo un migliore contesto economico a guidare ulteriormente la fiducia e le attività aziendali nel 2014. Pensiamo che i migliori rendimenti verranno dai settori industriale e dei beni voluttuari, dopo che i consumi (e l’immobilare) hanno guidato la ripresa economica fino a questo momento. Tuttavia, si è visto un relativamente piccolo riequilibrio economico, qualcosa che è stato aggravato dal successo del programma “aiuta ad acquistare” e solleva interrogativi sulla sostenibilità della ripresa.
"Il Giappone ha intrapreso un percorso chiaro e credibile, e le “Abenomics” sono state trasformative. I bassi tassi di interesse sostengono la crescita del credito e l'80% delle imprese sono intenzionate ad aumentare gli stipendi di base. Altre sfide attendono il Paese, ma ci aspettiamo ulteriori guadagni nelle azioni”.

Il mercato del reddito fisso

"Il 2014 sarà un anno di transizione per le obbligazioni. L'aspettativa di tapering della Fed ha già portato alla fine del rally del mercato obbligazionario, anche se non vediamo alcuna evidenza di una rotazione di asset class, così come richiesto da parte dei fondi pensione e banche. Nei mercati sovrani, ci aspettiamo che i rendimenti si muovano gradualmente verso l'alto, con il rendimento del Tesoro USA a 10 anni intorno al 3,5% entro la fine del 2014. Anche se potremmo non assistere a un ritorno alle norme storiche subito, il divario tra i rendimenti azionari e obbligazionari dovrebbe iniziare lentamente a normalizzarsi, in modo che la modalità ”risk-on" che ha funzionato bene per gli investitori nel corso degli ultimi anni, diventi meno lampante nel 2014. In realtà, il credito aziendale come un asset costruito per un ambiente di crescita lenta dovrebbe performare bene il prossimo anno, avendo già consegnato rendimenti positivi nel 2013. Gli alti rendimenti, in particolare, hanno avuto un buon anno e ci aspettiamo che ciò continui. I bilanci aziendali sono robusti e vediamo i default come molto improbabili”.


I mercati emergenti

"I mercati emergenti sono un calderone e un jolly per il 2014. L'annuncio del tapering ha provocato turbolenze significative nelle attività a reddito fisso, e rimangono le preoccupazioni sulla volatilità delle valute e sui disavanzi delle partite correnti. Le valutazioni azionarie sono attraenti, ma la storia dimostra che l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA e un dollaro più forte possono avere un impatto negativo sui rendimenti degli Emerging Market. Inoltre, la crescita del PIL in Paesi come il Brasile è improbabile che appaia spettacolare rispetto al mondo sviluppato. Sul lato positivo, il Messico punta a un anno di solida crescita legata alla ripresa economica degli Stati Uniti e a una minore base di costo di produzione del Paese rispetto alla Cina. Mentre quest'ultima ci ha impressionato con il terzo Plenum, lo stock picking sarà di particolare importanza nei prossimi anni. Allo stesso modo, i mercati nazionali in America Latina e le società dei mercati emergenti orientati ad una ripresa economica nel mondo sviluppato, non devono essere scartate”.



Cover story

numero di Dicembre_2013
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Sfoglia il prossimo articolo -->

*/ ?>