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   numero di 13/11/2019
Idee e opinioni

Dazi: lo stato aiuti chi esporta formaggi e salumi negli USA
Auricchio: prima le sanzioni verso la Russia, adesso le tariffe di Trump. Qualcuno vuol distruggere questo settore? L'Italia faccia i suoi interessi

É un vero e proprio appello quello che Alberto Auricchio, AD della Gennaro Auricchio S.p.A., rivolge al governo. I dazi negli USA su formaggi e prosciutti rischiano di mettere in crisi non solo una delle eccellenze del food italiano, l'intera platea di coloro che faticosamente si sono fatti largo nel mercato americano attraverso le caratteristiche peculiari dei nostri prodotti. Aziende che peraltro sono già da tempo assediate dalla commercializzazione di prodotti dall'Italian sounding, che costano meno, ma nulla hanno a che fare con i nostri ed erodono quote di mercato.
Ricordiamo che Auricchio è leader mondiale del Provolone e produce anche grandi formaggi della tradizione italiana, dalle mozzarelle al Taleggio, dal Gorgonzola a pecorini freschi e stagionati, dal Parmigiano Reggiano al Pecorino Romano. Ha un fatturato di oltre 280 milioni di euro all'anno, esporta in oltre 60 Paesi nel mondo. E come missione ha l'esportazione del Made in Italy.

Come vede la guerra dei dazi per l'Italia e per il vostro settore in particolare?

Colpisce, per fortuna, alcuni settori come formaggi, salumi e pochi altri. La maggior parte dell'agroalimentare italiano non è, ripeto per fortuna, coinvolto. Ma per i settori colpiti è veramente un grosso e serio problema. Quello che io vedo e chiedo è un intervento immediato, poiché oramai è dal 18 ottobre che ogni chilo di formaggio di mucca, di pecora o di altre tipologie di salumi, è colpito da un dazio del 25% che, tendo a sottolineare, è addizionale. Infatti esisteva già un dazio del 15% cui si somma questo e significa un drammatico 40%. É un disastro dal punto di vista dell'impatto sul consumatore americano. Io spero, mi auguro, che le istituzioni facciano qualcosa, ma non oggi: doveva esser fatto ieri!
Questo perché se aspettiamo 3-4 mesi che l'Europa decida, purtroppo è troppo tardi. La frittata è fatta. Perché se il prezzo al consumatore americano sale, poi non scende più. Neanche se i dazi ad aprile, maggio o giugno verranno tolti. Una volta che il prezzo è salito, rimane là.

Che cosa dovrebbero quindi fare le nostre istituzioni?

Gli interventi possono essere di vario tipo. Secondo me il più efficace in assoluto è di dare un aiuto alle sole aziende che esportano negli Stati Uniti, così non si dà un aiuto a pioggia a tutti. Su quei volumi venduti negli USA occorre dare un aiuto economico, come c'erano 15 anni fa gli aiuti all'esportazione.
Io non dico rimborsare tutto il dazio, che per il Parmigiano Reggiano è di 3 euro al kg, ma che diano un euro al kg o qualcosa di simile in modo che il prezzo fatturato diminuisca immediatamente, e l'effetto del dazio su un prezzo più basso sia molto più calmierato.
Glielo anticipo: mi verrà detto che non si può perché sono "aiuti di stato". Ma a Trump interessa qualcosa di quello che fa? Lui agisce senza guardare quelle che sono le nostre regole. Ritengo che l'Italia debba difendersi!

Ma Trump non è nell'Unione Europea

Ho capito, però 5 anni fa c'è stato l'embargo verso la Russia che ha colpito salumi e formaggi. Oggi i dazi USA sono ancora verso salumi e formaggi. Basta! Vogliamo distruggere questo settore? É sempre questo che viene colpito.


Quindi siamo messi male anche con la Brexit

Sicuramente sì, anche se non voglio dire "mal comune mezzo gaudio". La Brexit impatterà su tutti i formaggi europei, saranno diversi i prodotti. E non si sa ancora, ad essere onesti, se i nostri prodotti saranno o meno colpiti dai dazi. Saranno però colpiti dalla burocrazia, poiché anche a livello della logistica ci saranno molti più ostacoli. Ma forse i dazi in Gran Bretagna non saranno messi.

Magari è la volta che in Italia impariamo a fare lobbying

Speriamo. In America quella che viene chiamata la Dairy Association lobby è fortissima. Ed è quella che sicuramente ha convinto Trump a inserire i formaggi nelle sanzioni perché per loro è fondamentale. Noi probabilmente non abbiamo la stessa che hanno dall'altra parte dell'oceano.

 



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